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CALCIO 28 Febbraio Feb 2015 1439 28 febbraio 2015

Parma, Donadoni e Lucarelli accusano la Figc

Il capitano: «Nessuno si è scomodato per vedere quello che succede qui». L'allenatore: «Italia ridicola».

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Il capitano del Parma, Alessandro Lucarelli.

Atto d'accusa del capitano del Parma, Alessandro Lucarelli, e dell'allenatore Roberto Donadoni: nel mirino la Figc, per la grave crisi che ha colpito la società emiliana.
Lucarelli, nella conferenza stampa convocata dopo la decisione di rinviare la partita contro il Genoa, ha detto che se la squadra non gioca la colpa è «dei vertici federali. Nessuno si è scomodato per vedere quello che succede qui, questo è il motivo per cui non si gioca. È stata fissata un'assemblea per il 6 marzo: non sappiamo neanche se ci arriviamo, al 6 marzo. Questa è la conferma che il problema Parma per la Lega non è così grande».
DONADONI: «PAESE RIDICOLO». Ancora più pesante il giudizio del tecnico Donadoni: «Stiamo diventando ridicoli come Paese agli occhi del mondo. Qualcuno si prenda la responsabilità di tutto questo, ad oggi non ho visto nessuno che abbia detto 'forse qualche colpa ce l'abbiamo, qualche errore è stato commesso'. È arrivato il momento di fermarsi un attimo e fare qualcosa di concreto, perché poi ne avremo vantaggi tutti».
«SONO CIRCONDATO DA SCIACALLI». Le responsabilità maggiori, anche secondo Donadoni, sono per i vertici del calcio: «Chi ha il potere in mano deve dare possibilità a tutte le componenti, giocatori, allenatori e arbitri, di poter modificare qualcosa nel momento in cui ci si rende conto che le cose non possono andare avanti in un certo modo. È logico che se si andrà avanti così non c'è speranza. Bisogna agire in fretta». Il tecnico ha proseguito nel suo sfogo. «Mi sento come una carogna in mezzo al deserto, con solo avvoltoi e sciacalli intorno. Non spendiamo solo parole, per rispetto della città e dei tifosi. Bisogna fare anche i fatti».
ZOLA: «PENSO AI POSTI DI LAVORO». L'allenatore del Cagliari, Gianfranco Zola, ha invece voluto testimoniare la sua solidarietà: «Non sto pensando a possibili vantaggi o svantaggi in classifica. Il mio pensiero va solo a gente fantastica che conosco bene e che rischia di perdere il posto di lavoro». Zola conosce bene l'ambiente per aver giocato nella squadra emiliana prima del suo trasferimento al Chelsea. «La situazione non è semplice», ha detto. «La soluzione? Alzo le mani: non ce l'ho. Certo rifletto sul fatto che non si sarebbe mai dovuto arrivare a questa situazione. Ma ora spero che una soluzione si trovi».

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