IMPRESA 11 Settembre Set 2015 2106 11 settembre 2015

Us Open, storica finale italiana: Pennetta-Vinci

Pennetta e Vinci. Due italiane si giocano lo Us Open. Battute Halep e Williams. Flushing Meadows è azzurra. Renzi vola a New York per la finale.

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Anche l'impossibile a volte accade. Anche ciò che nessuno osa sperare, talvolta, diventa realtà. Gli Us Open 2015 parlano italiano. Mai nella storia un'azzurra era arrivata alla finale di Flushing Meadows, e ora è indigestione.
Flavia Pennetta e Roberta Vinci. Roberta Vinci e Flavia Pennetta. Loro due si giocheranno la vittoria finale a New York.
BATTUTE LA 1 E 2 WTA. Una brindisina e una tarantina. Due italiane, due pugliesi. A rendere realtà il loro sogno americano grazie alle semifinali vinte contro Simona Halep e Serena Williams, numero 2 e 1 del ranking Wta.
Non ci credeva Roberta: «No», ha risposto a chi le chiedeva se quando si è alzata, la mattina della semifinale con la Williams, credesse di poter vincere. «No, è la verità», ha ripetuto tra le risate e gli applausi di un pubblico americano a cui non riusciva a non chiedere scusa: «Mi dispiace per voi, per Serena, per il Grande Slam. Ma oggi è la mia giornata, scusate».
UN MATCH VINTO CON LA TESTA E IL CUORE. Una giornata perfetta, il match più importante della sua carriera contro un'avversaria impossibile. Sedici ace dell'americana contro uno solo dell'italiana, 50 vincenti a 19. Il tennis non è matematica, per fortuna. Il tennis è anche cuore e testa, e se certo non si può rimproverare Serena di non averne avuto abbastanza del primo, la seconda è saltata progressivamente.
L'americana ha reagito bene nel primo set, piazzando un 5-0 dopo aver perso il servizio al terzo game. Non ne ha avuto per rispondere nel secondo, quando la Vinci ha preso il break nel quinto game per difenderlo fino alla fine. Ha provato la fuga nel terzo, quando è andata 2-0, ma è stata ripresa dall'italiana che ha strappato per due volte il servizio (al terzo, per controbreakkare subito, e al settimo) e ha quasi sempre dominato i game in cui andava a servire.


  • Punto straordinario, e Roberta chiama l'applauso del pubblico: «Un po' anche a me».


SERENA SOTTO CHOC. Serena, sull'orlo di una crisi di nervi, esultava follemente a ogni 15 afferrato con i denti e le unghie, mentre Venus, sugli spalti, guardava la sorella sempre più preoccupata e incredula.
Un capolavoro ancora più prezioso perché arrivato a strettissimo giro di posta dalla netta vittoria di Flavia Pennetta su Simona Halep. Un'ora di gioco per un 6-1; 6-3 senza possibilità di appello, con un secondo set chiuso proprio quando sembrava potersi riaprire grazie al break ottenuto al quarto game dalla rumena. Niente di più falso e illusorio: Flavia ha piazzato un filotto di 5 giochi e si è portata a casa la finale.


  • L'intervista a Roberta Vinci dopo la vittoria con la Williams.

LA WILLIAMS FALLISCE IL GRANDE SLAM. Sembrava che meglio non potesse andare: l'Italia, per la prima volta, era in finale allo Us Open femminile. E invece il bello doveva ancora venire. Mancava l'impresa della Vinci per completare una finale azzurra e un sabato in cui godersi uno spettacolo che, comunque, vedrà il tricolore alzarsi su New York. Un sabato storico per l'Italia, tanto che accanto a Giovanni Malagò, sugli spalti di Flushing Meadows, si siederà anche Matteo Renzi. Il premier aveva in agenda una visita allo stabilimento Coca Cola di Nogara, ma il presidente del Coni l'ha convinto a volare negli States.

Niente Grande Slam per Serena, che perde il torneo di casa dopo aver conquistato Australian Open, Roland Garros e Wimbledon. Ci dispiace. O forse no.

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