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EURO RIVALI 13 Aprile Apr 2015 2126 13 aprile 2015

Champions League, quattro cose da sapere sul Monaco

Il presidente col patrimonio dimezzato dal divorzio. E in panchina un piccolo Mou. Ecco gli avversari della Juventus.

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Terzi in campionato, in serie positiva e in gran forma.
Il Monaco è approdato ai quarti di finale di Champions League dopo aver superato l'Arsenal in un doppio confronto deciso grazie all'1-3 dell'andata all'Emirates di Londra, soffrendo al ritorno ma limitando i danni con uno 0-2 che ha garantito la qualificazione.
UNA SQUADRA FISICA. Squadra fisica e veloce, nel giro di pochi anni ha vissuto sulle montagne russe.
La retrocessione in Ligue 2 nel 2011, l'arrivo del magnate russo Dmitrij Rybolovlev, il ritorno in Ligue 1 nel 2013. Poi i grandi acquisti e l'estate dopo le grandi cessioni.
NESSUNA VOGLIA DI ABDICARE. E quando sembrava che i progetti di inserirsi tra le grandi del calcio fossero diventati una chimera, la capacità di entrare tra le prime otto d'Europa.
Ecco quattro cose da sapere sui rivali della Juventus nei quarti di finale di Champions League.

1. La ricchezza del presidente? Dimezzata dal divorzio

Dmitrij Rybolovlev, presidente del Monaco. © Getty Images

Quando è arrivato, nel 2011, il Monaco navigava a metà classifica nella seconda divisione del calcio francese.
Dmitrij Rybolovlev ha investito centinaia di milioni di euro per portare nel Principato i giocatori migliori d'Europa.
Dopo il ritorno nel massimo campionato, la Ligue 1, nella stagione 2013-2014 ha acquistato dal Porto James Rodriguez e João Moutinho, dall'Atletico Madrid Radamel Falcao, dal Siviglia Geoffrey Kondogbia: 150 milioni di euro per quattro top player.
ADDIO A JAMES E FALCAO. Un anno e un secondo posto in campionato dopo, ha dovuto ridimensionare il progetto a causa del divorzio dalla moglie Elena Rybolobleva: 3,2 miliardi di alimenti che l'hanno portato a vendere James Rodriguez al Real Madrid e piazzare Falcao in prestito oneroso al Manchester United.
All'ex consorte deve poco meno della metà del suo patrimonio che Forbes stima in 8 miliardi. Molto più dei 2 milioni al mese che Silvio Berlusconi versa sul conto di Veronica Lario.

2. Berbatov: ciò che poteva essere e non è stato

Dimitar Berbatov, attaccante del Monaco. © Getty Images

Nell'estate del 2012 Dimitar Berbatov fu sul punto di approdare in Serie A.
Per ben due volte nel giro di poche ore. Il 29 agosto la Fiorentina annunciò di aver trovato l'accordo col giocatore e il Manchester United, ma la Juventus si inserì e sembrò sul punto di portarlo a Vinovo.
LA SPUNTÒ IL FULHAM. Alla fine il bulgaro scelse gli inglesi del Fulham. Ora, quasi tre anni dopo, è pronto ad affrontare quella che sarebbe potuta essere la sua squadra.
E chissà che accoglienza potrà ricevere dallo Juventus Stadium.

3. Kondogbia, il gemello di Pogba

Geoffrey Kondogbia, centrocampista del Monaco. © Getty Images

Paul Pogba non ci sarà. Il fuoriclasse francese della Juventus è infortunato ed è costretto a saltare entrambe le gare dei quarti di finale contro il Monaco.
LA JUVE SULLE SUE TRACCE. Dall'altra parte, però, ci sarà il suo 'gemello', quel Geoffrey Kondogbia che col Polpo ha condiviso tutta la trafila nelle nazionali giovanili, dominando con lui il Mondiale Under 20 del 2013.
Più difensivo e meno propenso al gol di Pogba. Può già contare su diversi estimatori: tra questi c'è anche la Juventus.

4. Jardim, un piccolo Mourinho

Leonardo Jardim, allenatore del Monaco. © Getty Images

Mourinho aveva iniziato ad allenare a 24 anni, Leonardo Jardim a 27.
Tutti e due portoghesi, di grande personalità, con un passato da calciatore non proprio eccellente e un presente da allenatori di successo.
Il paragone è stato quasi immediato ed è scattato dopo che il Monaco ha eliminato l'Arsenal negli ottavi di finale di Champions League.
«ANCORA LONTANO DA JOSÈ». Lui vola basso: «Andiamoci piano, sono ancora lontano da quei livelli», ma difficilmente potrà nascondersi a lungo.
La sua squadra, in campionato, non perde da otto partite, e da dicembre ha messo il turbo: 11 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte; 22 gol fatti e 4 subiti in 17 partite. Batterli non sarà facile. Nemmeno per la Juventus.

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