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CICLISMO 8 Maggio Mag 2015 2045 08 maggio 2015

Giro d'Italia, al via l'edizione numero 98: tutti contro Contador

A Sanremo la corsa rosa inaugurata da una cronosquadre. Aru, Uran e Porte danno la caccia al Pistolero.

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Alberto Contador.

Il 98esimo Giro d'Italia è pronto a spiccare il volo dalla Riviera dei fiori. Nel regno della classicissima di primavera, lo stesso palcoscenico dove sono state scritte pagine epiche della storia del ciclismo, verrà assegnata la prima maglia rosa dell'edizione 98 della più importante corsa a tappe italiana. C'è grande attesa nella città del Festival della canzone italiana, dove musica e ciclismo si fondono, formando un connubio affascinante e oltremodo seducente. La musica che accompagna l'overture del Giro 2015 è abbastanza rock. Non troppo, però. Più che hard somiglia a un brano progressive. Per il semplice fatto che, in questa edizione della corsa di Rcs, mancano alcuni mostri sacri (Chris Froome, Vincenzo Nibali e Nairo Quintana), ma ce ne sono altri che potrebbero entrare nella storia (Alberto Contador).
CONTADOR CONTRO TUTTI. Il Giro sembra ruotare proprio attorno al castigliano, che indossa i panni scomodi di favorito e che presto si trasformerà in punto di riferimento per i compagni come per gli avversari. L'alfiere della Tinkoff-Saxo pensa al doblete Giro-Tour, ma sarà durissima. Le sue ambizioni stridono con la concorrenza, la carta d'identità e l'imponderabile. «Per me è importante essere al Giro come al Tour: è importante per fare bene al Giro» - ha tenuto a sottolineare Contador, che di rosa si è già vestito nel 2008, a Milano - «temo tutti allo stesso modo, nella corsa per la vittoria finale, ma in particolare Uran, Porte e Aru. L'australiano è in gran forma, al Giro del Trentino si è dimostrato molto forte, e Aru ha preparato molto bene la propria avventura al Giro. Dove penso che mi attaccheranno? No, scusate, sarò io a dover attaccare gli altri. Ho più esperienza rispetto all'ultimo Giro, per il resto non è cambiato nulla. Credo di essere migliorato rispetto al passato».
ARU PRONTO A DAR BATTAGLIA. Aru si è detto «fiducioso» e «motivato», pronto a «dare il massimo», Richie Porte scalpita, perché vuole lasciare il segno. Riuscire dove illustri predecessori (Wiggins) hanno fallito. «Per vincere bisognerà essere bravi in tutti e 21 i giorni» - ha confessato l'australiano - «e questa non è una cosa facile. Questa per me è la più bella gara del calendario. Sono passati alcuni anni e sono più maturo adesso, come uomo e come corridore, rispetto a quando presi parte per la prima volta al Giro». La cronometro a squadre inaugurale è solo una formalità, un modo per aprire i giochi e scegliere il primo uomo in rosa. Nessuno vorrà scoprire le proprie carte, spazio agli outsider e ai team più affiatati, in grado di esibire sincronismi perfetti, al fine di condurre almeno cinque uomini - in gruppo - sul traguardo (il tempo verrà preso sul quinto uomo all'arrivo). Una breve, ma intensa corsa contro il tempo, tutti insieme appassionatamente in cerca di una piccola fetta di gloria, a pochi chilometri dal Poggio, la salita-discesa che ha reso leggendario il ciclismo a cavallo di due secoli.

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