Motori 9 Marzo Mar 2015 1217 09 marzo 2015

Fiat 600 spegne 60 candeline

L'automobile icona del boom economico italiano debuttò al Salone di Ginevra esattamente il 9 marzo 1955.

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La Fiat 600 costava 590mila lire, una cifra alla portata di molte tasche: anche per questo fu un successo. Buon compleanno Fiat 600. L'automobile icona del boom economico italiano debuttò al Salone di Ginevra esattamente 60 anni fa, il 9 marzo 1955. In breve tempo ebbe un successo strepitoso e mise letteralmente lo Stivale su quattro ruote. GiornaleMotori.it ha ripercorso la sua storia. ICONA DEL BOOM ECONOMICO Quattordici anni di carriera e cinque milioni di esemplari venduti, in Italia e all'estero, considerando anche i modelli costruiti su licenza. Numeri importanti, ma che sono in grado solo parzialmente di far capire cosa ha rappresentato la piccola Fiat 600 per l'industria automobilistica italiana. Erede della ormai datata Topolino e più economica della nuova 1100-103, che si rivolgeva ad una clientela più facoltosa, la 600 debuttò al motor show ginevrino nel 1955 e in breve introdusse il concetto di motorizzazione di massa in Italia. Diventando l'icona del boom economico italiano insieme alla 500, lanciata due anni dopo. Progettata da Dante Giacosa, la 600 non nacque per ovviare ai ritardi nella presentazione della super-utilitaria 500, ma fu il frutto di lunghi studi e vari progetti alternativi. Estremamente compatta, garantiva nei suoi 3,21 metri discreta abitabilità per quattro persone e, dotata di un quattro cilindri da 633 cm³ da 21 Cv in posizione posteriore, era capace di raggiungere i 95 km/h. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] IL CORTOMETRAGGIO DELLA RAI Era dotata di un propulsore parsimonioso, che assieme al prezzo della vettura, pari a 590mila lire, rendeva la Fiat 600 una vettura alla portata di molte tasche. Inoltre, la limitata potenza fiscale di  9 Cv permetteva di avere basse tasse di circolazione, da 10mila lire, almeno nei primi anni. L'utilitaria arrivata nel 1955 si pagava con cambiali interminabili ma poi era in grado, caricata fino all'inverosimile, di portare intere famiglie al mare o a fare una scampagnata. Il successo della Fiat 600 fu anche merito di un grande lavoro mediatico: la Rai, che all'epoca ancora non trasmetteva pubblicità, mandò in onda un cortometraggio preparato da Cinefiat sul nuovo modello del marchio torinese. L'unica vero difetto della 600 era il bagagliaio che, sotto al cofano, aveva una ridotta capacità di carico. IL TRAMONTO NEL 1969 IN ITALIA Il motore della Fiat 600 è stato uno dei migliori mai progettati a Mirafiori: questo quattro cilindri fu infatti la base dei propulsori poi proposti nel corso degli anni su 850, 127, Uno e Panda. Fiat 600 varcò presto i confini italiani: fu prodotta su licenza dalla Seat in Spagna e dalla Zastava in Jugoslavia, ma fu fabbricata anche in Germania come Neckar Jagst e costruita dalla Fiat stessa in Argentina fino al 1982. In Italia, il modello tramontò nel 1969. Fino al 1964 aveva portiere incernierate posteriormente, nel corso degli anni subì piccoli ritocchi a fanaleria e alla griglia, ma la berlina non mutò molto linee e caratteristiche, rimanendo pressoché fedele al modello svelato a Ginevra nel 1955. Fu proposta però nella varianti 'Trasformabile', ovvero cabriolet, e soprattutto Multipla che, più grande, con maggiore abitabilità e sei posti distribuiti su tre file di sedili, può essere considerata una delle antesignane del moderno concetto di monovolume. Diventando tra l'altro il taxi per antonomasia negli anni del miracolo italiano.

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