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CALCIO 10 Ottobre Ott 2015 2104 10 ottobre 2015

Euro 2016, le sfide che attendono l'Italia di Conte

Azerbaigian ko: gli Azzurri staccano il pass. Dal futuro del ct agli avversari più temibili, quattro cose da sapere.

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L'ultima volta, in Francia, un rigore di Gigi Di Biagio stampato sulla traversa infranse i sogni di Vieri e compagni nell'estate che avrebbe laureato gli odiati cugini campioni del mondo. Diciotto anni dopo, l'Italia varcherà ancora le Alpi per affrontare, con rinnovate ambizioni, l'edizione 2016 del Campionato europeo, il primo a 24 squadre.
TRE PUNTI D'ORO. Tre punti contro il modesto Azerbaigian, uno ciascuno firmato dalle reti di Éder, El Shaarawy e Darmian, intervallate dallo scivolone trasformato in gol da Nazarov, consegnano il pass qualificazione ad Antonio Conte. Primo traguardo da commissario tecnico per l'ex allenatore della Juventus, il cui futuro resta appeso a un filo non necessariamente vincolato all'esito della massima competizione continentale. Ma cosa aspetta l'Italia di qui a ai prossimi otto mesi, tra qualche amichevole e mille chiacchiere da bar?


Antonio Conte al termine del match vinto per 3-1 contro l'Azerbaigian (Ansa).

1. Un gruppo ancora da assemblare

Contro gli azeri Conte ha rispolverato quel 4-4-2, o 4-2-4 che dir si voglia, che pareva esser stato messo in soffita del ct dopo il primo anno in bianconero. La verità è che il selezionatore azzurro ha saputo cogliere gli input del campionato, che fornisce un'ampia scelta di esterni, e fare di necessità virtù, garantendo alla squadra una maggior copertura che potrà tornar buona di fronte ad avversari più tosti.
RIFERIMENTO PELLÈ. Ferma restando la possibilità, al bisogno, di varare il 4-3-3, l'unica certezza in avanti è rappresentata attualmente da Graziano Pellè. Il bomber del Southampton, assieme al sampdoriano Éder, sembra essere l'unico certo di una maglia per Francia 2016. Centravanti vecchio stampo, negli schemi di Conte, Pellè rappresenta il punto di riferimento ideale per le serpentine dei vari Insigne , El Shaarawy e Giovinco. E la destinazione naturale per i traversoni calibrati di Antonio Candreva.
VERRATTI NUOVO PIRLO. A centrocampo, Verratti sembra destinato a racogliere il testimone di Andrea Pirlo, come certificato anche dall'assist luccicante che ha consegnato a Éder la palla dell'1-0 a Baku. Al suo fianco sicuri del posto sembrano essere solo De Rossi, Marchisio e il pur declinante ex regista bianconero, svernato in quel di New York. Ma pure al Florenzi visto sinora Conte non potrà rinunciare.
BLOCCO JUVE IN DIFESA. Dietro, malgrado gli ultimi strafalcioni, la base resta il blocco juventino, col trio Bonucci, Chiellini, Barzagli, davanti a Buffon. Senza dimenticare quel Darmian considerato ormai un cardine azzurro e definitivamente consacrato dalla rete in Azerbaigian, ove ce ne fosse ancora bisogno.

2. Dubbi e speranze, i jolly dell'ultima ora

Impossibile, come sempre, non spendere una parola per Mario Balotelli. Se il milanista, all'ultima chance concessagli dal Milan, dovesse trovare un minimo di continuità e disponibilità al sacrificio, Conte potrebbe farci un pensierino e vincere le ritrosie sul conto del più talentuoso calciatore azzurro.
INCOGNITA ROSSI. Anche se, come ha detto lo stesso ct pochi giorni fa in conferenza stampa, non basta certo una punizione nel sette per riconquistare la maglia azzura. Discorso diverso per Giuseppe Rossi. Se Pepito vivrà un anno ai suoi livelli e la sfortuna lo lascerà in pace, per lui un posto nel charter diretto in Francia non mancherà.
BERARDI E ROMAGNOLI SPERANO. Tra chi sogna una maglia senza far parte del gruppo attuale come non citare due tra i talenti più fulgidi della nuova generazione: Alessio Romagnoli e Domenico Berardi.
Attesi al definitivo salto di qualità, Conte, da sempre molto esigente con le nuove leve, sarà chiamato a ricreare un mix tra giovani e 'vecchi' mai semplice da forgiare in Nazionale

3. Le incognite sul futuro del ct

A Conte manca il campo, c'è poco da fare. Quella quotidianità fatta di allenamenti e conferenze stampa a cui il tecnico leccese non sa rinunciare.
RINNOVO DIFFICILE. Atro che stage, peraltro non concessi, la Nazionale al mister sta decisamente stretta. Facile che dopo la finale parigina le strade di Conte e Figc si separino, con buona pace di Tavecchio che sarebbe disposto a tutto pur di tenerlo in panchina.
MA TAVECCHIO CI CREDE. La firma del commissario tecnico, all'epoca, fu una delle rare doti con le quali il numero uno del calcio italiano si presentò al grande pubblico dopo una serie inenarrabile di gaffe.
Confermare Conte sarebbe un bel colpo, sia in termini d'immagine che di prosecuzione del progetto partito un anno fa.
Ma se le sirene di Roma, Milan o Paris Saint-Germain doverssero chiamare...

4. Gli avversari da battere

Inutile girarci intorno, in Francia l'Italia non partirà in prima fila. Chance di vittoria? Ora come ora poche, ma si sa, il calcio è quanto di più imprevedibile si possa immaginare.
GERMANIA E SPAGNA DAVANTI. Certo è che Germania, campione del mondo in carica, e Spagna, detentrice del titolo, paiono essere di un altro pianeta.
La Francia, poi, gioca in casa e Paul Pogba sarà chiamato a dimostrare di valere quei 100 milioni che in molti gli hanno cucito addosso.
BELGIO PRONTO AL SALTO DI QUALITÀ. Occhio al Belgio, non più una sorpresa dopo la convincente performance offerta in Brasile. Hazard, De Bruyne, Nainggolan e compagni sono chiamati a prendere il posto di quell'Olanda la cui qualificazione è ancora appesa a un filo.
Da tenere d'occhio, come sempre, l'Inghilterra di Roy Hodgson, rullo compressore nelle qualificazioni, e il Portogallo di sua maestà Cristiano Ronaldo. Tempo pochi mesi e ci sarà da divertirsi.

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