PROFILO 23 Giugno Giu 2015 1329 23 giugno 2015

Antonino Pulvirenti, dal calcio alle manette

Il n.1 del Catania arrestato. «Comprò 5 partite». Costo: 10 mila euro a giocatore. Alberghi, supermercati, il flop WindJet e il pallone: gli affari di Pulvirenti. Foto.

  • ...

Voleva far volare Catania e il Catania, ma si è ritrovato con le manette ai polsi.
Antonino Pulvirenti è partito da Belpasso, la cittadina di 28 mila abitanti in cui è cresciuto, per spiccare il volo verso i cieli d'Europa e la Serie A.
Nino, a differenza del suo illustre omonimo cantato da Francesco De Gregori, non ha mai avuto paura di sbagliare un calcio di rigore.
AFFARI A TUTTO CAMPO. È sempre stato sicuro dei propri mezzi, ha affrontato a testa alta e petto in fuori ogni affare, senza guardare in faccia nessuno.
Alberghi, supermercati, aeroplani, squadre di calcio: un imprenditore a tutto campo a cui perdere non è mai piaciuto.
Così, quando il suo Catania, costruito per tornare subito in Serie A, è stato sconfitto il 21 marzo 2-0 dalla Virtus Entella, e a 10 giornate dalla fine del campionato si è ritrovato a navigare nelle acque torbide del fondo classifica, non ci deve aver pensato su due volte.
L'ACCUSA: PARTITE COMPRATE. A mercato ormai chiuso, e impossibilitato a comprare i giocatori giusti per evitare la retrocessione, ha tagliato corto e deciso di comprarsi le partite.
O almeno così pensa la Direzione distrettuale antimafia di Catania, che l'ha arrestato insieme ad altri sei dirigenti del club di cui è presidente.
È IL PRESIDENTE DAL 2004. Un vecchio pallino, il Catania, per Pulvirenti, che già nel 2000 provò a prendersi la squadra del capoluogo, e nel 2004 riuscì finalmente ad acquistarla dai Gaucci, un anno prima che il patron Luciano fuggisse a Santo Domingo per vivere da latitante ed evitare il processo per bancarotta fraudolenta nell'ambito del fallimento del Perugia, lasciando il figlio Riccardo a fare i conti coi giudici e con la nuova dirigenza del club siciliano, che dopo aver acquistato il club lo accusò di appropriazione indebita, salvo poi non presentarsi mai in udienza facendo cadere tutte le accuse.
Quella volta Pulvirenti non andò fino in fondo, forse appagato dall'aver completato la sua scalata al calcio che conta, cominciata dal Belpasso, in Interregionale, e proseguita con l'Acireale, condotto dalla C2 alla C1.

La Serie A alla seconda stagione e il flop WindJet

Pulvirenti con Giuseppe Mascara, calciatore che contribuì con 14 gol alla promozione del Catania in Serie A.

Il nuovo presidente si presentò con una promessa, Serie A entro tre stagioni, e la mantenne con un anno d'anticipo, a maggio 2006.
Al suo fianco, sempre, Pietro Lo Monaco, quello che José Mourinho liquidò con un «conosco solo Monaco di Tibet, Monaco di Baviera».
LO MONACO BRACCIO DESTRO. Frecciate dello Special One a parte, un grande intenditore di calcio, capace di fare affari d'oro sul mercato, acquistando giocatori sconosciuti dal Sud America, valorizzandoli in campo, e rivendendoli con grosse plusvalenze. Juan Manuel Vargas, Jorge Andres Martinez, Maxi Lopez, Pablo Barrientos, Alejandro Gomez: gente che ha fatto la fortuna del Catania in campo e in banca.
L'unione professionale tra Pulvirenti e Lo Monaco, durata oltre 10 anni e proseguita tra alti e bassi e dimissioni respinte per due volte dal presidente, si concluse nel 2012, con tanto di stracci che volavano.
WINDJET RIMANE A TERRA. Intanto, per Pulvirenti, era iniziata la fase dell'atterraggio.
Un atterraggio d'emergenza.
Prima la crisi della WindJet
, la compagnia aerea low-cost di cui era presidente e proprietario attraverso la holding Uda Finanziaria, con 504 dipendenti in mobilità e una vendita ad Alitalia sfumata sul più bello.
Già accusato nel 2005 di comportamenti anti-sindacale e minacce dai suoi dipendenti, Pulvirenti si trovò così, nell'agosto del 2012, con una flotta di 15 airbus bloccata a terra.
Colpa dell'aumento del costo del carburante e di qualche incidente di troppo, ma anche di un'operazione da 10 milioni di dollari con cui la compagnia aveva acquistato il marchio WindJet dalla controllante Meridi, società dello stesso Pulvirenti attiva nel settore dei supermercati e azionista al 37,5% di WindJet.

