SCENARI 3 Giugno Giu 2015 1130 03 giugno 2015

Fifa, sei nomi per il dopo Blatter

Due francesi, un portoghese, un brasiliano, un olandese e un principe giordano. Da Platini a Figo. Chi ambisce alla leadership del calcio mondiale. Foto.

  • ...

Il cerchio delle indagini dagli Usa è diventato un nodo alla gola, e alla fine Sepp Blatter ha gettato la spugna. Ma a soli 4 giorni dalla sua rielezione le dimissioni del presidente della Fifa aggiungono interrogativi a quelli spalancati dall'inchiesta che ha portato all'arresto con le accuse di corruzione di sette alti dirigenti dell'organo di governo del calcio mondiale. Un'inchiesta alla quale si era aggiunto nelle ultime ore anche il nome del segretario Jerome Valcke, braccio destro dell'ex colonnello svizzero.
Domande che riguardano il futuro della Fifa ma anche quello delle discusse assegnazioni dei Mondiali di calcio 2018 e 2022 in Russia e Qatar (illegittime secondo qualcuno, come il chairman della Federazione inglese Greg Dyke).
ALMENO 4 MESI PER LE NUOVE ELEZIONI. Chi sarà il successore al trono di Blatter? E quando sarà eletto? Il presidente ha chiarito che rimarrà in carica fino al prossimo congresso straordinario, che sarà chiamato a eleggere la nuova guida.
Aspettare il vertice ufficiale, già in agenda il 13 maggio 2016 a Città del Messico, sembra però irrealistico: «Troppo tardi», per dirla con le parole dello stesso Blatter.
ALMENO 4 MESI PER PREPARARE LE CANDIDATURE. Gli Usa prevedono tempi tecnici attorno ai quattro mesi per preparare candidature e programmi. Domenico Scala, italo-svizzero presidente della commissione di controllo, ha indicato una data tra dicembre 2015 e marzo 2016.
OGNI NOME DEVE AVERE L'AVALLO DI ALMENO 5 FEDERAZIONI. Lo Statuto prevede che solo le federazioni possono proporre dei candidati, ciascuno dei quali deve avere l'avallo di almeno 5 di loro e aver avuto un ruolo attivo nel calcio in 2 degli ultimi 5 anni.
CONTROLLI ETICI SUI CANDIDATI ALLA PRESIDENZA. Il Comitato elettorale sottopone le candidature ad un Comitato etico indipendente, che effettua dei controlli d'integrità, quindi si riunisce per una nuova valutazione e infine ammette formalmente i candidati, dichiarandoli idonei.
209 FEDERAZIONI AL VOTO. Attualmente le federazioni affiliate alla Fifa sono 209: Uefa (Europa) 53, CAF (Africa) 54, AFC (Asia) 46, Concacaf (America del Nord, centrale e Caraibi) 35, OFC (Oceania) 11, Conmebol (Sudamerica) 10. Per essere eletto al primo turno un candidato deve raccogliere i due terzi dei voti espressi (140), mentre dal secondo turno basta la maggioranza semplice.
Ecco alcune ipotesi sul nome del nuovo gran capo del calcio modiale. Dall'attuale vicepresidente in carica e numero uno della Uefa, Michel Platini, al principe giordano Ali bin al-Hussein, uscito sconfitto dall'urna di Ginevra (guarda le foto).

Ali bin al-Hussein: lo sfidante sconfitto e ritirato

Ali bin al Hussein, 39enne principe di Giordania.

Nel lotto dei candidati non mancherà, per sua stessa ammissione, il nome del principe giordano Alì bin al-Hussein, uscito sconfitto dall'urna di Zurigo ma deciso a non fermarsi.
«ETICA E TRASPARENZA». «Dopo le polemiche amministrative è tempo di riportare l'attenzione sullo sport», aveva detto suoi sostenitori Alì nel suo discorso pre-voto: «Il calcio merita una federazione internazionale che sia un modello di etica, trasparenza e buon governo» (leggi il suo programma in pdf).
Un'arringa che gli era valsa 73 consensi su 209, abbastanza per ottenere il ballottagio ma non la poltrona.
TRA I SOSTENITORI DEL RAPPORTO GARCIA. Tra i sostenitori del rapporto Garcia sui Mondiali di Russia 2018 e Qatar 2022, un dossier da cui ha preso le mosse l'inchiesta di corruzione dagli Usa, Alì ha buone chance. Ma sull'altro piatto della bilancia ci sono le difficoltà mostrate per ottenere il consenso anche nella «sua» federazione, quella asiatica. Se poi il suo principale sostenitore, Platini, dovesse decidere davvero di scendere in campo in prima persona le sue possibilità diminuirebbero drasticamente.

