Motori 14 Aprile Apr 2015 0930 14 aprile 2015

Fuoriserie da 007

L'ultima è la Aston Martin DB10, realizzata in solo 10 esemplari. Ma le auto che hanno fatto la storia di James Bond sono moltissime: dalla Jaguar alla F355.

  • ...

Per le riprese di Spectre, il 24esimo capitolo della saga di James Bond, il protagonista è impegnato in imprese straordinarie tra location da favola come le montagne innevate di Solden, luoghi esotici come Tangeri ed Erfoud, ma anche Roma, dove l’agente 007 Daniel Craig è stato avvistato con la Bond-girl Monica Bellucci. Oltre all'immancabile Londra, la 'casa' delle spia più famosa del cinema. E come sempre, non sono mancati gli inseguimenti a bordo di 'bolidi' costosi e velocissim. DAI RADAR ALLE MITRAGLIATRICI Le auto di James Bond sono, come la spia stessa, delle icone british, ovvero delle Aston Martin. Anche se nel corso della saga l'agente 007 ha anche guidato vetture diverse. Quella più amata della saga, comparsa in cinque film, è la DB5, prodotta dal 1963 al 1965. Ha debuttato in Missione Goldfinger, è tornata in Thunderball: Operazione Tuono e poi negli ultimi capitoli. Con ogni accessorio possibile e immaginabile, dai radar alle mitragliatrici. La rara gran turismo V8 Vantage, prodotta in 534 esemplari, è stata protagonista invece di Zona pericolo nel 1987: è tra le auto di James Bond più accessoriata di sempre, con sci estraibili, scanner radio, vetri antiproiettile, razzi dietro ai fendinebbia, raggio laser nei coprimozzi, pneumatici a chiodatura estraibile e addirittura il dispositivo di autodistruzione a timer. In Casino Royale del 2006 ha debuttato la DBS V12, vista anche nel successivo Quantum of Solace, ma senza optional particolari. In compenso, la chiave era in diamante. Star di Spectre sarà invece la DB10, realizzata in appena 10 esemplari e progettata specificatamente per il film. [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] LA LOTUS ESPRIT S1 CHE DIVENTAVA UN SOTTOMARINO Anche se preferisce le Aston Martin, James Bond evidentemente non disdegna le Jaguar: una XKR appare in La morte può attendere offrendo alla spia un motore sovralimentato da 397 Cv ma soprattutto una mitragliatrice nel baule, bombe a razzo posteriori e missili che fuoriescono dalle prese d'aria anteriori. Nell'immaginario collettivo è rimasta però soprattutto una Lotus, la Esprit S1, protagonista de La spia che mi amava che si trasformava in un sottomarino con periscopio, missili, siluri e mine. È un pezzo unico di cui è proprietario Elon Musk, co-fondatore di Tesla, che se l'è aggiudicata all'asta. Un'altra Esprit, turbo e rossa, è comparsa poi nel 1981 in Solo per i tuoi occhi, 12esimo film della saga. Sempre britannica la prima auto guidata da James Bond, una Sunbeam Alpine seconda serie: fu scelta perché era l'unico veicolo disponibile in Giamaica, dove fu girato il primo film Licenza di uccidere, con un budget davvero ridotto. DALL'ALFETTA ALLA FERRARI L'Italia ha contribuito al 'garage' di 007 con tre auto. L'Alfetta GTV6 è stata usata da James Bond per sfuggire durante un inseguimento in Octopussy-Operazione Piovra del 1983, mentre in Vendetta Privata del 1989 guidava una Maserata Biturbo. Non poteva mancare il simbolo della velocità italiana, la Ferrari: in GoldenEye del 1995 Pierce Brosnan ha infatti debuttato nei panni dell'agente segreto inseguendo una F355 guidata dalla sovietica Xenia Onatopp, sospettata di essere un membro dell’organizzazione mafiosa Janus. Merita una citazione anche la Toyota 2000GT, considerata la prima supercar del Sol Levante, che nel 1967 è apparsa sul grande schermo guidata dalla Bond-girl Aki in Si vive solo due volte. A LONDRA LA MOSTRA 'BOND IN MOTION' Il binomio James Bond – auto sportiva, costosa e con dotazioni speciali è uno dei motivi del successo della saga. Chi ha intenzione di visitare Londra, non può perdere la mostra 'Bond in Motion', che il London Film Museum di Covent Garden ha dedicato alle quattro ruote che sono state protagoniste dei film con l’agente segreto «al servizio di Sua Maestà». Nel museo, gli appassionati di 007 possono ammirare la celebre DB5, la Jaguar XKR e la Lotus Esprit sommergibile, ma anche la Rolls-Royce Phantom III di Missione Goldfinger e la Bmw Z8 vista ne Il mondo non basta. Non solo: la mostra offre spazio anche a mezzi 'alternativi' come il tuk tuk di Octopussy – Operazione piovra, la Honda ATC90 di Una cascata di diamanti, l’autogiro di Si vive solo due volte, motoscafi blindati o addirittura il jetpack de La morte può attendere. Tutti mezzi di trasporto usati davvero sul set dei film, di cui sono stati coprotagonisti, e non repliche.

Articoli Correlati

Potresti esserti perso