Motori 3 Marzo Mar 2015 1325 03 marzo 2015

Ti ricordi il Salone di Ginevra

Al via l'85esima edizione della kermesse svizzera che risale al 1905. Tra tante anteprime e un tuffo nel passato per ricordare i modelli presentati.

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L'85esima edizione del Salone di Ginevra ha aperto i battenti. Alla kermesse svizzera, una delle più attese pianeta automotive, sono in programma oltre 130 anteprime, tra nuovi modelli e concept car. Una storia che nella città svizzera si ripete fin dal 1905, anno in cui il Palais du Conseil Général ospitò il primo salone espositivo. Con u salto indietro nel tempo del grande evento, ecco la top ten delle auto presentate nelle precedenti 84 edizioni.

FIAT 600 L'icona del boom economico italiano debuttò a Ginevra nel 1955. Progettata da Dante Giacosa, 'papà' della Topolino e della successiva 500, montava un motore posteriore da appena 21 Cv capace di raggiungere i 95 km/h e venne lanciata sul mercato con un prezzo di 590mila lire. Prodotta fino al 1969, mise lo Stivale su quattro ruote, e fu proposta anche nelle versioni cabrio e Multipla, con sei posti distribuiti su tre file di sedili. E, a fine corsa, furono cinque milioni gli esemplari costruiti, in Italia e all'estero.

JAGUAR E-TYPE Carrozzeria sinuosa e seducente, con linee disegnate dal mago dell'aerodinamica Malcolm Sayer, una velocità massima dichiarata di 240 km/h, struttura monoscocca, quattro freni a disco e sospensioni posteriori indipendenti: la E-Type nel 1961 era una vettura rivoluzionaria per progettazione, estetica e caratteristiche di guida. Impossibile non restarne affascinati. E, infatti, al debutto a Ginevra riscosse unanimi consensi da stampa e addetti ai lavori. Rimase in produzione14anni e, grazie a un prezzo più basso rispetto alle auto di pari classe, fu venduta in oltre 70mila esemplari.

LAMBORGHINI MIURA I tori Miura sono forti e intelligenti, tra i migliori da combattimento. La Lamborghini Miura, invece, era semplicemente una delle sportive più belle nate nei favolosi Anni 60, un decennio d'oro per il design automobilistico. Bassa, affusolata, cattiva, simile a un prototipo da gara, venne svelata al pubblico in Svizzera nel 1966 e lasciò tutti senza fiato, facendo invecchiare in un battito di ciglia (è proprio il caso di dirlo) tutte le supercar dell'epoca. Venne prodotta fino al 1973 in 764 esemplari.

FORD FOCUS Venne presentata nel 1998 e rimpiazzò nella gamma Ford la storica Escort. L'attenzione degli addetti ai lavori erq rivolta altrove, verso la nuova Porsche 911, oppure alla concept car Chrysler Pronto Cruizer. Ma il design originale, l'ottima tenuta di strada e la gamma motori piuttosto ampia fecero impennare le vendite della segmento C americana fin da subito. Nel 1999 fu 'Auto dell'Anno', oggi è giunta alla terza serie e nel biennio 2012-2013 è stata la vettura più venduta al mondo. Apprezzatissima anche la variante station wagon.

FERRARI 288 GTO La prima vera hypercar della storia debuttò a Ginevra nel 1984, come una evoluzione della 308 GTB. Le somiglia, ma ha più muscoli. Nata per partecipare alle gare del Gruppo B, (ma il regolamento cambiò), non aveva più una categoria in cui correre e dovette rinunciare alle competizioni. Diventò così disponibile per i privati: erq l'auto dei sogni, capace di raggiungere i 300 km/h e di scattare da 0 a 100 in 4,9 secondi. Una delle Ferrari più significative e belle mai costruite, una sorta di 'Gioconda di Maranello', di cui esistono appena 272 esemplari.

MERCEDES 230 SL La roadster a due posti di Stoccarda venne presentata nel 1963 e stupì fin da subito per prestazioni, comfort e design d'avanguardia. La 230 SL era contraddistinta da un hard-top curvato verso il basso: questa parte della vettura ricordava i tetti arcuati dei templi dell’Estremo Oriente, e così venne soprannominata subito 'Pagoda'. La due posti tedesca fissò anche nuovi standard in termini di sicurezza: fu infatti la prima sportiva con scocca di sicurezza, costituita da cellula abitacolo rigida e zone deformabili sia nell'anteriore che nel posteriore. Uscì di produzione nel 1971 e i 48.912 esemplari divennero oggetto di culto tra i collezionisti.

AUTOBIANCHI Y10 Debuttò a Ginevra nel 1985 con l'ingrato compito di sostituire la A112. E ci riuscì alla grande diventando un'icona degli Anni 80. Merito del design geometrico e innovativo, dove spiccava la coda tronca con il portellone verniciato in nero satinato, indipendentemente dal colore della carrozzeria. E dei tanti accessori a disposizione. Ma anche del fatto che diventò subito una vettura cool: fu protagonista del film Yuppies, trainata dall'indovinato slogan 'Piace alla gente che piace', e gli fece da testimonial anche l'ex calciatore del Milan Ruud Gullit.

VOLKSWAGEN SCIROCCO All'inizio degli Anni 70 la Volkswagen attraversò la più grave crisi della sua storia. L'ultima carta da giocare fu la sostituzione del mitico Maggiolino: nacque così il progetto 938, che nel 1974 portò alla nascita della Golf e alla sua versione coupé, la Scirocco. La vettura che di fatto sostituiva la datata Karmann Ghia era una fastback disegnata da Giorgetto Giugiaro, compatta e dinamica, con telaio monoscocca. Un successo nelle vendite in Europa, dove rosicchiò fette di mercato a Ford Capri e Opel Manta. Ma non in Italia, dove soffrì la concorrenza di Alfasud Sprint e Lancia Beta.

AUDI QUATTRO Derivata dalla 80, la coupé fastback quattro non passò inosservata fin dal debutto di Ginevra nel 1980. A causa del nome, in italiano e tutto lettere maiuscolo, ma soprattutto per il design aggressivo, frutto di linee spigolose ed elementi come il vistoso alettone posteriore, i paraurti maggiorati e i parafanghi allargati. Con la quattro nacque la trazione integrale per le sportive e non solo per le fuoristrada e autocarri ben alti da terra. E il modello entrò nella leggenda sulle piste da rally, dove si aggiudicò quattro titoli mondiali.

MASERATI BORA Negli Anni 60, con Maserati appena entrata in orbita Citroën, nasceva il progetto di una supercar due posti con il noto V8 in posizione centrale: L'obiettivo era rivaleggiare con Ferrari, ma anche con costruttori come Lamborghini e De Tomaso. Bellissima, ma con un destino da incompresa, la Bora venne presentata a Ginevra nel 1971. Opera magistrale dal disegno armonico e dalla raffinata eleganza, rimase 'vittima' della crisi energetica e nel 1978 il Tridente ne interruppe la produzione, dopo 524 esemplari.

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