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PROFILO 26 Ottobre Ott 2015 1915 26 ottobre 2015

Gianni Infantino, un burocrate per la presidenza della Fifa

Platini sospeso. La Uefa candida il numero due. Dai sorteggi al trono del calcio mondiale?

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Gianni Infantino.

Gli appassionati di calcio lo conoscono come l'uomo dei sorteggi, il gran cerimoniere degli accoppiamenti di Champions League, Europa League e Campionato europeo.
Ora Gianni Infantino, 45enne segretario generale dell'Uefa, è uno tra i candidati più credibili nella corsa alla successione di Sepp Blatter al trono della Fifa.
È il suo, infatti, il nome che il comitato esecutivo della massima organizzazione calcistica europea, riunitosi d'urgenza a Ginevra, ha deciso di sostenere in vista delle prossime elezioni del 26 febbraio.
BRACCIO DESTRO DI PLATINI. Dopo esserne stato per anni il braccio destro, Infantino potrebbe dunque far le scarpe a Michel Platini, ancora in corso ma formalmente sospeso per 90 giorni dal comitato etico dell'ente mondiale, aspettando che l'indagine sui quasi 2 milioni di euro ricevuti da Blatter faccia il suo corso. Una sorta di rivincita del burocrate sul fuoriclasse.
NEMMENO UNA PAROLA PER IL FRANCESE. L'esecutivo dell'Uefa, a metà settembre, aveva ribadito il suo appoggio a Roi Michel malgrado l'inchiesta in corso. Tempo due giorni e la Federcalcio inglese aveva già ritirato il sostegno. Ora è la stessa Uefa, in attesa degli eventi, a dare spazio al suo numero due. Infantino è uomo di Platini ed è possibile che lui stesso abbia dato l'assenso sul suo nome, anche se nel comunicato ufficiale non c’è una sola parola sul presidente ombra.
L'EUROPA CERCA COMPATTEZZA. In una nota l'Uefa ha precisato che Infantino «ha il nostro pieno supporto nella sua campagna per la presidenza della Fifa e ora sta raccogliendo le adesioni necessarie (lettera di supporto di cinque federazioni nazionali, ndr) per formalizzare la candidatura». Ha, quindi, aggiunto: «Crediamo che Infantino abbia tutte le qualità necessarie per affrontare queste sfide, guidando anche il processo delle riforme che restituiranno alla Fifa integrità e credibilità». Infantino non rappresenta neccesariamente un cambio di fronte rispetto all’asse Europa-Asia rinsaldato negli ultimi giorni. Semplicemente, l’Europa deve arrivare a febbraio con un pacchetto di voti e compatta, così da esercitare un peso politico importante. Viceversa, rischia di perdere potere e pure un posto al Mondiale.

Una scalata partita da lontano

Gianni Infantino e Michel Platini.

Nato e cresciuto nel Canton vallese da una famiglia di origini calabresi, una laurea in Giurisprudenza, prima di lavorare per l'Uefa Infantino è stato segretario generale del Centro internazionale studi sportivi all'Università di Neuchâtel.
Prima ancora era stato consulente per vari organi di governo calcistici in Italia, Spagna e Svizzera.
ALLA UEFA DAL 2000. Approdato alla massima organizzazione calcistica nell'agosto del 2000 per occuparsi di questioni legali e commerciali, nel gennaio 2004 è stato nominato direttore della Divisione affari legali e licenze per club dell'Uefa. Successivamente, è diventato direttore generale ad interim della stessa, quindi vice segretario generale e, infine, segretario generale. Sposato, è padre di quattro figli. Parla correntemente tedesco, italiano, francese, inglese, spagnolo e arabo.
ALTRE DUE CANDIDATURE. La deadline per le candidature scatta alla mezzanotte del 26 ottobe: nelle ultime ore, dopo le formalità di rito, si è ufficialmente fatto avanti anche il 49enne sceicco del Bahrein Salman bin Ibrahim Al Khalifa, attuale presidente della confederazione asiatica. Il tutto malgrado le accuse di alcuni attivisti di organizzazioni per i diritti umani secondo cui lo sceicco Salman «avrebbe ricoperto un ruolo chiave nella vicenda della repressione nei confronti di alcuni calciatori della sua nazionale espressisi a favore di una maggiore democrazia». In particolare, alcuni giocatori, che avevano preso parte anche a manifestazioni di protesta, sarebbero stati incarcerati e torturati. Candidato dell'ultima ora è anche il presidente della federazione liberiana Musa Bility, che ha fatto sapere di aver inviato alla Fifa la propria lettera di candidatura assieme a quella di appoggio sottoscritta da cinque federazioni nazionali.
INCOGNITA SUL FUTURO DI PLATINI. Il punto ora è capire se Platini sia ancora nelle condizioni di concorrere. «Se il Tas dirà che Platini non ha problemi giudiziari, la prima candidatura da parte della Uefa resta comunque la sua e al momento non è stata scartata», ha sottolineato il presidente della Figc Carlo Tavecchio, che continua a essere tra i sostenitori dell'ex fuoriclasse della Juventus. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se quella di Infantino sia o no una candidatura 'di riserva'. Nel frattempo rimangono candidati anche i cinque già fattisi avanti. Sono il principe giordano Ali bin a Hussein, il tycoon sudafricano Tokyo Sexwale, ex detenuto politico e compagno di carcere di Nelson Mandela a Robben Island, dietro al quale secondo alcuni ci sarebbe Blatter, l'ex segretario Fifa Jerome Champagne e David Nakhid, ex calciatore di Trinidad e Tobago.

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