PERSONAGGIO 28 Ottobre Ott 2015 1200 28 ottobre 2015

Higuain l'indolente donnaiolo ora è idolo di Napoli

Incompreso e fragile, ma adesso letale in campo. Higuain si è ripreso Napoli. Che gli perdona vizi e bravate. Storia di un riscatto.

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Luigi Galletta, 21 anni, meccanico, ammazzato il 31 luglio dai coetanei del rione Forcella perché non voleva schierarsi, era chiamato proprio come lui: “Pipita Higuaìn”.
Il motivo? Una vaga somiglianza col campione argentino che oggi a Napoli rappresenta l’emblema della riscossa per la squadra di calcio, balzata al secondo posto in classifica dopo un inizio di campionato stentato agli ordini del nuovo allenatore Maurizio Sarri.
Gioie e dolori. Sorrisi e lacrime.
È il guazzabuglio Napoli, che tutto rimescola e ubriaca di esagerazioni.
NASO GRANDE COME PAPÀ. Argentino di Buenos Aires (anzi di Belgrano, quartiere popolare), con passaporto francese, 28 anni, tre fratelli, il papà (Jorge, ex calciatore, da cui ha ereditato il soprannome di “El Pipita”, vezzeggiativo di “El Pipa” cioè «naso grande»), la mamma pittrice: ora in città lo esaltano come El Matador Edinson Cavani (fuggito in Francia al Paris Saint Germain che lo ha ricoperto di soldi) e a San Gregorio Armeno ne espongono la statuina sul presepe.
ALTI E BASSI COI TIFOSI. Ma il rapporto di Gonzalo Higuain con i napoletani non è stato sempre idilliaco.
Un po’ per colpa dei tifosi, “esagerati” come la città.
E un po’ per colpa sua, che ha un carattere assai fragile e poco avvezzo al pesante ruolo di “mito” della domenica.
Qualche rigore sbagliato nelle partite decisive (quello del 31 maggio contro la Lazio, per esempio, che costò al Napoli l’accesso alla Champions league), certi atteggiamenti giudicati un po’ indolenti in campo e le continue proteste avevano creato un clima di evidente “incompatibilità” tra il campione e l’ambiente.
QUANDO MOGGI LO STRONCÒ. In quei giorni Luciano Moggi, discusso ex direttore generale della Juventus, disse spietato: «Higuain è un buon giocatore, ma farà 15 o 16 gol in meno di Cavani. Il Napoli con lui si è indebolito».
Il 2015: un’estate terribile, per Gonzalo “l’incompreso”.
Il primo giugno, dopo la sconfitta del Napoli contro la Lazio, un gruppo di tifosi lanciò per protesta sassi contro il taxi su cui viaggiava per tornarsene a casa.
«NAPOLETANO DISONESTO». Il 16 aprile, dopo la partita di Europa league vinta 4-1 dal Napoli contro il Wolfsburg in Germania, una tivù francese (Beln Sports) se ne uscì con un giudizio choc: «Higuain trop Napoli pour être honnête» («Higuain è troppo napoletano per essere onesto»), dimenticando le sue origini transalpine.
Colpi bassi, cattiverie, nervosismo.
Il 22 luglio, uscendo da una discoteca alle sette del mattino mentre era in vacanza a Ibiza, Higuain si scagliò contro un tifoso che gli aveva solo chiesto di fare una fotografia insieme.
LUNGA LISTA DI DONNE. Single irrequieto, vive da solo in un appartamento in collina al Vomero, colleziona decine di “storie” sentimentali in parte vere e in parte no: lunghissima è la processione di donne che giurano di aver avuto relazioni con lui o che lui avrebbe focosamente cercato.
Famose sono diventate «le tre simpatiche fan» che sarebbero state viste uscire di soppiatto la mattina del 7 ottobre dalla camera dell’hotel in cui Gonzalo aveva dormito dopo il 4-0 rifilato al Milan a San Siro.

Le notti a caccia di femmine e la punizione del ritiro

Natacha Jaitt, showgirl argentina, ha definito Higuain un 'ragazzino viziato'.

