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CALCIO 4 Marzo Mar 2015 2055 04 marzo 2015

Caos Parma, Leonardi lascia. Figc: piano per giocare con l'Atalanta

Tavecchio: «Spero di convincere i club di A». Pizzarotti: «Domenica in campo al 50%». Il dg se ne va: «La mia salute peggiora».

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Il presidente della Figc Carlo Tavecchio.

Il caso Parma precipita sempre di più nel caos. E mentre la società perde un altro pezzo, col direttore generale Pietro Leonardi che ha rassegnato le dimissioni, la Federazione studia una soluzione per non falsare il campionato e studia un piano per rendere possibile il match dei ducali con l'Atalanta (in programma domenica 8 marzo alle ore 15 al Tardini) dopo i rinvii con Udinese e Genoa.
«Abbiamo predisposto un piano per far sì che domenica si possa giocare definitivamente», ha annunciato il del presidente della Figc, Carlo Tavecchio al termine di un breve incontro con il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e il direttore generale della Lega Serie A, Marco Brunelli.
«Di concerto con gli enti interessati, dopo aver informato anche i calciatori, che sarà sottoposto all'assemblea di venerdì. Poi nel pomeriggio mi recherò a Parma per illustrarlo ai calciatori sperando che venga accolto per far sì che domenica si possa giocare definitivamente».
MALAGÒ (CONI): «SALVAGUARDARE LA PARTE SPORTIVA». «La cosa più importante», aveva auspicato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, «è che nell'assemblea di Lega, i colleghi di questo fantascientifico e pittoresco personaggio in fondo alla catena, trovino il modo di salvaguardare almeno la parte sportiva e dare una regolarità al campionato che di fatto sarebbe anomalo se il Parma non dovesse tornare a giocare».
PIZZAROTTI: «POSSIBILITÀ CHE SI GIOCHI? 50%». Ora è una corsa contro il tempo per mettere d'accordo Lega, Comune e giocatori. «Possibilità che si giochi? Torniamo al 50%», ha detto all'uscita della Figc, Pizzarotti più fiducioso di quando era entrato («la possibilità è calata al 40%»). «Dei passi si sono fatti», ha aggiunto. «Vediamo cosa decide la Lega».
IL PIANO: RACCOLTA DI FONDI PER 5 MLN TRA LE SOCIETÀ. Il piano si snoda su tre livelli: una sorta di raccolta fondi - si parla di circa 5 milioni di euro - da parte dei club di A per garantire al Parma di terminare la stagione; un accordo con il Comune per i costi dell'impianto; un'intesa con i giocatori affinché scendano in campo domenica 8 marzo senza mettere in mora la società.
POLEMICA MACALLI-TOMMASI SULLA PROTESTA DEI GIOCATORI. Contro di loro si è scagliato il n.1 della Lega Pro, Mario Macalli: «Il ritardo di un quarto d'ora in Serie A? È molto più di un'ipocrisia, i calciatori dovrebbero vergognarsi. I giocatori di Serie A non partecipano al fondo di garanzia al quale aderiscono i loro colleghi di B e Lega Pro, se mettessero cinquemila euro a testa, si risolverebbe temporaneamente il problema, consentendo al Parma di giocare le partite». «Ritardiamo di mezz'ora le partite per gli operai dell'Ilva che guadagnano 1.000 euro al mese», ha incalzato, «invece di uscire da Collecchio con Ferrari lunghe ventidue metri».
Pronta la replica del presidente dell'Aic, Damiano Tommasi: «Da un vicepresidente Figc arrivano dichiarazioni di un qualunquismo preoccupante per chi ha a cuore la soluzione del caso Parma. In B e Lega Pro il contributo di solidarietà l'abbiamo chiesto e inserito nell'accordo collettivo. Con la A da 3 anni cerchiamo un accordo quadro e il ritorno di quel fondo ma i club ce lo negano».
L'ENNESIMA PROMESSA DI MANENTI: «UN PIANO CREDIBILE CONTRO IL FALLIMENTO». Per Lucarelli e compagni garantiranno Lega e Figc che però hanno le mani bloccate fino al prossimo 19 marzo quando a Parma è già fissata l'udienza fallimentare del club. E Giampietro Manenti? Sembra proseguire per la sua strada. «Stiamo cercando di preparare il documento da portare in procura in modo che ci sia un piano credibile e duraturo da portare avanti», è stata l'ennesima promessa a Sky. «Andremo la prossima settimana in procura con dei pagamenti fatti perché sennò sarebbe assurdo. Entro il 30 giugno pagheremo la parte inevasa. Ho sempre parlato di tempi tecnici, i soldi ci sono sempre stati». Il n.1 dei ducali allontana lo spauracchio fallimento: «Con un piano credibile non succederà. Se io sono un bluff? Probabilmente sì, probabilmente no».

Leonardi saluta: «Con la mia salute e la situazione creatasi impossibile continuare»

Pietro Leonardi.

Ma intanto la società ha perso un altro pezzo importante: Pietro Leonardi. Il dirigente crociato, già amministratore delegato del club durante la gestione Ghirardi, ha rassegnato le proprie dimissioni da tutti gli incarichi interni al club.
MESSAGGIO SUL SITO UFFICIALE. «Le mie condizioni di salute, peggiorate negli ultimi tempi e l'attuale situazione ambientale che si è mio malgrado venuta a creare», ha scritto Leonardi sul sito ufficiale della società crociata, «non mi consentono più di svolgere il mio lavoro proficuamente, non volendo oltretutto risultare d'impaccio all'attuale proprietà. Ringrazio i miei collaboratori, i dipendenti tutti, lo staff tecnico, i calciatori e la tifoseria, ai quali mi sento e mi sentirò sempre profondamente legato».

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