CAMPIONESSA 28 Luglio Lug 2015 1453 28 luglio 2015

Mondiali nuoto, Cagnotto oro nei tuffi da 1 metro

Sul tetto del mondo per la prima volta a 30 anni. A tre dal flop di Londra 2012. Cagnotto batte le cinesi. E centra un'impresa storica. «Realizzo un sogno». Foto.

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Un giorno da cinese. Un giorno meglio delle cinesi. Ha dovuto aspettare, ma ne è valsa la pena. A 30 anni, Tania Cagnotto si gode il suo primo titolo mondiale. A 30 anni, per la prima volta, è la regina dei tuffi dal trampolino da 1 metro. E meno male che dopo l'ennesima delusione olimpica vissuta a Londra, nel 2012, si doveva ritirare. E meno male che non l'ha fatto.
A 10 ANNI DAL PRIMO BRONZO. Dieci anni dopo il suo primo bronzo mondiale, 40 e un giorno dopo l'oro di Klaus Dibiasi a Cali, Tania Cagnotto è campionessa del mondo. E sul gradino più alto del podio piange lacrime calde, di gioia, molto diverse da quelle di Londra.
Cinque tuffi, sbavature minime, quasi impercettibili. Tania ha saltato più in alto di Shi Tingmao, che si avvicina con l'ultimo tuffo, recuperando gran parte del gap di 10 punti con cui si era presentata sul trampolino, ma resta indietro di 1.65 punti. Tania ne fa 310.85, tantissimi, He Zi, l'altra cinese, 300,30, più di 10 in meno.


REGOLARE IN GARA E NELLA CARRIERA. È la regolarità a premiare l'italiana, che solo una volta va sotto i 60 punti, con l'uno e mezzo indietro, il tuffo più semplice del suo programma. È la stessa regolarità che prima di questo 28 luglio storico le aveva permesso di conquistare sette medaglie ai Mondiali (tre argenti e quattro bronzi), 25 europee (17 ori, 4 argenti e 4 bronzi). La tuffatrice migliore del Vecchio Continente, per distacco. La più forte tra le umane, dietro alle extraterrestri cinesi, a volte pure tra di loro, come a Barcellona, nel 2013, quando furono 10 centesimi a negarle il titolo mondiale 'condannandola' all'argento.
L'ORO DELLA MATURITÀ. Scusate il ritardo, verrebbe da dire, ma aver atteso due anni in più non ha fatto che rendere ancora più speciale e profumato questo oro, il coronamento di una carriera meravigliosa e longeva, cominciata da enfant prodige e vissuta con il peso delle aspettative di tutto il movimento azzurro dopo i trionfi nelle categorie giovanili.
Per confermare le attese, Tania è scesa dalla piattaforma al trampolino, è passata dai 10 metri ai 3, fino a sfiorare il pelo dell'acqua. In un tuffo lungo una carriera.
UNA MALEDIZIONE OLIMPICA DA SCONFIGGERE. E ora, più ancora della gara dei tre metri e del sincro misto con Maicol Verzotto, viene da guardare oltre, a Rio 2016.
Per prendersi l'ultima gemma che manca, per sconfiggere la maledizione olimpica. Il trampolino da 1 metro non ci sarà, ed è un peccato. Ma conta poco. Bisogna afferrare quella medaglia, onorare il tatuaggio con i Cinque Cerchi, rendere ancora più orgoglioso papà Giorgio, felice che la sua bambina l'abbia superato.
Poi si potrà smettere, pensare ad altro, godersi la famiglia e il matrimonio con il fidanzato Stefano Parolin, fissato per settembre 2016. Dopo Rio, appunto.

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