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VIDEO 10 Agosto Ago 2015 1734 10 agosto 2015

Fair play, 10 casi storici nel calcio

Non solo Doncaster-Bury. Di Canio passò alla storia. Klose è un habitué. Dieci indelebili gesti sportivi.

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Un gol segnato per sbaglio, quando si voleva solo restituire il pallone al portiere avversario. In questi casi l'arbitro può solo convalidare, e l'unico modo per ripristinare il risultato corretto è lasciar segnare l'altra squadra.
È successo, il 9 agosto, durante un incontro della terza serie inglese tra Doncaster e Bury. Tutto nei minuti di recupero. Non è qualcosa che capita spesso. I gesti di fair play estremo, nel calcio, sono più rari dei gol in rovesciata, e quando se ne verifica uno è sempre un'emozione. Ecco 10 casi in cui lo spirito sportivo ha prevalso sulla voglia di vincere.

Jan Vertonghen, Ajax-Cambuur

Nel 2006, quando giocava nell'Ajax, il belga Jan Vertonghen segnò un gol accidentale nel tentativo di restituire il pallone al portiere dell'Sc Cambuur. Poco male: alla ripresa del gioco i lancieri restarono immobili mentre gli avversari pareggiavano i conti.

Erik Mjelde, Brann-Lillestrøm

Un errore molto simile è quello commesso da Erik Mjelde, giocatore del Brann, durante la partita contro il Lillestrøm giocata il 13 maggio del 2012. Palla calciata troppo forte e finita in rete. Immediata l'idea di restituire il maltolto. Tutta la squadra sembrava d'accordo, tranne l'estremo difensore Leciejewski, che provò a fermare gli avversari. Senza riuscirci.

Costin Lazar, Rapid Bucarest-Otelul Galati

Nel marzo del 2009, il Rapid Bucarest affrontò l'Otelul Galati. Sul punteggio di 4-0 per la squadra della capitale rumena, il centrocampista Costin Lazar fu atterrato in area di rigore da un avversario. L'arbitro indicò il dischetto del rigore, ma Lazar gli si avvicinò agitando il dito: «No, grazie». Perché infierire?

Omid Ebrahimi, Al Nasr-Sepahan

Champions League asiatica, maggio 2012, Al Nasr-Sepahan. Gli iraniani mettono palla fuori per permettere i soccorsi a un loro giocatore. Il Sepahan restituisce, ma la punta Sukaj va in pressing sul portiere, ruba il possesso, dribbla e subisce fallo. Calcio di rigore. Si accende una rissa, il portiere dell'al Nasr, Abdullah Mossa, viene espulso. Sul dischetto va Omid Ebrahimi, il numero 15. «Ci penso io», e calcia debole sui piedi dell'estremo difensore.

Miroslav Klose, Napoli-Lazio

Se c'è un habituè del fair play, questo è Miroslav Klose. Il 27 settembre 2012, durante una partita tra la Lazio e il Napoli, il tedesco segnò di mano, poi ci ripensò, andò dall'arbitro Banti e confessò. Gol annullato e partita persa 3-0. Per Miro non era la prima volta. Anni prima, col Werder Brema, rinunciò a un calcio di rigore.

Aaron Hunt, Norimberga-Werder Brema

Deve essere proprio la maglia del Werder a ispirare fair play. Come Klose, qualche anno dopo, anche Aaron Hunt ha detto no a un tiro dagli 11 metri. La squadra vinceva già 2-0 e avrebbe comunque fatto sua la partita.

Paolo Di Canio, Everton West Ham

Anche l'Italia ha il suo campione di fair play: Paolo Di Canio. Quando giocava nel West Ham, lo storico attaccante di Lazio, Napoli e Milan prese l'applauso di Goodison Park dopo aver fermato con le mani un pallone che poteva calciare a rete. Il portiere dell'Everton era rimasto a terra, lontano dai pali. Così non voleva segnare.

Bepi Pillon, Ascoli Reggina

Il 5 dicembre del 2009, Ascoli e Reggina si affrontano per il campionato di serie B. Al 14' avviene il fattaccio. Valdez, giocatore dei calabresi, rimane a terra per infortunio. Tutti si fermano, tranne Sommese, che se ne va sulla fascia destra e mette al centro per il gol di Antenucci. Rissa, espulsione per Costa, sei minuti di caos totale. Poi il diktat dalla panchina. Bepi Pillon, allenatore dell'Ascoli, ordina ai suoi di far segnare gli avversari. E così è. La Reggina vince 3-1. «Rifarei il gesto? Non lo so», il commento a caldo del tecnico marchigiano.

L'errore del bambino turco

C'è un video che ha fatto il giro del mondo nel 2015. È stato girato durante una partita tra bambini di 11 anni, in Turcchia. Mentre una delle due squadre si attarda a esultare, l'altra ne approfitta e segna. L'allenatore, dalla panchina, ordina di restituire il gol. Per la squadra in maglia gialla si apre un'autostrada, la palla arriva al numero 10, che corre fin sotto porta e calcia fortissimo. Sul palo. Il resto sono lacrime e disperazione. Fair play fallito.

Il fair play mancato di Luiz Adriano

Chi non si è mai fatto troppi problemi di fair play è Luiz Adriano, attuale attaccante del Milan. Quando giocava nello Shakhtar Donetsk, in una partita di Champions League contro il Nordsjaelland, la punta segnò approfittando di una palla che il compagno di squadra Willian aveva calciato lunga per restituirla agli avversari. Non una scena bellissima.

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