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SCANDALO 10 Novembre Nov 2015 1417 10 novembre 2015

Doping, la Wada sospende il laboratorio di Mosca

Campioni ripuliti e bonifici dagli atleti. Interrotte le analisi nel laboratorio incriminato

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La Wada ha sospeso il laboratorio anti doping di Mosca.

Dalle parole ai fatti. All'indomani delle accuse rivolte alla Russia, la Wada (l'Agenzia Mondiale anti doping) ha annunciato di aver sospeso provvisoriamente e «con effetto immediato» il laboratorio anti doping di Mosca.
La decisione fa seguito alla pubblicazione di un report della commissione d'inchiesta della stessa Wada che parla di doping di Stato somministrato agli atleti russi. La sospensione dell'attività è stata confermata anche dalla Rusada, l'agenzia federale antidoping russa.
ANALISI INTERROTTE. Nel frattempo, l'Agenzia ha fatto sapere che il laboratorio dovrà interrompere ogni analisi e test di campioni di urina e di sangue in corso. Tutti i campioni al momento saranno smistati, «in modo sicuro e celermente in altri laboratori accreditati presso la stessa Agenzia mondiale anti doping».
Il laboratorio di Mosca ha il diritto di ricorrere alla Corte di arbitrato per lo sport entro 21 giorni. Contemporaneamente, la Wada creerà una commissione disciplinare destinata a studiare la vicenda.
MOSCA RESPINGE LE ACCUSE. A nulla, quindi è valsa, per il momento, la difesa di Mosca, che attraverso il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha tacciato come «infondate» le accuse rivolte alla federatletica russa dal report Wada: «La questione» - ha detto Peskov - «è che se ci sono delle accuse allora devono essere sostenute da qualche prova, finché non si sono sentite le prove è difficile percepire le accuse, sono infondate».
«SPERIAMO NELLA PRUDENZA DELLA IAAF». «Speriamo nella prudenza della commissione Iaaf», ha aggiunto il presidente ad interim della Federatletica russa, Vadim Zelicionok, a proposito della richiesta dell'agenzia mondiale antidoping, Wada, di sospendere per due anni la Russia da tutte le competizioni, a cominciare dalle Olimpiadi di Rio.
«Spero» - ha spiegato - «che lo spirito degli atleti non sia influenzato dal fatto che c'è un elemento di carattere premeditato» nel rapporto.
L'ISPETTORE PENTTTO CONFESSA. A smascherare l'imbroglio anche la confessione di un ispettore pentito della Rusada, che ha rivelato i tormenti di cui era preda dal momento del prelievo del campione di urina (o sangue) a quello della consegna al laboratorio moscovita.
Uomini del Fsb (l’ex Kgb) lo seguivano passo passo, pretendendo di saperei codici delle provette: tenevano così al corrente i tecnici che si preparavano ad alterarle.
BONIFICI DAGLI ATLETI. Sul conto corrente di Grigory Rodchenko, il potentissimo direttore del laboratorio protetto dai servizi segreti, la Wada ha rintracciato regolari bonifici dagli atleti che volevano coprire le loro positività. Rodchenko falsificava costantemente le analisi e, lo scorso anno, ordinò l’immediata distruzione di 1.417 campioni di urine che la Wada aveva chiesto di riesaminare.
LABORATORIO PARALLELO. Gli ispettori hanno quindi scoperto l’esistenza, a Mosca, di un laboratorio di Stato «parallelo», più attrezzato di quello ufficiale. Diretto dallo scienziato Bezhanishvili, era specializzato nel neutralizzare i campioni biologici positivi e, allo scopo, conservava grandi quantità di urina «pulita» per eventuali rabbocchi.
Di fianco al centro, un polo trasfusionale risolveva ogni problema: non di soggetti malati, ma di atleti in perfetta forma. Sergey Portugalov, capo della commissione medica federale russa, procurava e dosava (a pagamento, s’intende) il doping agli atleti.

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