Federica Pellegrini 140823191045
NUOTO 5 Agosto Ago 2015 1738 05 agosto 2015

Eterna Pellegrini: 11 anni di medaglie

Federica conquista l'argento ai Mondiali di Kazan. Le avversarie cambiano, ma lei resta. Il prossimo obiettivo? Cancellare il neo di Londra 2012.

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Le altre volano sull'acqua, passano velocissime, si bruciano nel giro di un ciclo olimpico. Lei è sempre lì.
Federica Pellegrini fa 12 medaglie mondiali in carriera con l'argento nei 200 stile libero a Kazan 2015. Sono passati 11 anni da Atene 2004, stesso metallo, il primo di una carriera internazionale che sarebbe stata immensa.

Federica Pellegrini, argento mondiale nel giorno del suo 27esimo compleanno. © Ansa

PRIMA MEDAGLIA A 16 ANNI. Federica aveva 16 anni, due in meno di Katie Ledecky, che a Kazan si è presa l'oro precedendola di appena 16 centesimi, in 1'55''16, resistendo con i denti e con le unghie al ritorno della Divina.
La solita rimonta per chiudere in 1'55''32. Tre vasche fuori dal podio, poi un ultimo 50 a velocità doppia rispetto alle altre. Le ha passate tutte, quasi tutte.
Davanti le è rimasto solo quel piccolo e impertinente motoscafo che si permette di nuotare 200, 400, 800 e 1.500 nello stesso mondiale. Sempre per vincere. Dietro si è tenuta Missy Franklin, sette anni meno di lei, che l'aveva battuta a Barcellona nel 2013.

Per noi lo spettacolo si chiama Federica Pellegrini #kazan2015 #teampellegrini pic.twitter.com/yHhTYEruHk

— IlariaF. (@ilaria_33) 5 Agosto 2015

LE RIVALI CAMBIANO, LEI RESTA. Katie è la più forte, oggi, Missy era la migliore due anni fa. Federica è la numero uno del decennio. E non ci sono dubbi. Laure Manaudou, Camille Muffat, Rebecca Adlington. Di avversarie ne ha avute tante, forti pure. Loro cambiavano, come i costumi, lei è ancora lì.
Piange lacrime di rivalsa e commozione Federica: «Mi avevano detto di fare i 400, che lì sarebbe stato più facile andare a medaglia, che nei 200, ormai, vanno troppo veloci per me».
È la storia della sua vita. Ha vinto tutto, ma ogni volta che è entrata in vasca l'ha fatto sempre con qualcosa da dimostrare.
Solo ad Atene, nel 2004, era riuscita a nuotare con la leggerezza di una 16enne. Poi mai più.
IL PENSIERO A RIO 2016. È vero, le altre vanno forte, fortissimo. La Ledecky è un fenomeno che rasenta il paranormale, Missy Franklin sembrava essersi nascosta, nel 2015, dopo aver staccato il pass per il Mondiale un anno prima con tempi migliori di quelli della Pellegrini. Sarah Sjøstrom, la svedese, le ha fatto un piccolo favore chiamandosi fuori dalla gara per concentrarsi su altri stili e altri distanze.
A Rio 2016 ci saranno ancora loro, bisognerà batterle di nuovo per cancellare Londra 2012, l'unico brutto capitolo della sua vita.
Fede, però, sa come batterle. Dopotutto la Divina resta sempre lei.

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