Michel Platini: l'uomo del fair play finanziario

Michel Platini, presidente Uefa, da sempre uno dei più aspri critici della gestione Blatter, potrebbe prendere il suo posto al vertice della Fifa.

Prima delle frizioni, delle minacce, degli inviti alle dimissioni e delle allenze politiche tra Joseph Blatter e Michel Paltini c'erano rispetto e stima reciproca. «Sarebbe un buon presidente», era stata nel 2012 l'investitura dello stesso capo dimissionario all'attuale numero uno dell'Uefa.
AL FIANCO DI ALÌ. Poi la coppia è scoppiata e Platini, pur rifiutando di schierarsi apertamente contro il suo ex mentore ha esplicitamente sostenuto la candidatura del principe giordano Alì contro di lui. «La sua è stata una decisione difficile. Una decisione coraggiosa e giusta», è stato il commento del mitico campione juventino alla notizia delle dimissioni di Blatter: una resa d'onore alle armi.
Il suo resta il nome più autorevole tra i papabili alla successione anche se sulle sue credenzieli potrebbe pesare l'appoggio dato alla scelta dell'assegnazione della Coppa del Mondo del Qatar.
EUROPEI A 24 SQUADRE. Come presidente della Uefa, dove è stato da poco rieletto per un altro mandato di quattro anni, il 59enne francese è stato la forza trainante nel presentare i controversi regolamenti del fair play finanziario, oltre che principale sponsor dell'ampliamento degli Europei a 24 squadre e inventore della nuova formula dei campionati continentali per nazionali, non più in un solo Paese ma itineranti dal 2020. È previsto che il Comitato esecutivo Uefa si riunisca a Berlino in occasione della finale di Champions League, in programma il 6 giugno, per decidere le prossime mosse. Perché la testa di Platini, per ora, è ancora nel Vecchio Continente: e se Blatter pensava di abbassare da 13 a 12 il numero di nazionali europee ammesse al Mondiale, Le Roi sembra intenzionato ad andare in direzione contraria e chiedere un posto in più.

Luis Figo: i giovani prima di tutto

Luis Figo ha accolto con soddisfazione le dimissioni di Blatter. Assieme a Platini, il portoghese è tra quanti chiedono una nuova era di trasparenza per la Fifa.

Al pari di Michel Platini ha dalla sua una brillante carriera da calciatore, che lo renderebbe un perfetto ambasciatore dello sport, prima ancora che un buon presidente della Fifa. Ma Luis Figo non è solo apparenza. Quando a gennaio ha annunciato la sua candidatura (poi ritirata a otto giorni dalle elezioni per far convogliare il consenso su Ali bin a-Hussein, alleato più credibile nella lotta alla «dittatura» di Blatter) ha mostrato da subito di avere le idee chiare.
BUDGET DETTAGLIATI. Il suo manifesto (leggi il pdf) è senza dubbio innovativo e affascinante: progetti dettagliati, con tanto di budget, per estendere la pratica del calcio tra bambini e bambine (sì, Figo non dimentica il calcio femminile), finanziamenti alle federazioni più arretrate per la costruzione di strutture e impianti di primo livello, e, ciliegina sulla torta, l'avveniristico progetto di una Coppa del Mondo a 40 o addirittura 48 squadre. Tutto spiegato per filo e per segno.
«ORA IL CAMBIAMENTO». All'elezione di Blatter, il 29 giugno, aveva commentato lapidario: «Ha perso il calcio e chi lo ama». Dopo le sue dimissioni ha invocato il «cambiamento». Potrebbe essere l'uomo giusto, ma non sembra avere una base di consenso adeguata a vincere le elezioni.

Michael van Praag: uno che non dimentica gli arbitri

Michael Van Praag, capo della Federcalcio olandese, era candidato contro Blatter e si è chiamato fuori per sostenere il principe Ali. Potrebbe scendere in campo di nuovo.

