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AFFONDO 12 Marzo Mar 2015 1900 12 marzo 2015

Agnelli: «Nel calcio italiano c'è malgoverno»

Il presidente della Juventus contro la governance: «Lega senza potere. Il caso Parma è solo la punta dell'iceberg».

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Andrea Agnelli, presidente della Juventus.

Il caso Parma come sintomo del malgoverno del calcio italiano. In una intervista al settimanale tedesco Die Zeit, il presidente della Juventus Andrea Agnelli ha riservato un duro affondo alla governance del pallone.
«SERIE A PARALIZZATA». «Non sono il capo dell'opposizione nel calcio italiano perché non esiste un governo», ha tuonatoAgnelli. «Ci sono differenze tra me e altri presidenti», ha aggiunto il numero uno bianconero, «e le opinioni sono distanti».
«LEGA ANDREBBE GESTITA COME LA PREMIER». Secondo Agnelli il calcio italiano andrebbe gestito sull'esempio del modello inglese. «La Serie A dovrebbe essere gestita come la Premier League, da persone che portano avanti la Lega come prodotto. Con una strategia per lo sviluppo e l'esportazione del nostro calcio», ha proseguito, invece «da noi non succede nulla senza l'Assemblea dei presidenti». «La stessa Lega è debole, non ha nessuna autorità, né un proprio management. Questo porta ad una situazione meno trasparente, come ad esempio nel caso dei diritti tivù».
«CONFLITTO DI INTERESSA DA INFRONT». Di questi ultimi, ha sottolineato, e del «marketing della Serie A si occupa Infront, azienda attiva nello sport marketing. Allo stesso tempo Infront si occupa anche dei diritti e del marketing di alcuni club di Serie A e della Nazionale. Questo porta inevitabilmente ad un conflitto di interesse».
«Il caso Parma è solo la punta dell'iceberg», ha poi aggiunto ancora Agnelli. «Il fatto che un club arrivi fino a questo punto è frutto della cattiva gestione del calcio italiano. Come poteva giocare in A se dalla primavera non aveva la licenza Uefa...».

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