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MOTOCICLISMO 27 Giugno Giu 2015 1717 27 giugno 2015

Moto Gp, Valentino Rossi vince ad Assen: la decima non è più utopia

Vittoria e duello-show con Marquez: Rossi ad Assen torna cannibale. Ecco perché il mondiale è possibile.

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Valentino Rossi esulta dopo il suo successo nel Gp di Olanda ad Assen.

Una staccata da cuore in gola. Una vittoria «alla Valentino» che trasforma il sogno impossibile della decima corona nel motomondiale in una concreta possibilità.
Ad Assen Rossi iscrive nel suo album di record il successo numero 111 in carriera, centra il terzo centro stagionale (12esimo podio di fila). Ma soprattutto arresta la marea Lorenzo, sempre più impetuosa dopo i quattro successi di fila, e difende il primato iridato (la classifa recita Rossi 163, Lorenzo 153, Iannone 107).
Ma è il modo con cui il pesarese ha fatto suo per la nona volta il Gp d'Olanda a legittimare l'ottimismo per un ritorno del pesarese sul trono della Moto Gp su cui non siede dal 2009.
UNA GRINTA CHE PORTA INDIETRO LE LANCETTE DEL TEMPO. Concentrazione, velocità, determinazione e fiducia, le nuove-vecchie chiavi del successo.
Quel sorriso dal quale sembra finalmente cancellato il velo di rassegnazione del biennio Ducati. E che ora cela soltanto la ferocia di voler sbranare i rivali. Come ai tempi belli.
La precisione della Yamaha, il motore della Honda, le linee di Rossi e la grinta di Marquez sono stati gli ingredienti dello spettacolo in pista. Ma la differenza l'hanno fatta la strenua strenua resistenza del Dottore prima, che gli ha permesso di respingere gli assalti agli scarichi dell'assatanato spagnolo, e la sua caparbietà poi, con l'attacco finale di Valentino che all’esterno ha resistito alla sportellata di Marq restandogli davanti fino all'ultima curva, tagliata sull'erba.
Una grinta che ha riportato indietro le lancette del tempo: a un età in cui tutti i suoi predecessori nella galleria delle leggende della moto avevano già dato il meglio o smesso, Valentino sa ancora sorprendere.
E alzare l'asticella.
L'ULTIMA PERLA DI UNA COLLEZIONE DI VITTORIE. Ecco perchè riavvolgendo il nastro della gara di Assen, viene spontaneo infilare il duello thriller Rossi-Marquez nella collana di perle più scintillanti del cassetto di Valentino.
Una collezione dei suoi successi più belli e significativi. La rima vittoria con la Yamaha (Welkom 2004), ottenuta battendo il rivale di sempre, Biaggi, e la sua Honda dopo un grande corpo a corpo.
Il successo di Laguna Seca del 2008 raccolto raddrizzando il 'Cavatappi' e mandando in tilt Stoner, la vittima di quel prodigioso 'agguato', uno dei più audaci di sempre nella storia del Motorsport.
O ancora il trionfo al Montmelò 2009 con una magia ai danni di Lorenzo all'ultima curva, preceduta da un'altra staccata, su pochi centimetri di cordolo, poco prima. La schermaglia a suon di «diti medi» a Suzuka 2001 con Biaggi. Australia 2003, con 10 giri alla morte dopo una penalità, ingiusta, comunicatagli sulla tabella: una lotta contro il cronometro, più che contro gli avversari. E pure la spallata a Gibernau a Jerez nel 2005.
Tutti esempi nei quali il Dottore ha dato lezioni sul tema: «Come sgretolare mentalmente gli avversari».

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