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CALCIO 22 Giugno Giu 2015 1126 22 giugno 2015

Fifa, Maradona si candida: ma è meglio di Blatter?

Diego punta alla presidenza. Ma il suo passato lo perseguita.

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Il gesto dell'ombrello rivolto al Fisco fatto da Diego Maradona, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa.

La Fifa ha bisogno di facce nuove e pulite. Dopo lo scandalo-tangenti che ha portato alle dimissioni di Joseph Blatter, la federazione calcistica internazionale è alla ricerca di un nuovo presidente, capace di riportare fiducia nei vertici del mondo del pallone.
I nomi che circolano sono quelli dell'attuale presidente Uefa, Michel Platini, del principe giordano Ali bin al Hussein, dell'ex calciatore Luis Figo e del leader della Federcalcio olandese Michael van Praag.
Ma c'è un altro personaggio illustre che si è fatto avanti: Diego Armando Maradona.
OPPOSITORE DI BLATTER. «Ha scelto di combattere per la Fifa e per questo sarà candidato», ha detto il giornalista suo amico Victor Hugo Morales.
Da sempre fiero oppositore di Blatter, Maradona in precedenza aveva promesso: «Farò pulizia e caccerò via molta gente».
DAL DOPING ALLA DROGA. Ma l'ex campione argentino non sembra avere proprio l'identikit giusto per dare quel senso di trasparenza e onestà necessario alla Fifa del futuro. In passato, infatti, Maradona è stato implicato in diversi procedimenti giudiziari per droga, aggressione e questioni economiche.
Nel 1991, a seguito della positività per doping durante la sua permanenza a Napoli, Maradona venne squalificato per 15 mesi dalla giustizia sportiva, mentre la giustizia ordinaria gli inflisse una pena di 14 mesi per possesso di stupefacenti, anche se l'argentino non entrò mai in prigione.
Dai primi Anni 80 fino al 2004, l'ex Pallone d'oro fu dipendente dalla cocaina, dalla quale si è liberato dopo lunghi soggiorni in centri di disintossicazione.
L'ACCUSA DI EVASIONE FISCALE. Maradona venne anche accusato di evasione fiscale in relazione a un'indagine sui maxi stipendi dei giocatori del Napoli. La vicenda si trascinò fino al 2001, quando all'aeroporto di Fiumicino il Pibe de oro venne braccato da 70 finanzieri. Una sentenza della Corte di Cassazione del 2005 condannò l'ex campione al pagamento di 31 milioni di euro (la cifra ha toccato i 6 milioni più 34 di interessi e sanzioni).
In seguito gli furono pignorati due Rolex d'oro del valore di 10 mila euro e due orecchini da 4 mila euro.
BATTAGLIA COL FISCO ITALIANO. Maradona, dal canto suo, ha attaccato il Fisco italiano (anche con gestacci in tivù contro Equitalia) e si è dichiarato innocente dalle accuse di evasione. Nel 2014 Equitalia ha sospeso le azioni di pignoramento verso terzi in relazione al credito vantato nei confronti di Maradona, bloccando quindi la possibilità di agire sulle somme riscosse in Italia dall'argentino, ad esempio per sponsorizzazioni o partecipazione a eventi.
ALLA FIFA SERVE UN CAMBIAMENTO MORALE. A questi fatti si aggiungono poi vicende legate ad aggressioni, dissidi familiari e sportivi, vicinanza a leader politici controversi come Fidel Castro e Hugo Chavez.
Maradona è stato quindi uno dei più grandi calciatori della storia, forse il più grande, ma restano molte incognite sulla sua capacità di rappresentare quel cambiamento morale di cui ha bisogno il calcio internazionale.

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