PERSONAGGIO 10 Marzo Mar 2015 1334 10 marzo 2015

Pogba, il fuoriclasse della Juventus fuori dal campo

La banlieue. Il rap. I palloni gonfiati. Fratelli, soprannomi e hobby: il polpo Paul ai raggi X. Foto.

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Ancora un gol decisivo, contro il Sassuolo. Paul Pogba è il calciatore del momento, tra i più determinanti nel campionato di Serie A.
La Juventus se lo gode, per ora, consapevole che sacrificarlo sul mercato estivo potrebbe essere necessario per costruire una nuova squadra.
VALE ALMENO 100 MILIONI. Secondo il suo procuratore Mino Raiola vale 100 milioni, ed è probabile che club come Paris Saint Germain, Chelsea o Real Madrid arrivino a offrire una cifra molto simile per portarselo a casa. Quello che è capace di fare con la palla al piede è sotto gli occhi di tutti, ma com'è Paul fuori dal campo?

  • Le migliori giocate di Pogba.

1. L'infanzia trascorsa nella banlieue: a Roissy-en-Brie

Correre, sudare e faticare, calciare il pallone e dribblare gli avversari.
Paul Pogba ha imparato a fare tutto questo nella banlieue parigina, a Roissy-en-Brie, poco più di 22 mila abitanti e una trentina di chilometri dalla capitale.
LA DEDICA “R.L.S. CITY BOYS”. E quelle strade, quei campetti in terra, Paul non li ha mai dimenticati, nemmeno ora che è uno dei professionisti più forti al mondo.
Nel gennaio 2014, dopo un gol con la Sampdoria, si è alzato la maglietta è ha mostrato la scritta “R.L.S. City Boys”, i ragazzi di Roissy-La-Source, il quartiere in cui è cresciuto. Un omaggio agli amici di sempre, alla sua città, alla sua storia.

2. Lo zio primo allenatore: gonfiava i palloni più del normale

Il primo ad accorgersi del talento di Pogba è stato lo zio materno, Riva Touré, ex calciatore della prima divisione della Guinea con la maglia dell'As Kaloum Star.
COSÌ POTENZIAVA LE GAMBE. Era lui a seguirlo quando ancora non aveva una squadra e tirava i primi calci al pallone coi fratelli Florentin e Mathias, difensore e attaccante, entrambi professionisti ma non al livello di Paul.
Il suo segreto? Palloni gonfiati più del normale per sviluppare la potenza nelle gambe. E un talento innato.

3. Ora finanzia la sua prima squadra: l'Us Roissy

Nel cuore di Pogba un posto speciale è occupato dall'Us Roissy, la squadra della sua città, la prima in cui ha dato calci al pallone e in cui è rimasto fino ai 13 anni, rifiutando le proposte delle squadre della capitale, prima di trasferirsi al Le Havre per proseguire il suo percorso professionale.
LOTTA CONTRO IL RAZZISMO. Ancora oggi Paul torna spesso su quei campi, e finanzia il club perché possa acquistare l'equipaggiamento tecnico per continuare la sua attività e, chissà, scoprire un giorno un nuovo Pogba. E lui da grande vorrebbe diventare una personalità nella lotta al razzismo.

4. I soprannomi: la Pioche o il Polpo

Per tutti, oggi, è il Polpo Paul. Un soprannome legato alla lunghezza delle sue gambe e alla capacità di trovare sempre il contrasto vincente, oltre che all'omonimia col mollusco veggente del Mondiale Sudafrica 2010.
Ma da bambino Pogba era la pioche, il piccone.

5. Ha due fratelli calciatori: giocano nella Guinea, non per la Francia

Se Paul è una stella della nazionale di calcio francese, i fratelli Florentin e Mathias hanno fatto una scelta diversa, abbracciando la causa della Guinea, il Paese in cui sono nati lo stesso giorno: il 19 agosto 1990, poco prima che i genitori si trasferissero in Francia.
UNO HA DISPUTATO LA COPPA D'AFRICA. Florentin, difensore del Saint-Étienne, ha disputato anche l'ultima Coppa d'Africa. Il sogno di Paul, rivelato in un'intervista alla Daily Mail, è quello di giocarci contro in un Mondiale con la maglia dei Bleus.

6. Rap e R&B nelle cuffie: Roc-A-Fella, Kanye West e Jay-Z

Come tanti suoi colleghi, Pogba ama scendere in campo per il riscaldamento con le cuffie alle orecchie.
Ma che musica ascolta? Soprattutto rap e R&B, soprattutto Roc-A-Fella, Kanye West e Jay-Z su tutti.
LA SUA PLAYLIST SU TWITTER. La sua playlist di Spotify per il Mondiale brasiliano è stata pubblicata su Twitter: Wiz Khalifa, Drake, Jennifer Lopez, Alicia Keys, Rihanna e Michael Jackson.

7. Gli hobby: basket Nba, cinema e videogame

Cosa fa Paul Pogba quando non gioca a calcio? Gioca coi videogame, e guarda un po' di sport in televisione, soprattutto il basket Nba di cui è un grande fan. O va al cinema.
ADORA DENZEL WASHINGTON. Alla Gazzetta dello Sport ha rivelato che il suo film preferito è Pulp fiction. Gli attori che ama di più? John Travolta, Denzel Washington e Jason Statham in The Transporter.

8. Con chi andrebbe a cena: Zidane e Bolt

A 22 anni è normale avere degli idoli. E Paul li ha dentro e fuori dal campo.
Quando il Daily Mail gli ha chiesto tre persone con cui andrebbe a cena, ha citato Zinedine Zidane, Usain Bolt e Jay-Z.
WILL SMITH NEI SUOI PANNI. Ma se dovessero fare un film sulla sua vita vorrebbe che a vestire i suoi panni fosse «un giovane Will Smith».

9. I modelli: Yaya Touré come riferimento, Pirlo l'eroe

E nel calcio di oggi quali sono i punti di riferimento di Pogba? Innanzitutto i suoi compagni di reparto alla Juve: Vidal, Marchisio e Pirlo.
«Lui è il mio eroe sportivo, sono fortunato a giocare con Andrea», ha detto al Daily Mail.
KAKÀ IDOLO DI SEMPRE. Alla Gazzetta dello Sport ha rivelato che il suo idolo è sempre stato Kakà, ma se potesse avere la tecnica di Marchisio, la grinta di Vidal e la precisione del passaggio di Pirlo si sentirebbe il migliore al mondo.
I suoi modelli sono Yaya Touré e Abou Diaby, centrocampisti di Manchester City e Arsenal. Il centrocampista più forte? Una lotta tra Andres Iniesta e Touré.

10. Le abitudini in cucina: sa fare la pasta e ama il cibo italiano

Pogba ama mangiare al ristorante, adora la cucina italiana che ritiene la migliore al mondo, e ha imparato a cuocersi la pasta da solo.
CON CONTE MENÙ RIGIDO. Quando sulla panchina della Juventus c'era Antonio Conte, però, il menù era sempre lo stesso: pasta al pomodoro e pollo. Chissà cosa cucinerà alla fidanzata, ammesso che ne abbia una. Nel 2014 fu avvistato a Milano con la mamma e una ragazza: «Frequento una francese da un po', ma il fidanzamento è una cosa seria», ammise sempre alla Gazzetta dello sport. E lui non sembra ancora pronto per il grande passo.

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