Motori 5 Maggio Mag 2015 0930 05 maggio 2015

Jaguar, 70 anni a 100 all'ora

Costretto a cambiare il nome SS Cars dopo la secoda guerra mondiale, la storia del marchio britannico fatta di fascino, storia, cambi di proprietà e rinascita in tempi recenti.

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SS Cars: un nome che evocava brutti ricordi in seguito alla seconda guerra mondiale. Così, nel 1945 la casa automobilistica inglese ha cambiato nome, diventando Jaguar Cars Limited. Nel 2015 ricorre dunque il 70esimo anniversario del marchio. GiornaleMotori.it ha ripercorso la storia. TUTTO EBBE INIZIO NEL 1921 La gloriosa storia della casa britannica è iniziata nel lontano 1922, quando il giovane ingegnere William Lyons e il pilota William Walmsley fondarono la Swallow Sidecar Company, azienda che ha avuto un immediato successo ma che alla fine della guerra non poteva continuare con un nome che era lo stesso dell'organizzazione paramilitare del Partito Nazista tedesco. A maggior ragione perché le SS avevano sede a Coventry, città devastata dalla Luftwaffe. IL BOOM NEL 1949 CON LA XK120 Il nuovo marchio, che richiamava il nome di una berlina prodotta dalla SS nella seconda metà degli Anni 30, ha debuttato già nel 1945 con la Mark IV, vettura all’epoca chiamata ufficialmente Saloon e poi proposta anche nella versione spyder denominata Drophead. Il boom per la Jaguar arrivò nel 1949 con la XK120, il modello di serie più veloce al mondo, capace di toccare i 212 km/h. Della roadster sportiva e di lusso è stata poi realizzata una versione da competizione, la C-Type, che ha trionfato a Le Mans nel 1953. Un successo replicato, anzi triplicato, dalla D-Type, vincitrice nel 1955, 1956 e 1957. Se la D-Type è ancora oggi considerata una pietra miliare dell'automobilismo per la struttura monoscocca che l'ha resa antesignana della maggior parte delle vetture da corsa, la E-Type, lanciata nel 1961, rivoluzionaria per progettazione, caratteristiche di guida ed estetica, è stata definita da Enzo Ferrari «la più bella auto mai realizzata». [gn_jcarousel source="cat=%blog%" ] NON SOLO AUTO SPORTIVE Ma se la Jaguar ha profuso grande impegno nelle corse e nella produzione di vetture sportive, al tempo stesso ha continuato a produrre grandi berline, come la Mark VII del 1950, la Mark I del 1955 e la Mark IX del 1961. Ma anche una 'piccola' ammiraglia, la S-Type. Alla metà degli Anni 60, il marchio raggiunse l'apice, ma all'improvviso arrivò una fase discendente, perché tranne la celeberrima E-Type, diventata nel frattempo la macchina di Diabolik, gli altri modelli erano abbastanza obsoleti. MERCEDES E BMW I RIVALI DI SEMPRE Nel 1966 la proprietà della Jaguar passò alla British Motor Corporation, diventata subito dopo British Leylands e, per contrastare la crescita di Mercedes-Benz e Bmw, lanciò la berlina di lusso XJ, di fatto il modello più longevo del marchio, visto che è ancora in produzione. Basata sulla meccanica della XJ, nel 1975 è poi arrivata l'erede della E-Type, la coupé XJ-S, proposta fino al 1996. Nel frattempo, l'azienda passò sotto il controllo della Ford, attraversando ancora un periodo difficile caratterizzato da alcune scelte discutibili: su tutte, il lancio della 'popolare' X-Type, derivata addirittura dalla Ford Mondeo. L'ACQUISIZIONE INDIANA Per ritrovare il carattere sportivo ed elegante del marchio britannico, c'è stato bisogno degli indiani, con l'acquisizione da parte di Tata Motors nel 2008. Con la nuova proprietà sono infatti arrivate la berlina XF e la sportiva F-Type, una vettura roadster e coupé con il vero Dna della casa di Coventry ed erede spirituale della mitica E-Type dei ruggenti 'Sixties'. Una storia davvero particolare quella della Jaguar, fatta di corse sfrenate negli Anni 50, di grande fascino nei 60 e di rovinose cadute nei decenni successivi, tra crisi finanziarie e cambi di proprietà. Fino alla rinascita in tempi più recenti.

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