Ex presidente dell'Ajax e attuale leader della Federcalcio olandese, Michael van Praag condivide con Luis Figo l'attenzione al calcio giovanile e alla formazione di tecnici in grado di insegnare il gioco ai più piccoli. In comune col portoghese ha anche l'idea di estendere a 40 nazionali il numero dei partecipanti ai Mondiali a partire dall'edizione del 2026 («ma se siamo tutti d'accordo possiamo cominciare anche dal 2022»).
UN COORDINAMENTO MONDIALE PER I FISCHIETTI. A tutto questo aggiunge un occhio di riguardo agli arbitri, categoria di cui ha fatto parte da giovane e che considera essenziale, tanto da voler creare un'accademia centrale con lo scopo di stabilire e promuovere uno standard mondiale.
TECNOLOGIA: OK MA CON GIUDIZIO. Da parte sua c'è anche una moderata apertura all'utilizzo della tecnologia per supportare i direttori di gara.
A gennaio del 2015 ha annunciato la sua candidatura, presentando un programma (leggi il pdf) pieno di buone intenzioni ma con pochissime cifre esplicitate. A maggio, a pochi giorni dal voto, si è ritirato.

Jérôme Champagne: il diplomatico nel pallone

Jerome Champagne, ex consigliere di Blatter, già candidato alle elezioni che hanno portato Sepp a ricevere il quinto mandato, adesso potrebbe riprovarci.

Presente e passato da giramondo, Jérôme Champagne è un diplomatico prestato al calcio. È stato il Mondiale di Francia '98, vissuto da consigliere diplomatico e capo di protocollo del comitato organizzatore, a fargli imboccare la strada della Fifa.
CON SEPP PER 11 ANNI. Per 11 anni è stato uno dei più stretti collaboratori di Blatter, occupando le cariche di consigliere internazionale del presidente, vicesegretario generale, delegato del presidente e direttore delle relazioni internazionali.
Nel 2010 ha lasciato la Fifa per diventare commissario per il calcio al World festival of black arts di Dakar, poi è stato consigliere della Federcalcio palestinese, del Comitato olimpico palestinese, della Federcalcio del Kosovo, di quella della Cipro turca e del club congolose Tp Mazembe (avversario dell'Inter al Mondiale per Club del 2010).
COLLABORAZIONE E TRASPARENZA. Con un curriculum così, il suo programma (leggi il pdf) non poteva che essere improntato alla collaborazione tra federazioni, con un ampio coinvolgimento di quelle nazionali, e a un piano di forti finanziamenti ai Paesi più poveri e alle federazioni di Oceania e Caraibi, penalizzate e isolate dalla loro condizione geografica.
Come reperire queste risorse? Con una oculata spending review in grado di cambiare una situazione attuale che prevede, per il triennio 2015-2018, costi operativi superiori a quelli relativi ai progetti. Collaborazione e trasparenza.

Zico: pronto a mettersi in gioco

Anche Zico potrebbe candidarsi per il dopo-Blatter. Il brasiliano, attualmente allenatore del Goa in India, ha dichiarato su Facebook: Perché no?.

Il suo è il nome più fresco, emerso solo poche ore dopo l'annuncio delle dimissioni di Joseph Blatter. Arthur Antunes Coimbra, per tutti, semplicemente, Zico, ha espresso la sua disponibilità a candidarsi attraverso Facebook: «La mia vita è sempre stata dentro al calcio. Una passione che ho portato avanti con serietà e rispetto in Brasile e in altri Paesi».
EX UDINESE. Ex giocatore dell'Udinese e stella della nazionale brasiliana a cavallo tra gli Anni 70 e 80, è stato campione del mondo da vice del ct Mário Zagallo a Francia 98. Ha girato il mondo da giocatore (Brasile, Italia e Giappone) e da allenatore (Brasile, Giappone, Turchia,Grecia, Iraq da ct, Qatar).
«PENSO AL CALCIO PIÙ CHE ALLA POLITICA». La sua, per ora, non è una candidatura ufficiale, ma solo una lettera di intenti: «Sono stato ministro dello Sport, ho esperienza col mio club e come collaboratore del Kashima, in Giappone. Penso più al calcio che alla politica. Ancora non ho un appoggio, ma se dovesse arrivare posso candidarmi alla Fifa. Ancora è un'idea... chi lo sa?».

Correlati

Potresti esserti perso