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ATLETICA 1 Aprile Apr 2015 1556 01 aprile 2015

Schwazer torna: «Non chiuderò da dopato»

Il marciatore illustra il progetto con Donati: «Il suo sostegno fondamentale per riprovarci».

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Alex Schwazer.

Alex Schwazer torna in pista. Il marciatore altoatesino ha illustrato alla stampa il suo progetto di ritorno alle gare sotto l'ala del professor Sandro Donati, una delle icone della lotta al doping in Italia.
«Temo di fallire? Non ho questa paura», ha spiegato Schwazer. «Troverei molto più triste finire così, perché so che ho vinto le mie gare importanti senza doping. Già alla prima gara sarò più motivato di quando dovevo andare a Londra».
«DONATI DECISIVO». L'altoatesino, al momento squalificato fino all'aprile 2016, ha descritto i termini della sua collaborazione con Donati. «Voglio fare qualcosa che va oltre ciò che gli atleti fanno a livello di antidoping».
«Mi è venuto in mente Donati, che mi ha anche criticato duramente. Mi sono reso conto della sua lotta contro il doping. Direi una bugia se dicessi che sarei tornato lo stesso. Il progetto è nato senza pensare a sconti di pena o Rio 2016, ma per riabilitare la mia credibilità».
«HA DIRITTO A RIACQUISTARE LA DIGNITÀ». «Qualcuno non capirà: Donati che si mette con un atleta che si è dopato», ha detto da parte sua il professore, «ma le persone hanno diritto di riacquistare piena dignità nel momento in cui si rendono conto degli errori commessi. Il modo con cui i presidenti di Fidal e Coni hanno accolto questa notizia sottolinea che c'è un modo diverso di fare le cose che qualche anno fa non ci sarebbe stato».
Il progetto di Schwazer è sostenuto anche da Libera. «Libera è felice di farsi garante anche per la sua forza simbolica», ha scritto don Luigi Ciotti, «una forza che speriamo induca altri atleti a uscire dall'ombra, denunciare, riconquistare la propria dignità e libertà».

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