NUOVE FRONTIERE 13 Settembre Set 2015 1400 13 settembre 2015

Mls, così il calcio ha conquistato l'America

Nel 1996 nasceva il campionato Usa. Tra strane regole e presidenti improvvisati. Oggi attira investitori. Fa 6 milioni di spettatori. E vende diritti a 90 mln l'anno.

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Adesso hanno anche i derby. E nella peggiore tradizione europea si picchiano prima della partita. La Major league soccer, il campionato professionistico di calcio americano, è cresciuta tanto rispetto alla sua prima edizione, data 1996.
Sono passati quasi 20 anni, l'interesse e la qualità del gioco sono saliti, le grandi metropoli hanno le loro squadre. New York ne conta addirittura due, da questa stagione, e il derby, senza alcuna storia né tradizione, è già così acceso da provocare risse e sfottò tra i tifosi.
Dal gol segnato da Eric Wynalda nella prima partita del campionato professionistico americano, il 4 giugno 1996, tutto è cambiato.

  • Il primo nella storia della Mls: a segnarlo fu Eric Wynalda.

Una lega costruita da un manipolo di imprenditori raccolto dal presidente della Federcalcio Alan Rothenberg, un pegno da pagare alla Fifa per l'organizzazione del Mondiale del '94.
Gli Stati Uniti non avevano un campionato professionistico dal 1984, anno del fallimento della North American Soccer League, fondata nel 1968 e crollata 16 anni dopo nonostante gli arrivi di fuoriclasse come Pelé, Cruijff, Neeskens e Chinaglia.
CINQUE SQUADRE, UN SOLO PROPRIETARIO. Le 12 squadre inizialmente previste divennero 10 e per arrivare alla fumata bianca fu indispensabile convincere Philip Anschutz, il 31esimo uomo più ricco d'America, attuale presidente e proprietario dei Los Angeles Galaxy. «Ci sto, ma voglio nella mia squadra del Colorado quel ragazzo che ha segnato quel gol in rovesciata al Mondiale», disse l'imprenditore.
Marcelo Balboa, difensore della nazionale Usa, all'epoca giocava in Messico, nel Leòn. La trattativa non fu semplice, ma la nascente Mls riuscì a portarla in porto e il giocatore fu assegnato ai Rapids attraverso il meccanismo che prevedeva che tutti i contratti dei giocatori fossero firmati direttamente con la lega, che poi si sarebbe preoccupata di girarli ai club di appartenenza. Anschutz aveva il suo campione, e si comprò cinque squadre su 10.

  • La rovesciata di Balboa contro la Colombia ai Mondiali del '94.

Il calcio, questo sconosciuto. Per farlo entrare in testa agli americani bisognava inventarsi qualcosa.
Non bastavano gli arrivi delle prime star: Carlos Valderrama a Tampa Bay, Jorge Campos a Los Angeles, Roberto Donadoni a New York. Serviva qualcosa di più.
Le regole del gioco furono stravolte. Il cronometro scorreva all'indietro, da 90 in giù, e la partita era fermata dal suono di una sirena; il fuorigioco veniva applicato il meno possibile, si tentò pure (senza esito) di allargar le porte per far segnare un maggior numero di gol e di far battere le rimesse laterale con i piedi.
SHOOTOUT E CRONOMETRO INVERTITO. Furono introdotti, invece, gli shootout: nessuna partita poteva finire in pareggio, e se si fosse arrivati al 90' senza un vincitore, questo sarebbe stato deciso con una serie di uno contro uno tra attaccante e portiere con il primo che doveva partire dalle 35 yard (poco più di 32 metri) e concludere l'azione in cinque secondi.
Gli organizzatori erano terrorizzati che troppi 0-0 potessero annoiare da subito il pubblico. Quando Wynalda segnò, nei minuti finali della partita d'esordio tra San José Clash e Dc United, tutti tirarono un sospiro di sollievo.
Per i giocatori non fu facile adattarsi alle nuove regole. Brad Friedel, ex portiere della nazionale a Stelle e strisce, ha ricordato in un articolo pubblicato su Sports Illustrated come in una delle sue prime gare con il Columbus Crew, dopo l'1-1 con cui erano finiti i 90 minuti, se ne andò dritto negli spogliatoi, si tolse la maglietta e fu raggiunto dal team manager: «Cosa fai? Ci sono gli shootout». Si era dimenticato.
IL 'VERO' CALCIO COMINCIA NEL 1999. Si dovette arrivare al 1999 perché il soccer diventasse a tutti gli effetti calcio.
Nessuna delle trovate bislacche degli organizzatori aveva convinto gli sportivi americani. Nemmeno le maglie disegnate dalla Nike con colorazioni da Arlecchino riuscirono a catturare l'attenzione. E si finì persino per far scemare l'interesse dei veri appassionati di calcio.
Dal punto di vista economico e organizzativo le cose non andavano certo molto meglio, con le squadre ospitate da stadi di football, costrette a cambiarsi dentro container e roulotte adibiti a spogliatoio, e giocatori che dovevano portarsi a casa le divise per lavarle.

