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PRESENTAZIONE 5 Settembre Set 2015 1200 05 settembre 2015

Europeo di basket, ultima chiamata per l'Italia

Dodici anni di flop da cancellare. Una generazione d'oro che non ha mai vinto. Per l'Italbasket, a Euro 2015, è ora o mai più. Ma l'esordio è negativo.

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Simone Pianigiani, allenatore della nazionale italiana di basket.

Un esame di maturità, una prova di forza, il momento della verità.
L'Italia che ama la pallacanestro si aggrappa a Simone Pianigiani e ai ragazzi dell'Nba per riprendersi la vetta dell'Europa e ritornare ai Giochi Olimpici 12 anni dopo l'ultima volta.
Si è seminato abbastanza, adesso bisogna raccogliere i frutti di sei anni di lavoro, smetterla di essere una grande squadra sulla carta per dimostrare di esserlo sul campo.
DAL 5 AL 20 SETTEMBRE. Il sogno è arrivare alla finale del 20 settembre, l'impresa è tutt'altro che semplice, ed è cominciata nel peggiore dei modi possibili: una sconfitta nella partita d'esordio, sabato 5 settembre, 87-89 con la Turchia.
L'Italia è nel gruppo più duro, dopo i turchi dovrà affrontare Spagna, Serbia, Germania e Islanda. E se gli iberici sembrano aver intrapreso da qualche anno la loro parabola discendente (nel 2013 sono stati bronzo continentale, nel 2014 rimasero fuori dal podio nel Mondiale disputato in casa, quest'anno saranno privi di giocatori importanti come il play dei Minnesota Timberwolves Ricky Rubio e il centro dei Memphis Grizzlies Marc Gasol), gli slavi sono giovani e in rampa di lancio (solo uno di loro gioca in America, gli altri si dividono tra i top club europei).
PRIMA FASE IN CASA DI NOWITZKI. Per centrare uno dei quattro posti che valgono gli ottavi di finale, l'Italia se la dovrà vedere con loro, ma anche con la Germania di Dirk Nowitzki, che gioca in casa, e con la Turchia, la prima avversaria da affrontare alle 21 di sabato. Solo l'Islanda sembra un avversario abbordabile.
Ma forse è meglio così. Due anni fa, in Slovenia, gli Azzurri partirono con un cinque su cinque in un girone complicato, battendo Turchia, Russia, Grecia, Svezia e Finlandia. Poi si sciolsero col passare del tempo. Ma quella era una squadra diversa, con Marco Belinelli e Gigi Datome, ma senza Danilo Gallinari e Andrea Bargnani, con un Alessandro Gentile meno esperto e leader di quanto non lo sia ora che è capitano dell'EA7 Milano, e ha nel cassetto un contratto già firmato con gli Houston Rockets.

I 'Fantastici 5' che non hanno mai giocato insieme

Alessandro Gentile in campo con la canotta dell'Italia durante l'Europeo di basket 2013.

Anche il resto della squadra è competitivo, con Achille Polonara e Amedeo Della Valle reduci dalla finale scudetto persa da Reggio Emilia, Andrea Cinciarini che li ha salutati per accasarsi a Milano, Pietro Aradori, Marco Cusin, Daniel Hackett e Nicolò Melli.
LA DELUSIONE DEL 2013 DA CANCELLARE. Ma è logico che buona parte delle speranze azzurre poggino sulle spalle dei Big 5, i cinque i fuoriclasse scelti da Sky per lo spot che lancia l'esclusiva sull'Europeo.
Tutti insieme non hanno mai giocato prima. Infortuni e impegni oltre Oceano hanno spesso messo i bastoni tra le ruote all'Italbasket, che da anni sogna di infilarsi tra le grandi, e quest'anno può riuscirci.
Bisogna cancellare la delusione del 2013, quando dopo il primo girone perfetto gli Azzurri furono in grado di battere la Spagna nel secondo per poi fermarsi ai quarti contro la Lituania.
CORSA ALL'OLIMPIADE. Quell'anno sfuggì la qualificazione al Mondiale, stavolta si punta all'Olimpiade. Arrivare a Rio saltando il torneo di qualificazione non è semplice, bisogna essere tra le prime due dell'Europeo, e quei posti sembrano attualmente prenotati da altre squadre (Francia e Serbia su tutte). L'Italia però ha le sue carte da giocarsi, una tradizione da rispettare e un'altra da cambiare.
La prima, quella da rispettare, è questione di numeri. Anzi, di un numero: il 16. Il primo successo arrivò nel 1983. Il secondo nel 1999. Sono passati esattamente 16 anni da quando Carlton Myers sollevò quella coppa. Gli stessi che erano trascorsi dalla vittoria della squadra di Dino Meneghin a Nantes.
MAI VINCENTI CON I 'BIG'. La seconda, quella da cambiare, vede la Nazionale far meglio quando parte da outsider.
L'oro del 1999 arrivò con una squadra fatta esclusivamente di giocatori che militavano nel campionato italiano.
L'ultimo risultato di rilievo è l'argento olimpico di Atene 2004, due anni prima che Bargnani diventasse prima scelta assoluta al draft Nba.
Fino ad allora solo due cestisti italiani avevano militato nel campionato americano: Vincenzo Esposito e Stefano Rusconi, 37 partite in due.

Il tasso tecnico aumenta, ma ancora mancano i successi

La nazionale italiana argento olimpico ad Atene 2004.

L'approdo ai Toronto Raptors di Bargnani, che nel giro di un paio d'estati sarebbe stato seguito da quelli di Belinelli ai Golden State Warriors e di Gallinari ai New York Knicks, sembrava il segno di una nuova competitività internazionale della nostra palla a spicchi.
NOVE ANNI A BOCCA ASCIUTTA. Niente di più lontano dalla realtà. Negli ultimi nove anni non è arrivato un solo titolo per la Nazionale.
Eliminati al secondo girone agli Europei del 2007 (con Belinelli e Bargnani in squadra), qualificazione fallita a quelli del 2009 (senza stelle nel primo girone, con Belinelli e Bargnani nei ripescaggi), fuori nella fase a gruppi nel 2011 (con Bargnani, Belinelli e Gallinari).
Nel frattempo il tasso tecnico è cresciuto ulteriormente. Datome si è unito alla ristretta cerchia degli azzurri d'America, con due stagioni passate tra Detroit Pistons e Boston Celtics. Pochi minuti, spesso di qualità, e una qualificazione playoff.
UN ITALIANO CAMPIONE NBA. Belinelli si è portato a casa l'anello dei campioni nel 2014, con i San Antonio Spurs, diventando il primo italiano a conquistare un titolo Nba.
Gallinari si è lasciato definitivamente alle spalle gli infortuni, l'ultimo la rottura del crociato anteriore del ginocchio sinistro, è tornato a giocare e nella parte finale della regular season ha segnato come non aveva mai fatto prima, ritoccando per due volte il suo record di punti in Nba: 40, contro gli Orlando Magic, il 22 marzo, 47, dopo due supplementari contro i Dallas Mavericks, l'11 aprile.
Ma le sorti dell'Italia dipenderanno soprattutto da Bargnani, il Mago col corpo da centro e le mani da guardia. Sotto canestro è dove gli Azzurri soffrono di più, dove lui e Cusin dovranno fare gli straordinari per arginare squadre più fisiche.
È lì, nel cuore del pitturato, che si decideranno le sorti di una squadra che è stanca di essere eternamente incompiuta e non vuole buttar via la sua generazione d'oro.

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