Le donne, del resto, hanno condizionato spesso la vita napoletana dei calciatori: da Maradona (che a Napoli ha generato anche un figlio al di fuori del matrimonio) e le sue epiche avventure erotiche all’hotel Paradiso di Posillipo, alle conquiste amorose di Cavani (che lo indussero a separarsi dalla moglie), fino alle imprese del guizzante Gonzalo che - sussurrano - «l’anno scorso è rimasto qualche volta in panchina proprio per colpa dei rientri a notte fonda».
«NAPOLI CITTÀ RAPACE». Fu il 10 aprile 2015 che il presidente Aurelio De Laurentiis affrontò di petto la spinosa “dolce vita napoletana”: «Napoli è una città rapace», tuonò il DeLa infuriato, «con tante distrazioni. Pure io a 25 anni...».
Perciò, «tutti in ritiro a oltranza», così imparate «a fare tardi» a caccia di femmine.
INCIAMPÒ SUGLI SCOGLI. Con Gonzalo, il presidente si arrabbiò molto anche quella volta che nell’estate 2013, da poco arrivato a Napoli, si recò a Capri in gita in compagnia del calciatore napoletano Paolo Cannavaro: l’argentino inciampò sugli scogli ed ebbe bisogno di parecchi punti di sutura allo zigomo e al mento.
Con Higuain a Capri c’era Lucia Fabiani, l’ex compagna di Fabrizio Corona e di Tomaso Trussardi.
«UN RAGAZZINO VIZIATO». Proprio in quei giorni, la show girl argentina Natacha Jaitt così definiva El Pipita in un’intervista: «È sempre in giro per locali in cerca di ragazze. È il più scatenato di tutti, è malato di ragazze. Fui puntata da lui un volta in una discoteca di Buenos Aires, mio fratello mi diceva “guarda che è milionario”, ma a me non piaceva: è molto arrogante, è un ragazzino viziato».
DA ZAIRA ALLA SATTA. Vero? Falso? Variegato appare l’elenco delle sue “fiamme” o presunte tali: Zaira Nara (sorella di Wanda, l’ex moglie del calciatore Maxi Lopez e attuale compagnia del bomber interista Mauro Icardi), la ballerina e ginnasta Noelia Marzol, Chiara la ex fidanzata dell’ex portiere del Parma Antonio Mirante (clamorosa la rissa divampata in campo tra El Pipita e Mirante al termine del Parma-Napoli del 12 giugno 2015), la show girl Melissa Satta (di cui Gonzalo avrebbe inondato di fiori la casa in Sardegna), la ex concorrente del Grande Fratello Veronica Graf (che rivendica il “merito” di averlo respinto) e tante altre.

Ama mozzarella, pastasciutta e cucina napoletana

Higuain con la fiamma Lucia Fabiani a Capri.

Lui, sornione, racconta di amare molto la mozzarella (che però mangia poco), la pastasciutta e la cucina napoletana.
E la pizza? «Meglio quella che fa la mia mamma».
«A Napoli», continua, «non esco tanto... qui è tutto bellissimo: basta prendere una barca e vai a Ischia, a Capri, a Sorrento».
«COME STARE A BUENOS AIRES». E poi: «Napoli è simile a Buenos Aires, perciò noi argentini ci troviamo così bene».
Sulle donne avverte: «Non ho ancora trovato quella giusta per la mia vita. Voglio una che non dovrà dirmi sempre sì, ma spero che lavori e sappia fare l’amica, la fidanzata, la mamma. Se poi sa perfino cucinare bene, meglio ancora».
Meglio, certo. Specie se poi arriva anche il “miracolo”: bel gioco, gol a grappoli, un ritmo e un assetto in campo così ben assemblato da far invidia alle grandi squadre.
SECONDO POSTO E SUPER GOL. Lazio, Juventus, Milan. Vittorie a raffica.
Il secondo posto in classifica. E il refrain «Gooooooooooonzalo!» che a ogni prodezza del centravanti resuscitato viene urlato sugli spalti fino a far tremare i palazzi tutt’intorno.
«Sembra come quando c’era lui...», azzarda già qualche ultrà in curva.
Lui, sì: il grande Maradona.
«PIPITA E DIEGO DIVERSI». Racconta “Mimmuccio”, 68 anni, ambulante e ultrà storico: «Qualsiasi paragone tra Gonzalo e Diego è tacitamente proibito. Troppe le differenze. E, secondo me, anche la qualità. Capopopolo Diego, taciturno Gonzalo. Estroverso l’uno, introverso l’altro. Circondato da manager professionisti e da amicizie pericolose l’uno, fiducioso nel papà procuratore e attento a chi frequenta l’altro».
MEGA CLAUSOLA RESCISSORIA. Osserva un cronista: «Sul contratto di Maradona, però, non fu mai necessario imporre una super clausola rescissoria come è accaduto col “Pipita”: la fedeltà di Diego alla bandiera era indiscutibile».
Insomma, la diffidenza verso El Pipita rimane, nonostante i gol, la generosità mostrata in partita, gli assist da applausi e il fatto che nelle ultime 69 partite si sia assentato una sola volta.
SARRI: «TORNA A SORRIDERE». Il segreto della rinascita? Mister Sarri, raccontano, gli ha chiesto «semplicemente di tornare a sorridere».
E di «provare a divertirsi in campo». Può davvero bastare un sorriso per trasformare un fragile ragazzo argentino in un bomber spietato?
Pare proprio di sì: dribbling, assist, tiri fulminanti, il pallone che danza magico sui due piedi da tanguero.
E pensare che, dopo la meningite fulminante di cui si ammalò all’età di 10 anni, i medici avevano pronosticato pensosi: «Questo bambino da grande avrà gravi difficoltà a coordinarsi nei movimenti».

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