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CRISI SENZA FINE 9 Marzo Mar 2015 2018 09 marzo 2015

Caos Parma, ora spunta il nome di Proto

Manenti incontra il finanziere che ha patteggiato tre anni per manipolazione del mercato.

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Alessandro Proto.

Dopo Giampietro Manenti, ecco Alessandro Proto. Nel caos societario del Parma spunta la giovane promessa mancata della finanza, con all'attivo un patteggiamento a tre anni e 10 mesi e una sanzione della Consob di 4,5 milioni euro per false informazioni e manipolazione del mercato. Proto ci aveva provato a finire sui giornali, inviando comunicati su comunicati su una sua offerta per il club ducale, ma a dargli credito alla fine è stato il numero uno crociato. «Sì l'ho visto questa mattina a Milano» - ha spiegato il presidente Manenti - «Era la prima volta che lo incontravo e non abbiamo mai avuto contatti in precedenza. Con lui ho parlato di questioni legate al Parma, ma anche di vicende extra calcistiche».
MANENTI: «NON LASCIO». Pronta la cessione del club? «No, non lascio» - ha risposto Manenti - «è un qualcosa in più rispetto a quello che abbiamo di già. Siamo però solo all'inizio e vedremo che cosa succederà». Manenti ha incontrato Proto all'hotel Principe di Savoia di Milano in compagnia di una sua collaboratrice. Non c'era l'assistente Fiorenzo Alborghetti, come era circolato inizialmente, e si sarebbe accennato alla possibilità di avere Proto quale socio di minoranza.
ALLE SPALLE MOLTI FALLIMENTI. Ma se di Manenti ormai non si fida più nessuno, l'arrivo del nuovo manager non può certo far dormire sonni tranquilli ai tifosi del Parma. Alessandro Proto in passato aveva annunciato un fantomatico patto di soci con il 2,8% di Rcs MediaGroup, ma anche un piano di salvataggio di Fonsai, oltre a dichiarare di puntare alla scalata di Mediaset, Fiat, Tod's e L'Espresso. Tutto ovviamente falso, come le società Mapi Channel o Mapi Fashion annunciate dal patron del Parma per promuovere il marchio del club emiliano.
IL SOLITO RITORNELLO: «DOMANI PAGHIAMO». «Ma domani pagheremo i dipendenti e parte degli stipendi dei giocatori - ha annunciato ancora una volta Manenti - «giovedì poi saremo in tribunale per presentare il piano di rientro dal debito per salvare la società dal fallimento». Insomma, tutto pronto, tutto però rinviato, come al solito, a domani. Intanto, il club crociato si ritrova non solo senza un euro, ma anche senza stadio. Il Comune di Parma ha revocato la gestione del Tardini al club, «in accordo con la Lega Calcio e a fronte di un protratto comportamento inadempiente. Vista la straordinarietà della situazione» - si legge in una nota - «il Comune di Parma e Parma infrastrutture si rendono disponibili a concedere in gestione lo stadio comunale, al fine di consentire alla squadra di completare la stagione, compatibilmente con le esigenze organizzative delle gare». Pronte anche «opportune azioni civili e penali».

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