Motori 6 Marzo Mar 2015 1000 06 marzo 2015

VW Tiguan Cross: teutonica, robusta e sobria

Lunga 443 cm e alta 170 cm, ha una linea compatta e un aspetto da dura. In prova l’allestimento con motore diesel da 110 cv a trazione anteriore.

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Volkswagen Tiguan Cross. Davanti alla leva del cambio, i due pulsanti per l’esclusione del controllo di stabilità e dello start&stop. Nata nel 2007, la Volkswagen Tiguan ha operato un restyling a fine 2011 che le ha conferito l’aspetto delle altre vetture del marchio tedesco, in particolare ricorda i modelli Passat e Golf. Le sue dimensioni sono quelle di Nissan Qashqai, Toyota RAV4 e Bmw X1 ma l’estetica è molto pulita e sobria, senza fronzoli. L’allestimento che GiornaleMotori.it ha provato è una delle ultime, la Cross, studiata per premere l’acceleratore sulla natura da crossover cittadino della Suv compatta Volkswagen: belli i cerchi in lega 'Portland' da 16 pollici e il frontale 'on road' con angolo d’attacco di 18°; il listello posteriore cromato, i paraurti verniciati nel colore della carrozzeria e i mancorrenti neri (a richiesta) contribuiscono al dinamismo degli esterni. Di serie la Cross offre l’impianto radio RCD 310 con cd/mp3, Aux-In e ben otto altoparlanti; la versione con motore di 1968 cc e 110 cv è in vendita a 24.900 euro. INTERNI SOBRI È diventato ormai un luogo comune, ma entrando nell’abitacolo della Tiguan la prima parola che viene in mente è semplicità. I comandi sono ben disposti, senza nessuna levetta o rotella di troppo. In questo aiuta anche il notevole spazio a bordo, che tra i passeggeri è ampio, e ciò contribuisce notevolmente alla possibilità di viaggiare a lungo senza affaticarsi (i genitori di 2 o 3 bambini apprezzeranno). Al volante è facile trovare la posizione di guida ideale, che si faccia il fantino o il giocatore di basket, comodo il supporto lombare. Tra i sedili anteriori, l’ampio bracciolo centrale cela un box portaoggetti con presa da 12 volt, mentre davanti alle ginocchia del passeggero il cassetto portaoggetti illuminato con serratura è collegato all’impianto di raffreddamento e consente di tenere al fresco un paio di bottiglie. Di serie nella Tiguan Cross sono i sensori parcheggio posteriori, il computer di bordo Plus, il climatizzatore (l’automatico bizona 'Climatronic' è a richiesta), gli specchietti retrovisori esterni regolabili e riscaldabili elettricamente e il freno di stazionamento elettronico con funzione Auto Hold: una volta attivato premendo il pulsante, blocca le ruote quando si ferma l’auto ed è utile nelle soste in salita e in discesa (a differenza del classico Hill Holder, non è a tempo, ma si disattiva quando si accelera lasciando la frizione). Molto regolare e sfruttabile il bagagliaio: in cinque si hanno a disposizione 470 litri, in due 1.510 litri; peccato per la soglia del vano, un po’ alta. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] COMODA SU STRADA Il quattro cilindri 2 litri TDI BlueMotion Technology da 110 cv, dotato di Start&Stop, è un mostro di silenziosità tanto che, al minimo, spesso abbiamo duvuto controllare il contagiri per capire se era in funzione. In città la posizione rialzata da Suv è piacevole e consente di tenere sotto controllo il traffico intorno alla vettura, anche se ciò toglie qualche punto alla voce 'Agilità'. Voto alto, invece, alle sospensioni che non si lasciano intimorire praticamente da nessun tombino o buca dell’asfalto. La vettura in prova montava una gommatura Hankook non invernale e sul bagnato di gennaio ha mostrato qualche limite, facendo intervenire l’Asr (il controllo di stabilità) più del dovuto. In compenso erano poco ribassate e assorbivano molto bene le asperità. Il cambio lavora molto bene: le prime tre marce, abbastanza ravvicinate, consentono di sfruttare bene la buona coppia del diesel (280 Nm a 1.750 giri). Fuori città, quando la strada diventa più sinuosa, la Tiguan sa anche essere divertente: alta 20 cm dal suolo, non ha un rollìo accentuato, ma grazie al buon lavoro delle sospensioni, resta abbastanza piatta nelle curve, da cui esce con una spinta discreta grazie alla coppia del 2 litri a gasolio. Anche nelle frenate improvvise la vettura non si scompone più di tanto, e il beccheggio è poco accentuato. Solo discreta la precisione dello sterzo, ma bisogna ricordare che siamo di fronte pur sempre a una Suv e non a una vettura sportiva. In autostrada, i lunghi viaggi non sono un problema: a 130 km/h, in sesta marcia, il motore gira intorno ai 2.100 giri ed è molto silenzioso. Peccato per la mancanza del cruise control, optional sulla tedesca, ma quasi di serie sulle vetture di pari classe della concorreza. È invece fuori portata della Tiguan in prova (trazione anteriore e gommatura estiva) il fuoristrada: ci piacerebbe in futuro mettere alla prova la versione 4Motion con trazione integrale e pneumatici adeguati. Molto bene, infine, l’autonomia. La prova ha visto prevalere i km percorsi in autostrada: partiti con il serbatoio da 64 litri pieno, alla fine della prova il contachilometri indicava 893,6 km e prometteva ancora un’autonomia di 120 km, per un totale di oltre 1000 km; la media indicata dal computer di bordo era di 19,2 km/l: davvero non male.

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