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TRATTATIVA 2 Maggio Mag 2015 1234 02 maggio 2015

Milan, il controllo del club resta a Berlusconi

Silvio vede Bee: «È una persona seria». Ma vuole tenere il 51% della società per sè.

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Milano: Silvio e Barbara Berlusconi visitano la nuova sede del Milan (6 giugno 2014).

Separarsi, dopo 29 anni di gioie e dolori, di trionfi e tribolazioni, non è semplice. L'impressione è che, se potesse, Silvio Berlusconi non rinuncerebbe mai al Milan. Non è lui a voler vendere, quanto i figli a spingere perché lo faccia.
D'altra parte, le risorse per tornare in cima al calcio europeo, in casa non si trovano. Ci sarebbero, ma Fininvest ha già speso troppo per il Milan, e servono soldi freschi.
OFFERTA DA 500 MLN. Silvio lo sa, ma non riesce a prendere una decisione definitiva. Il 2 maggio ha incontrato Bee Taechaubol, il broker thailandese che ha offerto 500 milioni di euro per rilevare il 51% del club.
«Vi ringraziamo per questa attenzione, ci siamo dati appuntamento tra qualche tempo per poter definire ogni aspetto per quanto riguarda il futuro del Milan», ha detto Berlusconi al termine dell'incontro.
Niente è stato ancora deciso, nessuna firma, nessuna fumata bianca: «È tutto in discussione. C'è la possibilità che io mantenga il 51% delle quote del Milan». Quel che è certo è che resterà presidente, «per me è una questione di cuore», ma non gli basta. Al Cav non piace l'idea di ritrovarsi in minoranza, mai nelle condizioni di non poter avere l'ultima parola sulle decisioni da prendere. In politica gli è capitato raramente, nelle sue aziende mai.
ACQUISIZIONE DI UNA QUOTA DI MINORANZA. Per questo, in serata ha dato il la a un comunicato Fininvest che ridimensiona le velleità di Bee, confermando, almeno per il momento, il controllo del Milan nelle mani di Berlusconi, mentre la cordata di Taechaubol potrebbe acquisire una quota di minoranza. «L'incontro di Milano con Mr. Bee» - si legge nella nota - «è stato positivo. Sono state discusse tematiche centrali per il futuro del club come, ad esempio, la valorizzazione e la commercializzazione del brand nei Paesi asiatici, dove si può dare un forte e decisivo impulso per sviluppare i ricavi e reperire così quelle risorse finanziarie indispensabili per allestire un progetto tecnico e sportivo che riporti il club ai vertici del calcio italiano, europeo e mondiale. La collaborazione proposta, ancora da definire in molti punti, prevede l'acquisizione da parte di una cordata finanziaria di una quota di minoranza e che il controllo del club rimanga saldamente nelle mani del presidente Silvio Berlusconi e della Fininvest».
«DOBBIAMO TORNARE PROTAGONISTI». «La mia preoccupazione è che il Milan torni protagonista in Italia, in Europa e nel mondo», aveva già spiegato Berlusconi, affermando di non nutrire alcun dubbio nei confronti del thailandese, anche se l'assonanza con l'altro pretendente al matrimonio col Diavolo aveva tradito il Cav, che aveva chiamato il suo interlocutore Mr. Lee, proprio come il magnate cinese delle bibite gassate.
«Ho trovato in Mr. Bee una persona assolutamente seria che ha rispettato gli adempimenti tecnici prodromici alla stesura degli accordi e del contratto. Pensiamo di diventare amici. Stiamo lavorando per il brand».
Mr. Bee, dal canto suo, ha scelto di restare in paziente attesa: «C'è ancora da lavorare e dei dettagli da sistemare, ma speriamo di chiudere al più presto. Non posso parlare di cifre, ci sono diverse operazioni legali e finanziarie da preparare».

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