Zeman_esonerato
SPORT VIOLENTO 18 Aprile Apr 2015 2145 18 aprile 2015

Cagliari, squadra sotto choc dopo l'irruzione degli ultrà

Indagini sul blitz del 17 aprile nel ritiro. La Digos: «Pene esemplari». Zeman: «Siamo amareggiati». 

  • ...

Zdenek Zeman.

Continuano le indagini della Digos per fare piena luce sul blitz di venerdì 17 aprile degli ultrà nel ritiro del Cagliari.
Una durissima contestazione alla squadra, scritta e orale: con la bomboletta spray è stato imbrattato il cancello di ingresso del centro sportivo di Assemini: «Sputate sangue per la maglia, mercenari». Poi, parole forti, urlate a gran voce. Il capitano Daniele Conti - secondo quanto ha raccontato il vicepresidente della società Stefano Filucchi - in mattinata ha riassunto in poche parole allo stesso numero due rossoblù e al presidente Tommaso Giulini quello che è successo: confronto verbale dai toni molto accesi. La Digos sta cercando di capire se la cosa si sia fermata lì. E ha già chiesto ai protagonisti, gli stessi giocatori, di raccontare tutto per filo e per segno.
«SIAMO AMAREGGIATI». La società ha escluso che ci siano stati schiaffi e minacce. Ma non minimizza nemmeno: «Siamo sorpresi, amareggiati», ha detto in conferenza stampa Filucchi. «Anche perché non abbiamo mai negato un confronto a nessuno. La squadra però si è comportata molto bene: ha accettato l'incontro senza problemi». E ha aggiunto: «Un fatto non ordinario in un ritiro, ma non è successo niente di irreparabile. E abbiamo un gruppo che sarà in grado anche di non far sentire ripercussioni nella testa di quei giocatori che sono rimasti turbati».
ZEMAN: «GIOCATORI SOTTO CHOC». Lo stato emotivo della squadra lo aveva raccontato poco prima il mister Zdenek Zeman: «Non è stato un confronto. Per il confronto bisogna essere in due. E noi abbiamo solo subito. Per la pace, ma abbiamo subito». E i giocatori? «Li ho visti male. Ci sono rimasti male. Per qualcuno era la prima volta, logico che qualche giocatore sia rimasto scioccato».
La ricostruzione dei fatti sembra sempre più chiara con il trascorrere delle ore.
IL CANCELLO ERA APERTO. Verso le 19 una trentina di ultrà si è presentata alle porte del centro sportivo di Assemini. Il cancello era aperto perché a quell'ora il personale - non la squadra in ritiro - stava andando via. Obiettivo della tifoseria: incontrare i giocatori. Non certo per fare i complimenti alla squadra. Quando i rossoblù si sono presentati all'ingresso accompagnati dallo staff, gli ultrà hanno chiesto di parlare solo con loro. E lì i toni si sono accesi. Tutto si è svolto in pochi minuti. Un mare di accuse. E un invito a fare meglio.
NESSUNA INVASIONE ALLA CLUB HOUSE. Sono stati presi di mira soprattutto alcuni giocatori, mentre altri hanno cercato di mediare per non far precipitare la situazione. Nessuna invasione alla club house: squadra da una parte e tifosi dall'altra sono rimasti lì sulla 'linea di porta' del cancello. Poi ognuno per i fatti suoi: giocatori a cena e poi a dormire. E i tifosi a casa. Quando i carabinieri sono arrivati ad Assemini, allarmati dal tam tam mediatico, era già tutto terminato. In mattinata l'incontro tra vertici della società e giocatori.
INDAGINI DELLA DIGOS. Le indagini sono condotte dalla Digos: sono stati sentiti i calciatori rossoblù. Il vice capo della polizia, Alessandro Maragoni, è stato chiaro: «I responsabili saranno perseguiti con la massima severità. Nessuno può permettersi di trasformare lo sport in una cosa triste e violenta».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso