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SEMIFINALE 6 Maggio Mag 2015 2255 06 maggio 2015

Champions League, Messi è devastante: Barcellona-Bayern Monaco 3-0

Meravigliosa doppietta della Pulce. Neymar la chiude. E Guardiola va ko al Camp Nou. I blaugrana quasi a Berlino.

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Lionel Messi batte Manuel Neuer con un delizioso pallonetto: è la rete del 2-0.

Il giocatore più forte del mondo nella squadra, oggi, più forte del mondo. È questo, in estrema sintesi, il sunto di Barcellona-Bayern Monaco, sensazionale semifinale di Champions League risolta dal genio senza eguali di Lionel Messi.
Il 3-0 conclusivo suona, forse, un po' severo per i tedeschi, rimasti in gara fino al 32' della ripresa, quando il degno erede di Diego Armando Maradona ha deciso che sì, era giunta l'ora di rompere gli indugi e abbattere quel mostro di Manuel Neuer, apparso fino a quel monento un muro invalicabile.
BOATENG A SEDERE. Ma la rete del vantaggio è nulla in confronto alla gemma del 2-0, col numero 10 blaugrana che ha letteralmente sdraiato Jerome Boateng con una finta delle sue per poi fulminare il portiere bavarese con un tocco sotto, nientepopodimeno che di destro. A chiudere i giochi ci ha pensato Neymar al 90', con un contropiede in campo aperto generosamente concesso dal già annichilito Bayern.
GUARDIOLA, RITORNO AMARO. Pep Guardiola esce con le ossa rotte dal Camp Nou, schiantato ancora una volta da una squadra spagnola a un passo dalla finale, come già gli successe lo scorso anno col Real Madrid. Ma questa volta la sconfitta fa ancor più male, un po' perché ha trasformato in incubo un ritorno a casa comunque difficile, un po' perché la partita se l'era saputa giocare fino alla mezz'ora della ripresa.
NEUER NON BASTA. Malgrado le assenze di Robben, Ribery e Alaba, i campioni di Germania avevano sin lì saputo resistere alle scorribande degli avanti catalani, con un Suarez insolitamente sciupone e un Messi, nei panni di rifinitore, impegnato più a dettare passaggi che a saggiare le condizioni di Neuer. Monumentale, in ogni caso, la prova del tedesco, autore di un paio di prodezze coi piedi, a dimostrazione di quanto ormai sia per lui scontato parare col solo ausilio della mani.
BLAUGRANA CON UN PIEDE E MEZZO A BERLINO. Peccato che di lì a poco il proscenio abbia deciso di prenderselo il dio del calcio, con la doppietta che in appena quattro minuti ha chiuso i giochi. Prima un potente sinistro dal limite dell'area, colpevolmente lasciato solo dalla retoguardia biancorossa, poi la perla del 2-0. La rete di Neymar, a un soffio dal triplice fischio dell'italiano Rizzoli, consegna, di fatto, la finale di Berlino agli uomini di Luis Enrique.

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