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CALCIO 8 Agosto Ago 2015 1556 08 agosto 2015

Nuova Juve, vecchie abitudini: vince la Supercoppa col 2-0 alla Lazio

Il Dna non cambia: Allegri riparte vincendo la SuperCoppa. Mandzukic-Dybala fanno dimenticare Pirlo, Tevez e Vidal. Polemiche sulla regia cinese. Rai imbarazzata.

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La Juve cambia, il suo Dna no. Stravolti dalle partenze di campioni del calibro di Pirlo, Tevez e Vidal i campioni d'Italia ripartono dalle vecchie cannibali abitudini: sbranano la Lazio e sollevano il primo trofeo stagionale. A Shanghai non c'è vento o campo di patate che tenga. Decidono i nuovi Mandzukic e Dyabala. E il messaggio alla rivali italiane è sempre lo stesso: per vincere «bisogna sempre fare i conti con noi».
ALLEGRI COL 3-5-2, PIOLI IMBRIGLIA MARCHISIO. Si inizia con qualche sorpresa sullo spartito tattico. Ancora orfano di un trequartista, nonostante il «10» regalato a Pogba, Allegri ricuce sulle spalle della sua Juve l'abito tattico ereditato da Conte: un collaudato 3-5-2 con il recuperato Barzagli nel terzetto difensivo (dove Caceres è preferito a Rugani) e il francesino Coman al posto del gioiello Dyabala dal primo minuto.
Pioli avanza il raggio di azione di Cataldi per portare il pressing altro sulle caviglie di Marchisio, nel tentativo di inaridire la fonte del gioco bianconero, e regala licenza di inserimento a Candreva e Anderson ai fianchi di Klose.
VENTO E CAMPO INFAME: LO SPETTACOLO LATITA. Saranno le ruggini della preparazione, il vento sferzante (alitato dal tifone abbattutosi sul Sud-Est della Cina), due squadre ancora da limare sul mercato o il «campo di barbabietole» dello Shanghai Stadium (arato dai tanti concerti estivi), fatto sta che ne esce una prima frazione di rara bruttezza, farcita di errori di controllo e prudenza esasperata per la prima vera posta in palio stagionale.
REGIA CINESE SCHIZOFRENICA. E a far scadere lo spettacolo ci si mette pure la schizofrenica regia cinese. Bersaglio della rabbia dei tifosi sui social e oggetto delle scuse dei telecronisti Rai, che ogni tre minuti prendono le distanze dalle bislacche inquadrature proposte e dai numerosi problemi di produzione. Polemiche che si aggiungono alle polemiche dopo le lamentele dei due club in campo prima del match per le indegne condizioni del terreno di gioco.


MADZUKIC-DYBALA: NUOVA JUVE, VECCHIO DNA. L'apertura di ripresa regala il primo sussulto, con Marchetti che mura Mandzukic e poi Pogba sfiora l'incrocio dei pali con un collo-esterno al volo da leccarsi i baffi.
Entra Dybala, la Juve alza i giri e passa: Sturaro mette in area il primo cross degno di questo nome della gara e il centravanti croato arrivato dall'Atletico Madrid schiaccia sullo stacco Basta e inzucca il pallone in rete. Del resto nel pregara l'aveva detto: «Non farò rimpiangere Tevez. Vedrete. I gol li ho sempre fatti». Un vaticinio più che un eccesso di arroganza.
Sentenza invece è il mancino di Dybala che scaraventa in rete un assist del solito Pogba e incarta il primo regalo stagionale ai tifosi bianconeri.
Forse da oggi un po' meno preoccupati dall'opera di rinnovamento.

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