2013/14: il Catania sfiora il miracolo

Pulvirenti allo stadio Sant'Elia, a Cagliari, in una foto datata il 7 marzo del 2010.

Dalla torre di controllo, il May-Day si è spostato al campo di calcio, e dopo aver abbandonato gli aerei, Pulvirenti si è dato ai «treni».
Il primo l'ha perso per un nulla nel campionato di Serie A 2013/14. Alla 33esima giornata, il Catania aveva 20 punti in classifica e sembrava già condannato.
POKER DI VITTORIE NEL FINALE. Poi, una squadra che fino ad allora aveva vinto tre partite su 33, fu capace di infilare quattro successi nelle ultime cinque gare, battendo persino la Roma 4-1. Un filotto che non bastò a evitare la retrocessione, arrivata per appena due punti.
Di 'treni' parla anche l'inchiesta di Catania, che partendo dalle intercettazioni ricostruisce e decifra il codice utilizzato per combinare le partite.
GIOCATORI «CORROTTI» CON 10 MILA EURO. Diecimila euro a giocatore, ogni giocatore un treno, ogni orario di partenza un numero di maglia.
Così, mentre riceveva minacce e buste con proiettili, Pulvirenti concordava con il direttore sportivo Daniele Delli Carri quali gare comprare e quali giocatori avversari corrompere.

  • Le intercettazioni agli atti dell'inchiesta.

Le cinque partite incriminate sono Varese-Catania 0-3 (2 aprile 2015); Catania-Trapani 4-1 (11 aprile 2015); Latina-Catania 1-2 (19 aprile 2015); Catania-Ternana 2-0 (24 aprile 2015); Catania-Livorno 1-1 (2 maggio).
Accertamenti in corso su Catania-Avellino 1-0 (29 marzo 2015).

  • Catania-Avellino 1-0.

  • Varese-Catania 0-3.

  • Catania-Trapani 4-1.

  • Latina-Catania 1-2.

  • Catania-Ternana 2-0.

  • Catania-Livorno 1-1.

Cinque vittorie e un pareggio dopo la sconfitta di Chiavari, interrotte solo dalla sconfitta per 2-0 sul campo di un Bologna in lotta per la promozione.
Il Catania si è tirato fuori dai guai così, riavvicinandosi ai playoff.
RITORNO ALLE SCONFITTE. Poi, quando l'incubo della Lega Pro era ormai sconfitto, è tornato il vecchio Catania di una volta: 2-4 a Brescia, 2-3 in casa col Cittadella (due squadre alla disperata ricerca di punti per evitare la retrocessione o centrare almeno i playout), 0-0 col Carpi già primo in classifica da mesi. Il treno, quello della salvezza, era già approdato sicuro in stazione.

*Aggiornamento del 29 gennaio 2016

Antonino Pulvirenti, che nel frattempo ha lasciato il Catania Calcio, è stato arrestato da militari del comando provinciale della Guardia di finanza del capoluogo etneo nell'ambito dell'inchiesta per bancarotta fraudolenta della compagnia aerea Wind Jet.

Correlati

Potresti esserti perso