Carlo Ancelotti Adriano 150525230152
CALCIO 25 Maggio Mag 2015 2139 25 maggio 2015

Ancelotti-Milan, ecco perché il ritorno è un'ipotesi remota

Lo stipendio da 7,5 mln. Le incognite sul club. E i dubbi del tecnico. Gli ostacoli alla trattativa.

  • ...

Adriano Galliani ha preso un volo per Madrid. E a distanza di poche ore Florentino Perez ha dato l'annuncio. Carlo Ancelotti non è più l'allenatore del Real. I tifosi rossoneri sognano il ritorno a Milanello di Carletto, ma l'affare, oggi, più che mai pare assai proibitivo.

In un'intervista rilasciata a Il Giornale, è stato lo stesso Ancelotti a elencare più di una ragione per cui non potrebbe accettare l'offerta dell'ad di rossoneri: «Ho un motivo serio per fermarmi un anno, mi devo operare alla cervicale per via di una stenosi. E non so francamente quanto dovrò stare fermo...».
E sì che l'operazione 'nostalgia' era stata lanciata in pompa magna da Silvio Berlusconi, cha appena due giorni prima si era lasciato andare a toni speranzosi. «Se si libera dal Real torna al Milan», aveva detto il Cav, incurante dei passati fallimenti dei cavalli di ritorno sulla panchina rossonera. Leggi alla voce Arrigo Sacchi e Fabio Capello.
Ma al di là delle dichiarazioni di facciata dello stesso tecnico, gli ostacoli al ricongiungimento tra l'ex tecnico di Chelsea e Psg e il club che per primo lo issò sul tetto d'Europa sono tanti. Forse troppi.
INGAGGIO FARAONICO DA 8 MILIONI L'ANNO. A cominciare dall'ingaggio di Ancelotti, che si aggira attorno ai 7,5 milioni di euro netti (lordi sarebbero attorno alla quindicina).
Stipendio decisamente fuori portata per qualsiasi società italiana, non solo per il Milan se è vero che il top in Serie A è di 3,5 milioni.
D'altra parte stiamo parlando del tecnico che si è laureato campione del mondo per club appena pochi mesi addietro e che 12 mesi fa era stato portato in trionfo dai blancos dopo la conquista della Decima.
A BILANCIO ANCHE L'INGAGGIO DI INZAGHI. Il suo ingaggio, poi, andrebbe a sommarsi a quello di Pippo Inzaghi, pronto a farsi da parte dopo la fallimentare stagione conclusasi col nono posto in classifica. Ma che a tutt'ora pesa a bilancio circa a 3 milioni lordi (sempre che non trovi una panchina per la prossima stagione).
LE CASSE DEL CLUB LANGUONO. Conti che il Milan deve necessariamente fare. Il club ha scelto di liquidare tutti gli oneri fino al 30 giugno 2016 in anticipo caricandoli sul bilancio appena chiuso con un valore di 7,5 milioni di euro. Anche questo ha contribuito al maxi passivo da 91,3 milioni di euro. Un baratro anche alla luce della mancata qualificazione per le coppe europee. Un risultato che taglierà drasticamente i ricavi per la stagione 2015-2016.
L'INCOGNITA DEL FUTURO SOCIETARIO DEL CLUB. Poi sul fronte societario i futuro appare più che mai incerto.
Lo stesso Silvio Berlusconi, che è tornato apertamente a corteggiare il tecnico di Reggiolo, ha frenato sulla cessione del Milan al broker thailandese Bee Taechaubol: «Cerco qualcuno che possa immettere capitali nel Milan, ma la mia prudenza è giustificata dal fatto che voglio scoprire se chi si propone lo faccia semplicemente per avere un mezzo per acquisire una forte popolarità immediata», ha detto.
«Tranquillizzo i tifosi del Milan, lascerò la società solo se in buone mani». Insomma la nebbia resta fitta.
LE AMBIZIONI DI UN TECNICO ORMAI NEL GOTHA EUROPEO. Ancelotti, poi, fa parte della ristretta élite di tecnici europei, da Guardiola a Mourinho, passando per Simeone, disposta ad attendere un anno pur di tornare a occupare una delle più importanti panchine europee.
E pure reduce da un stagione non esaltante è sempre l'allenatore che nei 113 anni di storia del Real Madrid ha ottenuto la percentuale più alta di successi (il 75%) e sollevato 4 trofei, tra i quali la tanto sospirata (per i tifosi merengues) decima Coppa dei Campioni.
L'allenatore italiano, conscio della reputazione di cui gode sui palcoscenici internazionali, forte dei trionfi in Italia, Inghilterra, Francia e Spagna, ha già ammesso che potrebbe concedersi un anno sabbatico da trascorrere in Canada in attesa che si liberi qualche club di primo piano. Qualcuno, insomma, che possa garantirgli una nuova Champions.
Aspirazioni decisamente impossibili per il malridotto Milan di questa stagione che, pur contando sui fondi cinesi, difficilmente potrebbe allestire una squadra capace di competere per le prime posizioni anche soltanto in Italia.

Correlati

Potresti esserti perso