Ai Galaxy un attaccante da Merlose Place

Il campionato dei professionisti americani, insomma, era decisamente dilettantistico.
I Galaxy ingaggiarono Andrew Shue direttamente dal set di Merlose Place, e lui mandò il fax col contratto firmato sul retro di una pagina del copione del telefilm.
Al produttore Aaron Spelling, preoccupato sugli effetti che un possibile occhio nero guadagnato sul campo avrebbe potuto avere sulla serie tivù, Shue rispose: «Vorrà dire che lo metteremo nel copione».
LALAS, CALCIATORE E MUSICISTA. Alexi Lalas, centrale della nazionale Usa con un passato nel Padova, fu capace di mettere su un complesso rock a Boston e registrare un album mentre giocava nei New England Revolution.
Niente a che vedere con quanto succede ora. Vent'anni dopo, la Mls è un campionato vero, con tanti campioni. Non solo una casa di riposo per giocatori in pensione come ricorda lo striscione che ritrae Frank Lampard e Andrea Pirlo, esposto dai tifosi dei Red Bulls contro il New York City.

Lo striscione dei tifosi dei Red Bulls contro i rivali del New York City Fc.

L'ex juventino Sebastian Giovinco ha scelto Toronto a 28 anni, per diventare l'acquisto con il maggior impatto nella storia del campionato americano.
Assist e gol come se piovesse, abbastanza per giustificare un ingaggio che in Italia non avrebbe mai potuto sognare.
Con 7.115.555,76 dollari, la Formica atomica è il secondo giocatore più pagato della Mls. Solo Kakà, altra vecchia conoscenza del calcio italiano, guadagna di più: 7.167.500 dollari all'anno con Orlando. A continuare a leggere la classifica degli ingaggi più alti si trovano parecchie sorprese.
BRADLEY GUADAGNA PIÙ DI GERRARD. Michael Bradley, ex Chievo e Roma, buon centrocampista ma non proprio un fuoriclasse, è terzo davanti a Steven Gerrard, Frank Lampard e David Villa. Andrea Pirlo? Fuori dalla top 10 coi suoi 2.315.694. Persino Obafemi Martins, un passato nell'Inter da promessa mai del tutto mantenuta, è davanti con 3 milioni netti.
Poi ci sono gli estremi opposti, i giocatori pagati 50 mila dollari all'anno per non sforare il tetto salariale imposto dalla lega.
Il risultato è che i 10 giocatori più pagati della Mls mettono insieme il 38% dei compensi pagati a un totale di quasi 600 giocatori.

La top 10 dei calciatori più pagati della Mls

Nome Nazionalità Club Ingaggio (in dollari)
Kakà Brasile Orlando City 7.167.500
Sebastian Giovinco Italia Toronto 7.115.55,67
Michale Bradley Usa Toronto 6.500.000
Steven Gerrard Inghilterra Los Angeles Galaxy 6.332.504
Frank Lampard Inghilterra New York City 6.000.000
David Villa Spagna New York City 5.610.000
Jozy Altidore Usa Toronto 4.750.000
Clint Dempsey Usa Seattle Sounders 4.605.941
Robbie Keane Irlanda Los Angeles Galaxy 4.500.000
Giovani Dos Santos Messico Los Angeles Galaxy 4.100.008

Diritti tivù quintuplicati, da 18 a 90 milioni di dollari

I tifosi del New York City Football Club, una delle ultime squadre approdate in Mls.

