Calcioscommesse 130107172331
SPORT CORROTTO 19 Maggio Mag 2015 0756 19 maggio 2015

Calcioscommesse, gare truccate in Lega Pro e Serie D: 50 arresti

Tra dirigenti e giocatori 70 indagati. Coinvolte 30 squadre. L'ombra della 'ndrangheta sulle combine. Tutti i nomi.

  • ...

50 arresti, oltre 70 persone indagate, 30 squadre coinvolte e decine di gare truccate: sono i numeri dellla nuova inchiesta della procura Antimafia di Catanzaro.

L'ombra della 'ndrangheta nel nuovo capitolo dello scandalo Calcioscommesse. Nella mattina di martedì 19 maggio un blitz delle forze di polizia ha portato all'arresto di 50 persone tra presidenti, allenatori, manager, calciatori, imprenditori italiani ed esteri e anche magazzinieri delle società calcistiche della serie D e della Lega pro (ex Serie C) con l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla frode calcistica e con l'aggravante di avere favorito organizzazioni mafiose (leggi tutti i nomi delle persone coinvolte e delle gare sotto inchiesta).

Cremonese-Pro Patria del 15/12/2014 è una delle partite che sarebbero state truccate.


30 I CLUB COINVOLTI. Una trentina sarebbero le squadre coinvolte e decine le partite che sarebbero oggetto di combine.
I club fanno parte di tutti e tre i gironi della ex serie C: Nord, Centro e Sud. Alcuni di essi sarebbero addirittura impegnati nei playoff per la promozione in serie B e nei playout per rimanere nella categoria anche il prossimo anno; altri ancora invece avrebbero anche una storia calcistica di un certo prestigio.
L'inchiesta dei magistrati della procura Antimafia di Catanzaro, denominata «Dirty soccer», ha portato alla luce, nel corso di questi mesi, una fitta rete di giocatori, allenatori e dirigenti di società che si è rivelata essere particolarmente attiva - assieme a personaggi appartenenti a due distinte organizzazioni criminali - nel combinare le partite, alterandone i risultati, e nell’investire il denaro nei circuiti illegali delle scommesse, in Italia e in diversi Paesi esteri.

Anche Santarcangelo-L'Aquila del 15/11/2014 sarebbe stata manipolata.


INDAGATE ALTRE 80 PERSONE. In galera sono finiti oltre 15 calciatori, sei presidenti di società sportive, otto dirigenti sportivi, allenatori, direttori generali, 10 'finanziatori' (scommettitori italiani, maltesi, del Kazakistan, della Russia, cinesi e serbi), mentre quasi 80 risultano essere le persone indagate.
Fra i personaggi coinvolti nell'indagine, oltre a calciatori ed ex, presidenti e dirigenti di club, figurano anche soggetti stranieri, un presunto appartenente alla cosca Iannazzo, potente clan della 'ndrangheta operante nella provincia di Lamezia Terme, e un poliziotto.
LA COSCA IANNAZZO DELLA 'NDRANGHETA DIETRO ALLE COMBINE. L'inchiesta ha preso il via grazie alle intercettazioni di Pietro Iannazzo, ritenuto elemento di vertice dell'omonima cosca che opera a Lamezia Terme, arrestato giovedì 14 maggio in una operazione della polizia contro la 'ndrina. Secondo gli inquirenti, Iannazzo intratteneva rapporti diretti con presidenti di società di calcio per alterare i risultati.
Quella degli Iannazzo, secondo i magistrati della Direzione distrettuale antimafia, è una cosca «d'elite della mafia imprenditrice» dedita agli affari, ma anche capace di scatenare una guerra con altre consorterie per mantenere il proprio predominio sul territorio. Nel corso dell'operazione condotta la settimana scorsa da squadra mobile di Catanzaro, Sco, Dia e Guardia di finanza, sono state una quarantina le persone arrestate, tra le quali alcuni imprenditori. È stato captando alcune conversazioni di Pietro Iannazzo nel corso di quella indagini che gli investigatori hanno saputo delle combine su varie partite dei campionati di Lega Pro e Cnd per alterare i risultati al fine di ottenere vincite cospicue con le scommesse.
L'EX CALCIATORE DI LAURO UOMO CHIAVE DELL'ORGANIZZAZIONE. Uno dei personaggi chiave di quest'ultimo scandalo del calcio italiano è l'ex calciatore e imprenditore Fabio Di Lauro, che, secondo gli investigatori è «il rappresentante unico in Italia» dei «signori delle scommesse» nazionali e internazionali, che investivano e incassavano milioni di euro che transitavano attraverso banche turche, serbe, cinesi ed italiane.

Juve Stabia-Lupa Roma dell'1/11/2014 è uno dei match all'attenzione degli inquirenti.

Tavecchio: «La Figc è parte lesa»

Il presidente della Figc Carlo Tavecchio.

Immediato è arrivato il commento del presidente della Figc Carlo Tavecchio. «Ci dichiariamo parte lesa per quanto sta succedendo perché continuiamo a subire tutte le situazioni del Paese», ha dichiarato. «Il calcio non viene aiutato da questi scandali. Noi siamo un soggetto che vuole difendere il sistema da certe cose, ma i nostri mezzi non sono all'altezza».
GALIGANI: «LOTITO RICATTA TAVECCHIO». Il nome del presidente federale è stato pesantemente tirato in ballo anche da Vittorio Galigani, ex direttore sportivo di diverse squadre dalla serie A alla C e oggi editorialista della rivista online TuttoLegaPro.com. «Macalli e Tavecchio sono due rincoglioniti...in mano a Lotito, che li ricatta», è quanto detto al direttore sportivo de L'Aquila Ercole Di Nicola in una telefonata agli atti dell'inchiesta di Catanzaro.
TOMMASI (AIC): «UN RISCHIO LE SCOMMESSE SUI DILETTANTI». Per il presidente dell'Associazione italia calciatori (Aic) Damiano Tommasi «aprire alle scommesse il mondo dei dilettanti è stato un rischio, perché ci sono oltre 160 squadre e le partite non sono trasmesse, quindi sono difficili da controllare».
«Il nostro mondo è allettante per chi persegue il malaffare. Serve chiarezza nel più breve tempo possibile», ha aggiunto.
IL PM: «SERVE RIFORMA RADICALE DELLE SCOMMESSE». Secondo il pm di Catanzaro, il calcioscommesse «è la patologica conseguenza del tramonto della vecchia innocente schedina. Urge evidentemente una riforma radicale della normativa che regolamenta tali tipologie di scommesse che hanno finito per inquinare il mondo sportivo ad esse collegato».
Il procuratore della Figc, Stefano Palazzi, ha preannunciato al pm la richiesta di accesso agli atti dell'inchiesta della procura di Catanzaro.

Correlati

Potresti esserti perso