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CALCIO 16 Ottobre Ott 2015 2250 16 ottobre 2015

Nuovo scandalo Fifa: «La Germania comprò il Mondiale 2006»

Lo Spiegel rivela: la Federcalcio tedesca pagò 4 voti per l'assegnazione del torneo. Fondi sospetti per per 6,7 mln.

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Joseph Blatter e Franz Beckenbauer.

Nove anni dopo il Mondiale 2006 organizzato dalla Germania e vinto dall'Italia, lo scandalo Fifa raggiunge il calcio tedesco. A denunciarlo è stato il settimanale Spiegel, nel numero in edicola il 17 ottobre.
Attraverso l'uso di fondi neri, il comitato organizzatore del mondiale tedesco, allora presieduto dall'icona del calcio nazionale Franz Beckenbauer, avrebbe comprato i 4 voti decisivi in seno al comitato esecutivo della Fifa, con la quale la Germania superò 12 a 11 il Sud Africa e si aggiudicò la realizzazione dell'edizione 2006.
UN'ALTRA TEGOLA DOPO LO SCNADALO DIESELGATE. Non sono tempi felici per l'immagine della Germania. Dopo lo scandalo Volkswagen dei motori diesel truccati, che ha colpito l'orgoglio dell'industria automobilistica tedesca, la più importante del Paese, ecco un'altra tegola che cade su una federazione calcistica che peraltro al momento si fregia del titolo di campione del mondo. Se le accuse venissero confermate, sarebbe una brutta botta.
I condizionali sono d'obbligo, perché tutto si fonda su un'inchiesta del settimanale di Amburgo, che nella sua anticipazione non ha citato fonti.
LA DFB AMMETTE IRREGOLARITÀ SU UN PAGAMENTO DA 6,7 MLD. C'è però agli atti un comunicato del presidente della federazione calcio tedesca (Dfb), Wolfgang Niersbach, nel 2006 vice di Beckenbauer nel comitato organizzatore, che ammette irregolarità in un pagamento alla Fifa di 6,7 milioni di euro. La cifra è importante perché, secondo lo Spiegel, i fondi neri vennero creati attraverso una donazione privata, avvenuta prima del voto decisivo del 6 luglio 2000, di 10,3 milioni di marchi svizzeri (allora 13 milioni di marchi tedeschi) da parte del capo di Adidas Robert Louis-Dreyfus. Quando nel 2005 Louis-Dreyfus chiese i soldi indietro, il comitato organizzatore trovò il modo di restituire di nascosto il denaro. Il settimanale cita documenti confidenziali, che certificherebbero il passaggio di 6,7 milioni di euro dal comitato organizzatore tedesco a un conto ginevrino della Fifa e, da qui, a quello di Zurigo di Louis-Dreyfus.
Come causale, un'invenzione: il pagamento di una quota per la cerimonia di inaugurazione all'Olympiastadion di Berlino.
OMBRE SOLLEVATE GIÀ IN ESTATE DA DIE ZEIT. Già in estate erano uscite indiscrezioni sul Mondiale tedesco. Secondo Die Zeit il governo tedesco (Schroeder era all'epoca il Cancelliere) avrebbe mandato all’Arabia Saudita un carico di armi per spostare i voti del Medio Oriente dal Sudafrica alla Germania. Lo scrutinio si chiuse 12 a 11 con un astenuto e molte polemiche. Charlie Dempsey, neozelandese, non si astenne e fu una vera sorpresa perché l’intera Oceania appoggiava il Sudafrica e lui avrebbe dovuto votare in quel senso. In caso di parità la decisione sarebbe toccata al presidente, cioè Blatter, che di certo avrebbe favorito gli africani. Insomma ai rivali dei tedeschi andavano bene due risultati su tre, infatti fecero subito generiche accuse: «Deve essere successo qualcosa».
OGGI LA GERMANIA TRA I MAGGIORI OPPOSITORI DI BLATTER. Forse più di qualcosa perché il giornale tedesco parla anche di una raccolta voti in Asia con Volkswagen e Bayer che aumentano gli investimenti in Thailandia e Daimler che finanzia la coreana Hyundai. La Germania oggi è tra i grandi oppositori di Blatter (al centro dell'enorme scandalo corruzione che ha travolto i vertici della Fifa) e l’attuale governo (in estate) ha chiesto la documentazione per aprire un’inchiesta ufficiale. Per chiudere il cerchio, in quei Mondiali Ismail Bhamjee, l’uomo che ha svelato la trattativa del 2010, venne arrestato per bagarinaggio e lasciò la Fifa.

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