Sebbene non manchino i dubbi sulla sostenibilità economica a lungo termine del calcio americano, la Mls è in crescita.
Se al Mondiale del 2010 i giocatori che militavano tra Usa e Canada erano appena sei, nel 2014 erano diventati 31. E anche gli incassi tendono all'espansione.
6,5 MILIONI DI SPETTATORI. Secondo le stime di Soccernomics, nel 2014 gli stadi hanno ricevuto 6,5 milioni di spettatori (solo football e baseball fanno meglio), e le vendite dei biglietti delle partite, nel 2014, hanno raggiunto i 120 milioni di dollari. Ma il dato più interessante è quello che riguarda i diritti tivù.
Fino alla passata stagione, Espn e Fox Sports versavano 18 milioni di dollari all'anno per trasmettere le partite della Mls. La scadenza di quell'accordo ha portato a un rinnovo per otto anni a 90 milioni a stagione: cinque volte la cifra precedente.
INVESTIMENTI ANCHE DALL'ESTERO. Sono numeri che permettono di guardare al futuro con un ottimismo diverso rispetto al recente passato, quando le perdite annue del pallone americano si aggiravano sopra i 100 milioni di dollari l'anno. E che il calcio Usa possa essere un affare è una convinzione che comincia a diffondersi anche all'estero.
Nel 2006 l'austriaca Red Bull ha rilevato i New York Metro Stars cambiando il nome della franchigia. Il Manchester City ha unito le sue forze a quelle dei New York Yankees (storica squadra di baseball che milita nella Mlb) per fondare il New York City Footbal Club di Pirlo, Lampard e Villa.
L'Orlando City Soccer Club di Kakà ha un proprietario brasiliano (Flavio Augusto da Silva) e un presidente inglese (Phil Rawlins) decisi a investire pesantemente.
LO STADIO A ORLANDO: UN AFFARE DA 1,2 MLD. Rawlins ha rilevato il club nel 2010, dalla Usl Pro Division, il terzo campionato più importante d'America con lo scopo dichiarato di portarlo in Mls. Promessa mantenuta nel 2015.
La squadra gioca al Citrus Bowl, uno stadio costruito per il football americano, ma punta a una casa tutta sua. Gli studi che il club ha commissionato, hanno stimato in 1,2 miliardi di dollari il possibile impatto sull'area della costruzione dell'impianto, con 390 posti di lavoro creati, guadagni per 565 milioni e un ritorno in termini fiscali di 9,1 milioni.

La fanbase più giovane tra tutti gli sport americani

La nazionale femminile di calcio degli Stati Uniti festeggia la vittoria del Mondiale 2015.

Il fantasma del fallimento della North American Soccer League, che 20 anni fa spaventava federazione, proprietari e lega, sembra lontano.
«Avviare un campionato è un progetto generazionale, e può essere misurato in un orizzonte di 4 o 8 anni», ha commentato Douglas Logan, primo commissioner della Mls, «ora stiamo concludendo il ventesimo ed entrando in una seconda generazione, raccogliendo fan che non erano ancora nati quando partì la Mls».
IL 30% DEI FAN SONO LATINOS. Per Jim Foster, ex uomo marketing della National football league, nessun campionato di nessun'altra disciplina è mai stato vicino a raggiungere la popolarità degli sport più seguiti in America.
Merito di una nuova base di fan che per il 30% è di origine latino americana, e che conta una percentuale di under 30 alta come in nessun altro sport.
UNO SPORT 'PER DONNE'. Il calcio americano non è ancora maggiorenne, è giovane e in piena crescita. Certo, i ragazzi dovranno fare ancora parecchia strada prima di raggiungere le colleghe, fresche campionesse del mondo per la terza volta nella loro storia.
Un giornale free press di New York, il 6 luglio, celebrava la loro vittoria con una vignetta: «Papà, i miei amici mi dicono che gioco come una femmina», si lamentava un giovanissimo calciatore. «Meglio così, figlio mio, è un complimento».
Negli Usa il calcio è ancora una sport 'da donne'. Ma le cose stanno cambiando.

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