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DOPO LA SENTENZA 24 Marzo Mar 2015 1808 24 marzo 2015

L'avvocato Porceddu: «La Juventus non riavrà gli scudetti»

La giustizia sportiva ci mise pochi mesi. Quella ordinaria 9 anni. Ed ecco la prescrizione su Calciopoli. Porceddu, membro del collegio che indagò sullo scandalo: «Una sconfitta. Ma gli illeciti ci furono». 

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Quando nel 2006 scoppiò lo scandalo Calciopoli, la procura della Figc cominciò a muoversi con rapidità per determinare illeciti, responsabili e sanzioni.
Il caso fu chiuso con la Juventus in serie B, due scudetti revocati ai bianconeri e l'inibizione con proposta di radiazione per gli ex dirigenti del club Luciano Moggi e Antonio Giraudo.
«IN SEDE SPORTIVA POCHI MESI». Nel collegio giudicante della Corte d'Appello federale c'era anche Carlo Porceddu, avvocato cagliaritano e vice presidente della Prima sezione giudicante della Corte di giustizia federale.
«Nel giro di pochi mesi noi riuscimmo a definire il procedimento sportivo, cosa che non è avvenuta in sede penale», ha commentato a Lettera43.it.
Nove anni dopo, infatti, la Corte di Cassazione ha dichiarato prescritto il reato di associazione a delinquere per Luciano Moggi e Antonio Giraudo, assolvendo invece entrambi dall'accusa di frode sportiva.
Ma sul fatto che questa pronuncia possa avere effetti in ambito sportivo, Porceddu è scettico.

L'avvocato Carlo Porceddu.

DOMANDA. La prescrizione di Moggi e Giraudo è una sconfitta per la giustizia ordinaria?
RISPOSTA.
Beh... nove anni, ci hanno messo nove anni. Noi in un paio di mesi avevamo già trovato tutti i riscontri necessari. Era una buona commissione, e non lo dico perché ci fossi io. Il capo era Cesare Ruperto, ex presidente della Corte costituzionale. Mica uno qualunque.
D. Però prescrizione non è assoluzione. Il reato è stato commesso.
R.
Se la Cassazione avesse ritenuto di dover rinviare ad altra Corte d'Appello per un nuovo processo l'avrebbe fatto. Invece ha accolto le richieste del procuratore generale, ha registrato lo stato dei fatti, e ordinato la prescrizione.
D. Andrea Agnelli e la Juventus continuano a pretendere la restituzione degli scudetti revocati. Questa sentenza può aprire all'ipotesi?
R.
No. Quella fu una decisione presa dal commissario straordinario Guido Rossi, che riunì una commissione di esperti e decise di assegnare lo scudetto 2005/06 all'Inter. Noi revocammo solo quello del 2004/05.
D. E nemmeno quest'ultimo può essere riassegnato alla Juventus?
R.
Non credo. La nostra decisione è ormai già acqua passata.
D. L'assoluzione dall'accusa di frode non cambia le carte in tavola?
R.
No. Sono due rami di giustizia diversi. Quella ordinaria si occupa di accertare reati, quella sportiva di verificare la sussistenza o meno di illeciti disciplinari.
D. Ora il calcio italiano è guarito?
R.
Non direi, è ancora un po' turbolento. Anche se uno scandalo del genere non si è più verificato.
D. Ce ne sono stati altri però, come il Calcioscommesse.
R.
Sì, e pure nel 1985 ci fu il Totonero che mandò in Serie B il Milan e costò penalizzazioni pesanti ad altre squadre. Ogni tanto ritornano.
D. Oggi sembra impossibile veder vincere lo scudetto a una piccola? C'è un sistema di potere che lo impedisce?
R.
No. Se ci fosse un sistema di potere dovremmo teorizzare che una volta favorisca la Juventus, una il Milan, una l'Inter. Semplicemente c'è uno squilibrio economico troppo forte per veder vincere una piccola squadra.

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