CONTRACCOLPO 6 Novembre Nov 2015 1158 06 novembre 2015

Caso Rossi, che grana per Lorenzo: sponsor in fuga

Jorge vicino al mondiale. Ma la rivalità con Valentino fa male al suo giro d'affari. La Sector lo molla per antisportività. La Yamaha pensa di scaricarlo. Tutti i guai.

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Jorge Lorenzo in conferenza stampa.

Jorge Lorenzo è a un passo dalla vittoria del mondiale, domenica 8 novembre a Valencia.
Operazione abbastanza facile con Valentino Rossi relegato in ultima fila.
Ma il titolo rischia di costargli caro: la potente Dorna, tra l’altro guidata dallo spagnolo Carmelo Ezpeleta, si è schierata con Vr46; gli sponsor (ha iniziato l’italiana Sector) lo vogliono abbandonare; la Yamaha potrebbe disfarsene (guarda la gallery).
EQUILIBRI IN BILICO. L’affaire Rossi-Marquez (chi per primo ha toccato l’altro non è ancora chiaro) ha rischiato di far saltare gli equilibri nel circus delle due ruote.
Un campo dove i cervelli e i soldi stanno in Spagna (la Dorna da un lato, il petroliere Repsol, forse più munifico dei tabaccai, e la compagnia telefonica Movistar dall’altro), ma il principale attore è l’italiano Valentino Rossi.
Che si sta dimostrando un businessman bravo e scaltro, come quando corre in moto.
ROSSI, GIRO DA 22 MILIONI. La Dorna sta portando avanti una battaglia molto dura per evitare che la MotoGp venga fagocitata dagli altissimi costi legati allo sviluppo della tecnologia.
Che va livellata e che porterà i bolidi a essere più lenti e le corse più noiose.
In questa direzione non si può che scegliere ValeRossi, che tra stipendio e sponsorizzazioni muove un giro d’affari di 22 milioni di euro.
E a Sepang, quando Marquez è caduto, ha incassato gli applausi degli spettatori.
LORENZO VALE LA METÀ. Lorenzo, invece, vale forse la metà.
L’ingaggio sfiora i 6 milioni di euro, gli sponsor personali superano il milione.
Sul rivale qualcosa la recupera coi diritti d’immagine, se la sua società Mt Land 99 Sl, prima di cambiare mission (adesso si occupa di immobiliare), denunciava circa 12 milioni d’euro.
Proprio il nuovo business e la decisione del pilota maiorchino di trasferire la sua residenza in Svizzera hanno spinto l'Agenzia delle Entrate iberica ad aprire un contenzioso.
Ma i paralleli con Rossi finiscono qui.

Jorge, l'antipatico che non piace più agli sponsor

Lorenzo era testimonial della Sector.

Jorge Lorenzo ricorda più Max Biaggi: guida pulita in traiettorie impossibili, un debole per le belle modelle e una capacità innata a rendersi antipatico.
GAFFE SULLA CASA. Emblematico quando ha scatenato le ire dei suoi conterranei per aver girato un video nel quale magnificava la bellezza della sua villa a Barcellona, ora in vendita per 8 milioni.
Troppo per un Paese dove la bolla dell’immobiliare ha lasciato la gente senza casa e senza lavoro.
POLLICE ANTISPORTIVO. Ma nella domenica di Sepang che gli ha di fatto consegnato il titolo, è stato capace di fare peggio.
Sul podio, mentre veniva consegnata a Rossi la coppa per il terzo posto, lo spagnolo ha mostrato il pollice verso, chiedendo al pubblico di fischiarlo.
LA SECTOR LO MOLLA. Sui social è stato massacrato. Per la cronaca si è poi scusato, ma certe scivolate non sono amate dagli sponsor.
Il 5 novembre la casa italiana Sector ha annunciato di non voler avere più nulla a che fare con Lorenzo.
Perché, come si legge in una nota dell’azienda, «il primo brand italiano di orologi sportivi, da sempre espressione dei valori di sportività, sfida, sana competizione e integrità, non si identifica con gli accadimenti verificatisi nelle ultime settimane nell’ambito del campionato mondiale MotoGp».

Alla Yamaha non è andato giù il suo comportamento: futuro in Ducati?

Jorge Lorenzo e Valentino Rossi.

Imbarazzato silenzio da altri due main sponsor come la bibita energetica Monster e il produttore giapponese di lubrificanti Eneos, che, rispettivamente per 4 e 3 milioni di euro, sono presenti anche sulla tuta di Rossi.
Pare che in un primo tempo anche la società telefonica Movistar, principale sponsor Yamaha, volesse scaricarlo.
Poi la controllata di Telefonica avrebbe cambiato idea: un po’ per le pressioni domestiche e i richiami a un più sano nazionalismo, un po’ perché il gruppo guidato da Alierta si è accaparrato i diritti tivù del moto mondiale in Spagna e non ha mai nascosto frizioni sul prezzo (circa 20 milioni) con il boss della Dorna.
SCREZI DAVANTI AL TAS. Ma la cosa potrebbe avere ripercussioni anche sul futuro di Lorenzo in Yamaha.
La casa giapponese non ha gradito che il maiorchino abbia provato a presentarsi, nel ricorso di Valentino Rossi al Tas, come parte lesa.
La decisione non è piaciuta al costruttore. Il suo team manager Massimo Meregalli ha ammesso: «Non lo sapevamo, non abbiamo capito le ragioni di questa sua richiesta. Ci siamo rimasti male, avrebbe dovuto avvertirci come ha fatto Rossi».
Nelle ultime ore si dava per certo che Lorenzo quanto meno perdesse la moto ufficiale della Yamaha Factory o che avesse già un piede in Ducati.
MOVISTAR DALLA SUA. Ma lo spagnolo non ha alcuna intenzione di rinunciare al mezzo piu veloce in circolazione.
E a quanto pare ha dalla sua la Movistar, che sarebbe pronta a seguirlo, forte dei sei milioni all’anno pagati direttamente al team per le livree di Jorge e di Valentino.

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