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CALCIO 12 Marzo Mar 2015 2000 12 marzo 2015

Europa League, Zenit San Pietroburgo-Torino 2-0

Andata degli ottavi di finale. Rosso a Benassi. Witsel porta avanti i russi, Criscito raddoppia. Ai granata serve l'impresa.

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Il centrocampista del Torino Alessandro Gazzi (in bianco) in un contrasto col giocatore dello Zenit
Javi Garcia.

Il Toro vede rosso e sbatte il muso contro lo Zenit. Il primo round degli ottavi di finale di Europa League finisce come peggio non si potrebbe per i granata di Ventura, sconfitti 2-0 in russia e ora chiamati a una vera e propria impresa per proseguire la loro corsa nella manifestazione.
La partita, già complicata nelle previsioni della vigilia per la disparità di valori tecnici in campo, si complica enormemente per il Torino con l'espulsione al 27' della prima frazione del centrocampista Benassi: una mazzata arrivata dopo il vantaggio messo a segno da Witsel per i padroni di casa che trova l'1-0 riprendendo una respinta di Padelli sul tiro dalla distanza di Smolnikov (11').
CRISCITO, BEFFA MADE IN ITALY. Rondon raddoppierebbe prima dell'intervallo, ma la sua posizione viene giudicata in fuorigioco. Così, per il 2-0 gli uomini di Villas Boas devono aspettare l'8' della ripresa e il gol che chiude il match, beffa nella beffa, porta pure una firma italiana.
Dopo il palo colpito da Hulk al termine di un pregevole scambio con Danny, la zampata che chiude i giochi (e forse anche il discorso qualificazione) è di Criscito.
L'inferiorità numerica rende complicata la reazione del Toro, i russi non spingono più di tanto sull'acceleratore e il punteggio non cambia più fino al fischio finale, nonostante una buona chance sprecata da Farnerud nel recupero.
Nel ritorno a Torino ai soldati di Ventura servirà mettere a segno almeno tre reti tenendo la propria porta immacolata. Un'impresa che pare titanica.

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