Matteo Renzi 150327210330
SCANDALI 20 Maggio Mag 2015 1000 20 maggio 2015

Calcioscommesse, Renzi: «È ora di cambiare il sistema»

Il premier: «Il calcio non è dei diritti tv o di certi personaggi. Stop al magna magna».

  • ...

Matteo Renzi.

Matteo Renzi censura l'ennesimo scandalo del calcio italiano. Intervenendo sull'inchiesta di Catanzaro che ha portato alla luce partite truccate in Lega Pro e Serie D e all'arresto di oltre 50 persone, il premier ha definito «imbarazzante» l'ennesimo caso di calcioscommesse e si è detto «disgustato» dai «personaggi di discutibile approccio che governano il calcio a tutti i livelli».
«Faccio un appello alla Federazione, alla Lega, al Coni, restituiamo il calcio alle famiglie», ha detto il presidente del Consiglio.
L'irritazione del premier è per lo scandalo delle partite truccate, ma si allarga all'inchiesta sui diritti tv, alla spartizione del calcio in tv sulla quale indaga l'Antitrust. «Serve un grande patto sul calcio», ha detto Renzi. «Il calcio è delle famiglie e non dei professionisti della polemica, delle società di consulenza sui diritti tv, il calcio non è di qualche personaggio che ha le mani in pasta in tutte le serie».
«ALL'ESTERO CI PRENDONO IN GIRO, ORA BASTA CON CERTI PERSONAGGI». «All'estero ci prendono in giro. Ora basta, basta con certi personaggi. Faccio appello alla Lega, alla federazione, al Coni. Rendiamo pulito il calcio italiano, è tutto un 'magna magna'». Dopo le Regionali, ha concluso, «chiederò alle forze parlamentari di mettersi ad un tavolo» per siglare un patto. «Alcuni personaggi del mondo del calcio devono ricevere un messaggio di stop».
ABODI: «NON GENERALIZZARE». Il presidente della Lega di B Andrea Abodi ha però replicato: «Pur condividendo grandissima parte delle dichiarazioni di Renzi, è un errore esprimere un giudizio generalizzato, il calcio non è tutto uguale. Bisogna avere la capacità di leggere i fatti e interpretare nel giusto modo comportamenti e linguaggi in cui non mi riconosco, personalmente e come Lega».

Correlati

Potresti esserti perso