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CALCIO MALATO 21 Settembre Set 2015 2040 21 settembre 2015

Champions, l'ombra del doping: «L'8% dei calciatori ha valori fuori norma»

Il Sunday Times toglie il velo a uno studio Uefa sul quinquennio 2008-2013. Testosterone alto in 879 atleti su 4.195. Tracce di steroidi anabolizzanti in 68 casi.

 

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Secondo uno studio Uefa sulla Champions League quinquennio 2008-2013 879 il 7,7% degli atleti avrebbe avuto valori fuori norma di testosterone.

Champions League dopata. L'ombra dei farmaci per aumentare le prestazioni sportive torna ad allungasi sul calcio. Uno studio dell'Uefa sugli atleti che hanno preso parte alla massima competizione pallonara continentale nel quinquennio 2008-2013 svelerebbe che il 7,7% avrebbe fatto uso di sostenze proibite: su 4.195 campioni di urine analizzati in 12 laboratori, in 879 casi i valori di testosterone sono risultati nettamente oltre il consentito e in 68 situazioni sarebbero state rilevante anche tracce di steroidi anabolizzanti.
IL VELO ALZATO DAL SUNDAY TIMES. I risultati di questo studio effettuato dalla Uefa sono stati pubblicati nelle ultime ore dal settimanale britannico Sunday Times, che ha sollevato il velo di silenzio che la stessa Uefa aveva applicato su questo scottante documento.
La metodologia di analisi è stata effettuata in forma anonima: al termine di ogni partita, la Uefa ha fatto prelevare dei campioni di urine a campione ai calciatori che hanno giocato per un quinquennio le partite della manifestazione. Tutto rigorosamente coperto dall'anonimato. E i risultato fanno emergere una situazione di grande preoccupazione sull'uso di alcune sostanze che, oltre certi limite, sono chiaramente vietate e che fanno ipotizzare l'abuso di farmaci finalizzati alla modifica di una prestazione sportiva.
L'UEFA FA MURO: «RISULTATI NON CERTI». La stessa Uefa ha provato a spegnere sul nascere l'incendio della polemica. «I 12 laboratori che hanno analizzato le urine non hanno usato procedure comuni, rendendo i risultati non certi, si sono affrettati a precisare dal quartiere della federazione calcistica europea. «Inoltre non è stato possibile fare una controanalisi come richiesto dalla Wada in casi di doping: per questo lo studio non presenta alcuna evidenza scientifica sulla potenziale diffusione di sostanze dopanti nel calcio. L'introduzione del passaporto biologico nel calcio sarebbe vantaggioso e da questa stagione l'Uefa ha comunque implementato la ricerca di steroidi negli oltre 2.000 test che facciamo ai calciatori ogni anno».

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