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PROCESSO 23 Marzo Mar 2015 1335 23 marzo 2015

Calciopoli, Luciano Moggi prosciolto per prescrizione

Richiesta del pg accolta dalla Cassazione: «Il reato ci fu, ma il tempo è finito».

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Luciano Moggi.

È calata la mannaia della prescrizione sul processo Calciopoli in Cassazione: quasi tutti i reati sono stati dichiarati estinti e annullati senza rinvio. Dopo sei ore di camera di consiglio è stata confermata la prescrizione per Luciano Moggi e Antonio Giraudo, assolti gli arbitri Paolo Bertini e Antonio Dattilo.
La Cassazione inoltre ha rigettato i ricorsi di Andrea e Diego Della Valle e degli ex arbitri Massimo De Santis, che aveva rinunciato alla prescrizione ed è stato condannato a 10 mesi, e Salvatore Racalbuto.
Per alcuni aspetti risarcitori nei confronti delle società e dei ministeri costituitisi parte civile ci sono delle quantificazioni che devono essere stabilite dal giudice civile. Annullata senza rinvio anche la condanna per l'ex arbitro Pierluigi Pairetto. Prescritto il reato anche per Innocenzo Mazzini, ex vicepresidente della Figc.
MOGGI: «SCHERZATO PER NOVE ANNI». Presente in aula l'ex dirigente juventino Luciano Moggi che ha fatto ricorso contro la condanna a 2 anni e 4 mesi inflittagli nel 2013 dalla Corte d'Appello di Napoli per associazione finalizzata alla frode sportiva. Dopo la sentenza ha commentato: «Abbiamo scherzato per nove anni: il processo si è risolto nel nulla, solo tante spese. È stato accertato che il campionato era regolare, regolari i sorteggi e le conversazioni con le schede estere non ci sono state».
Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Gabriele Mazzotta, ha chiesto la prescrizione del reato per Moggi e Giraudo durante una requisitoria dettagliata, nella quale ha chiesto di confermare «l'esistenza di una associazione a delinquere finalizzata a condizionare i risultati delle partite, le designazioni arbitrali, le carriere dei direttori di gara, e l'elezione dei vertici della Lega calcio».
Per il Pg erano da convalidare le sentenze di secondo grado, ad eccezione di alcuni episodi di frode sportiva e delle condanne agli ex arbitri Paolo Bertini e Antonio Dattilo che devono essere assolti.
CONDANNA PER DE SANTIS. Mazzotta ha chiesto invece di confermare la condanna inflitta all'ex arbitro De Santis: «Il ricorso è da rigettare».
De Santis, condannato a un anno in Appello, assieme ai suoi colleghi, Paolo Bertini e Antonio Dattilo, aveva rinunciato alla prescrizione. A suo carico, ha spiegato il Pg, «emergono elementi probatori particolarmente significativi della sua partecipazione» al 'sistema'.

«Risultati pilotati e supporto a Carraro»

L'ex dirigente della Juventus Luciano Moggi e Massimo De Santis, arbitro coinvolto nello scandalo Calciopoli.

Nell'aula della Terza sezione penale, presieduta da Aldo Fiale, poco capiente e molto affollata di avvocati e cronisti, il Pg ha tracciato i connotati della «struttura associativa nella quale tutti si ritrovavano ad attentare ai risultati delle singole partite ma anche a dare appoggio a Carraro, candidato al vertice della Figc, o a pilotare dossier contro i Della Valle, 'colpevoli' di volere un altro presidente alla guida della Lega. E si interferiva anche nella progressione delle carriere degli arbitri».
SCHEDE SVIZZERE RISERVATE. Mazzotta ha ricordato che i sodali del 'sistema Moggi' si erano dotati di un «apparato organizzativo con schede telefoniche svizzere riservate, difficilmente aggredibili da intercettazioni legali o illegali, come quelle dell'Inter». Proprio la «condivisione di schede riservate estere», ha sottolineato il Pg, «è sintomatica dell'indice associativo». Mazzotta ha fatto presente che i «contatti avvenivano sempre in prossimità del sorteggio delle griglie arbitrali», e che «non può considerarsi come un elemento di portata neutra la partecipazione di Moggi, dirigente della Juventus, alle designazioni dei direttori di gara».
«INTROMISSIONE FRAUDOLENTA». Si tratta invece di «un fatto anomalo, dell'intromissione fraudolenta di un soggetto non autorizzato e non, come sostiene la difesa di Moggi, di un accorgimento per assicurarsi un risultato corretto». Il condizionamento, secondo il Pg, «emerge anche nel caso della partita Messina-Juventus che si è conclusa in modo non favorevole ai bianconeri e che tuttavia registra il significativo episodio dell'arbitro Paparesta che avrebbe potuto deferire Moggi, poi condannato per minaccia, e non lo ha fatto sottraendolo ai provvedimenti disciplinari».
ACCUSE ANCHE AI DELLA VALLE. Dal j'accuse di Mazzotta, non escono indenni nemmeno i fratelli Diego e Andrea Della Valle della Fiorentina, che anzichè «denunciare i soprusi subiti scelgono di ripiegare sul 'sistema' Moggi». Non si tratta, come sostenuto dalla difesa, «di una scelta per normalizzare i cattivi rapporti tra la dirigenza 'viola' e i vertici della Lega: la partita Fiorentina-Chievo è un incontro alterato», ha sottolineato il Pg. La prescrizione senza proscioglimento nel merito è stata chiesta anche per il patron della Lazio Claudio Lotito, «impegnato nel più ampio progetto di mettere Carraro al vertice della Lega», per Giraudo, per l'ex designatore arbitrale Pierluigi Pairetto, per l'ex vicepresidente della Figc Innocenzo Mazzini.

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