Motori 24 Febbraio Feb 2015 0930 24 febbraio 2015

Lotus, l'estremo diventa mito

Dal debutto in F1 nel 1958 alla ricorrenza della lettera E nei modelli stradali. La storia del leggendario marchio britannico.

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La Esprit, disegnata da Giorgetto Giugiaro e famosa perché apparsa nel film La spia che mi amava. Il 2014 è stato un anno difficile per Lotus: il marchio britannico ha infatti venduto appena 1.300 auto. Troppo poche anche per un costruttore di nicchia, che infatti a fine anno ha registrato una perdita di 91 milioni di euro. Con ottimismo verso il 2015, GiornaleMotori.it ha ripercorso la storia del marchio britannico famoso per le sue auto sportive, leggere ed estreme. DEBUTTO IN F1 NEL 1958 Tutto ebbe inizio nel 1952, quando l'ingegnere inglese Colin Chapman, tra i più illustri e influenti dell'automobilismo del dopoguerra, fondò la Lotus Engineering Ltd: le quattro lettere che compaiono nel logo sono quelle del nome completo del fondatore, Anthony Colin Bruce Chapman. Come team, Lotus debuttò in F1 nel 1958, anno che segnò l'inizio di una storia ricca di soddisfazioni con 79 Gran Premi e sette titoli mondiali conquistati. Le vetture Lotus si distinsero però anche su strada, grazie a un design seducente e alla loro leggerezza. Prima fu la Elite, prodotta dal 1957 al 1963, piccola coupé a due posti, con l'innovativa scocca portante in fibra di vetro, proposta poi un una seconda generazione anni dopo, dal 1974 al 1982, ma con carrozzeria shooting-brake. Curiosamente, quasi tutte le stradali hanno il nome che inizia con la lettera E. Fa eccezione la Seven, roadster estrema venduta in scatola di montaggio per evitare la tassa d'acquisto, prodotta dal 1957 al 1953. Da quel momento in poi tornò la E: con la spyder Elan, nelle due generazioni denominate R26 e M100, proposte rispettivamente dal 1962 al 1975 e dal 1989 al 1996. Ma anche con la Europa, GT coupé a due porte con motore centrale costruita in 9.300 esemplari dal 166 al 1975. L'AUTO DI JAMES BOND Iconica era la Esprit che, disegnata da Giorgetto Giugiaro diventò però famosa perché apparsa nel film della serie di James Bond, La spia che mi amava in una spettacolare versione capace di trasformarsi in sottomarino con tanto di missili e periscopio. Non sono sfuggite alla regola della E nemeno la Eclat, erede della Elite ma proposta con una più convenzionale coda fastback e la vettura che la sostituisce a sua volta, la Excel. La Elise arrivò nel 1996 e, diventata una delle spyder più amate dagli appassionati della guida sportiva, è attesa alla terza generazione durante il 2015. È una delle tre vetture che attualmente compongono la gamma Lotus: le altre due, più costose, sono la biposto Exige, lanciata nel 2011, e la Evora, GT 2+2, in vendita in Italia a partire da 68 mila euro. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] GRANDI CAMPIONI AL VOLANTE Impossibile parlare della Lotus senza citare le auto più importanti che hanno gareggiato sui circuiti di tutto il mondo e i grandi campioni che si sono messi al loro volante. Bellissima la Eleven, costruita dal 1956 al 1958, storica la Lotus Mark VI, la prima vettura da competizione costruita in serie, così come la 38 che guidata da Jim Clark trionfò nella 500 Miglia di Indianapolis. Oppure la Lotus 12, con cui la scuderia debuttò in F1. La prima vittoria arrivò a Montecarlo nel 1960, con la Lotus 18 guidata da Stirling Moss, mentre l'ultima risale al 1987, con Ayrton Senna al volante della 99T. In mezzo, grandi piloti come Jochen Rindt, Mario Andretti, Emerson Fittipaldi, ma anche decenni di grandi innovazioni e rivoluzioni tecniche, come il telaio monoscocca, lo sfruttamento dell'effetto suolo, il motore con funzione portante e le sospensioni attive.

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