Motori 27 Marzo Mar 2015 1000 27 marzo 2015

Toyota Mirai a tutto idrogeno

Lanciata in Giappone a dicembre 2014, l'esordio in Europa è previsto al termine dell'estate 2015. Ecco l'evoluzione dei veicoli alimentati con un'energia 'alternativa'.

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Mercedes nel 1994 ha prodotto la Necar 1, furgoncino a idrogeno realizzato sulla base del van MB 100. Lanciata ufficialmente in Giappone a dicembre 2014, la Toyota Mirai verrà introdotta in Europa alla fine dell'estate 2105 e segnerà l'inizio di una nuova era nel mondo delle quattro ruote. Grazie all'idrogeno, la berlina nipponica, che fa 500 km con un pieno, otterrà performance senza precedenti in termini di rispetto per l’ambiente, abbinati a una buona dose di sportività e a tutti i comfort e il piacere di guida che ci si aspetta da una vettura di ultima generazione. RAGGIUNGE I 18O CHILOMETRI ORARI La Mirai sfrutta il processo di elettrolisi trasformando l'acqua in idrogeno, elemento che a sua volta diventa energia per un motore elettrico da 114 kW: sfruttando l'equivalente di 155 Cv, accelera da 0 a 100 km/h in 9,6 secondi ed è in grado di toccare i 178 km/h. Non solo. La berlina giapponese funziona anche come una piccola centrale energetica e può produrre l'energia necessaria al fabbisogno di un’abitazione per una settimana. Toyota Mirai sarà la prima auto a idrogeno prodotta in serie ma, in generale, non la prima della storia. GiornaleMotori.it ha ripercorso l'evoluzione dei veicoli con questo tipo di alimentazione. UNA SILUZIONE IMPROVVISATA DURANTE LA GRANDE GUERRA L'auto a idrogeno sta diventando una realtà nel 2015, ma l'interesse per questa forma di energia è molto più antica. Nel 1766 Herny Cavendish riuscì a isolare l'elemento chimico, definito 'aria infiammabile' e ribattezzato idrogeno da Antoine Lavoisier pochi anni dopo. Fu usato come gas di riempimento per gli aerostati, e, successivamente, nel corso dell'Ottocento, prima William Grove sviluppò una batteria a gas voltaico miscelando idrogeno e ossigeno e producendo elettricità e acqua, e poi Ludwig Mond e Carl Langer perfezionarono l'invenzione di Grove, creando la fuel cell. Nei motori dei veicoli l'idrogeno iniziò a essere utilizzato con soluzioni improvvisate a inizio Novecento e poi durante la seconda guerra mondiale, per far fronte alla carenza di combustibili convenzionali. Nel 1966 Roger Billings trasformò un pick-up Ford Model A un un veicolo a idrogeno e, nello stesso anno, General Motors presentò l'Electrovan, un pulmino mosso da 32 moduli fuel cell con autonomia limitata che occupavano l'intero vano del furgone. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] MARCHI ASIATICI SENSIBILI ALL'IDROGENO L'interesse per l'idrogeno crebbe negli anni Settanta a causa della crisi petrolifera del 1973. Iniziarono così a svilupparsi progetti in tal senso grazie a Toyota e Mercedes, che nel 1975 svelò al pubblico di Francoforte un furgoncino come concetto simile all'Electrovan. Passata la crisi, negli Anni 80 l'unico vero esperimento di rilievo fu quello di Mazda, che nel 1986 avviò lo sviluppo della HR-X, presentata poi nel 1991 ma con un motore rotativo Wankel abbinato all'alimentazione a idrogeno. Nel corso degli Anni 90 le case più attive sono state ancora Toyota e Mercedes: quest'ultima nel 1994 ha prodotto la Necar 1, realizzata sulla base del van MB 100, primo modello a idrogeno di una lunga serie. Due anni dopo ha presentato la Necar 2, considerata la prima auto al mondo alimentata a celle a combustibile. La serie è arrivata fino al numero 5, ma non alla produzione in grande scala. I marchi che hanno dimostrato in generale più interesse per l'idrogeno sono asiatici: Honda, ad esempio, ha presentato diverse concept car, come la FCX-V3 del 2000 e la FCX-V4 a idrogeno liquido del 2001, entrando poi nella storia con la prima auto a idrogeno omologata per la commercializzazione consegnata a un privato nel 2005. Inoltre, Honda ha presentato la FCV Concept, prototipo del prossimo modello di serie che sarà venduto dal marzo 2016. Non bisogna poi dimenticare Nissan, che ha proposto la FCV, con reformer a metanolo. E nemmeno Hyundai: da un paio di anni la sua ix35 FCEV, esteticamente identica al suv in listino e unica vettura a idrogeno disponibile in Italia, è offerta in leasing dal Centro H2 Sudtirolo dell’Istituto per Innovazioni Tecnologiche di Bolzano. 20 ANNI DI RICERCHE La Mirai è frutto di 20 anni di ricerca in casa Toyota. Tutto è iniziato nel 1996, anno in cui il marchio ha svelato il primo prototipo equipaggiato con celle a combustibile, la FCEV-1, sviluppata sulla prima generazione di RAV4 e seguita l'anno successivo dalla FCEV-2, con un sistema dotato di reformer per estrarre idrogeno dal metanolo. La serie ha visto altre tre evoluzioni, fino al FCHV-5, realizzato sulla base dell'Highlander. Nel 2003 è stata la volta del Fine-S, concept dalla linea sportiva dotata di sistema ibrido, seguita dal Fine-N e poi dal Fine-T, monovolume di forma squadrata dotata di un sistema di sterzata a quattro ruote indipendenti. Nel 2010 Tpyota ha presentato l’evoluzione dell'FCHV-5, chiamata FCHV-ad, seguita nel 2013 dall'FCV Concept, ultimo passo verso lo sviluppo della Mirai.

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