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MOTOCICLISMO 22 Ottobre Ott 2015 1727 22 ottobre 2015

Rossi-Marquez, storia di un rapporto compromesso

Vale contro Marc: «Corre per Lorenzo, è scorretto». Dagli elogi reciproci alle accuse post Sepang.

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Marc Marquez e Valentino Rossi a Phillip Island.

Ha protetto Andrea Iannone dagli strali dei suo fan, difendendo lo strepitoso sorpasso dell'abruzzese in quel di Phillip Island. Ma con Marc Marquez, alla vigilia del penultimo e potenzialmente decisivo Gran Premio di Malesia, Valentino Rossi ci è andato giù durissimo.
Rompendo, forse per sempre, quel rapporto di stima e reciproca ammirazione mai intaccato dall'esordio in MotoGp del Cabroncito, nel lontano 2013.
«CORRE CONTRO DI ME». «Corre contro di me, è scorretto», ha sbottato il Dottore, arrivando a paventare una tesi a dir poco cervellotica sui presunti favori del tre volte campione del mondo al connazionale Jorge Lorenzo, in lotta con Vale per l'assegnazione del titolo iridato. E pensare che la vittoria di Marquez davanti alla Yamaha del 99 era parsa un favore indiretto al pesarese, nelle malsane alleanze degli ultras motoristici ostacolato dallo Iannone pro Lorenzo. «In Australia ha fatto di tutto per farlo andar via», si è lamentato Rossi, «almeno con Biaggi il rapporto era leale: con lui no».
FINITA L'ERA DEI COMPLIMENTI. Elogi, complimenti, pacche sulle spalle: acqua passata dalle parti di Tavullia, dive papà Rossi orgogliosamente rivendicava: «Marquez è come il mio Vale». E il nove volte campione del mondo si congratulava col piccolo fenomeno spagnolo, capace di trionfare come neppure lui aveva saputo fare all'esordio nella classe regina. Eccolo, l'erede designato nella corsa al record di corone mondiali.

Da Biaggi a Stoner: quell'ossessione per i nemici

Jorge Lorenzo, Valentino Rossi e Marc Marquez.

Un primato che ora lo stesso Rossi addita come un'ossessione per il rivale, proprio nel momento in cui l'avversario è un altro. Quel Jorge Lorenzo con cui l'amore non è certo mai sbocciato, ma di fronte al quale accuse simili non sono mai state mosse.
La storia di Rossi vive delle sue rivalità, del suo sapersi trovare nemici anche quando la lotta è impari. Biaggi, Gibernau, Stoner, Lorenzo, persino Melandri. Quasi che l'agonismo di Vale abbia bisogno di spingere la competizione all'inverosimile.
IL TIMORE DELLA SCONFITTA. I suoi detrattori intravvedono dietro quest'attacco i timori per un'impresa che potrebbe scivolargli di mano proprio sul finire
Per molti, invece, il velo è stato calato su un fair play di facciata, quello tra l'italiano e lo spagnolo, due galli nel pollaio difficili da fa convivere, malgrado i 14 anni di differenza e la possibilità di coesistere nel pantheon delle due ruote come simboli di epoche differenti.
TENSIONI GIÀ DOPO ASSEN. Le frecciate tra i due in stagione erano già arrivate dopo le sportellate di Assen. Ma alla vigilia del Sachsenring Rossi aveva abbozzato di fronte ai giornalisti: «Credo che a Marquez non interessi granché chi vincerà il titolo tra me e Lorenzo». Ora la musica è cambiata: «Marc non ha giocato con noi in Australia. Ha giocato con me».
«Però ora è importante che lui sappia che io lo so», ha rintuzzato il pesarese.
Che ha aggiunto: «Sì, sono preoccupato perché un conto è giocarsela con Lorenzo, farlo anche con un Marquez che ha deciso di non usare il fair play è tutta un’altra cosa. Un conto è che corra al massimo delle sue possibilità, un conto è che lo faccia per rallentare qualcuno. È una grande delusione».

Quando Marc faveva visita al ranch di Vale

Marc Marquez sul podio del Gran Premio d'Australia.

Vecchi rancori mai sopiti dietro lo sfogo? Pare proprio di sì , almeno stando alla versione del Dottore. «Ce l'ha con me per l’Argentina, perché è convinto che l’abbia tirato giù apposta, e per Assen dove sperava che scomparissi dal suo cammino. Da lì, siccome è rimasto fregato per il mondiale, ha pensato: non vinco io, ma non vinci nemmeno tu. Il male minore per lui è che vinca Lorenzo e per questo si mette sempre nel mezzo». Lontani i tempi cui il talento di Cervera passava dal ranch di Tavullia per allenarsi con Valentino e tutta l’academy. E al diavolo il merchandising, con la VR46 di Vale che commercializza magliette e cappellini di MM93
«IL POSTER IN CAMERA? MAH». Le cose tra Marc e Vale sono andate bene fino all'anno scorso. Il catalano dominava, il vecchio campione stringeva i denti per salire sul podio. Quando Marquez mieteva successi e Rossi annaspava era anche ucita la storiella del poster in camera. Si diceva che Marc fosse cresciuto a pane e Valentino. «Ma sarà vero? Forse un tempo. Ora lui si confronta sempre con me. Di Lorenzo non gli importa. Lui vuole arrivare ai miei risultati. Se io vinco un altro mondiale è un mondiale in più che gli tocca recuperare per prendermi».
MAI AMICI TRA CAMPIONI. In attesa delle prossime puntate, per ora occorre accontentarsi della sintesi di Giacomo Agostini, che dopo Assen chiosò: «Non ci può essere amicizia tra campioni, al massimo solo rispetto».

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