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SCIVOLONI 13 Novembre Nov 2015 1836 13 novembre 2015

Non solo Donnarumma, le gaffe social dei calciatori

Da Balotelli a Macheda. Passando per Melo e Cerci. Il rapporto difficile tra pallone e web.

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Se avete un calciatore per amico, cercate di tenerlo il più lontano possibile dai social. È per il suo bene. Il mondo del pallone e quello di Twitter, Facebook o Instagram si sono incrociati spesso, e altrettanto di frequente sono entrati in collisione. Che si tratti di giocatori, allenatori o dirigenti, la miscela è esplosiva, e di solito degenera in gaffe più o meno gravi. Nella migliore delle ipotesi si traducono in un po' di pubblicità sgradita, nella peggiore possono causare multe e squalifiche.
DONNARUMMA CONTRO INTER E CONTE. Gianluigi Donnarumma, baby fenomeno del Milan, portiere titolare in Serie A ad appena 16 anni, è solo l'ultimo a pagare i suoi sfoghi su Facebook.
Uno contro i tifosi dell'Inter, apostrofati come «pezzi di m....» a causa degli insulti contro i napoletani nel derby di Milano.
L'altro contro Antonio Conte, all'epoca allenatore della Juventus, al centro di una battuta sul «comprare le partite». Un precedente che renderà particolarmente difficile la scalata alla maglia azzurra al portiere milanista, almeno finché sulla panchina della Nazionale ci sarà Conte.


Donnarumma, però, si può consolare: in quanto a scivoloni social è in ottima compagnia.

1. Balotelli e il Super Mario antisemita

Mario Balotelli detiene probabilmente il record assoluto di gaffe sul web. Memorabile la volta che rispose in maniera piccata a un titolo della Gazzetta dello Sport che lo dipingeva come testimonial anti Camorra. Ma ad aver lasciato il segno è soprattutto un altro episodio. Nel tentativo di lanciare un messaggio anti-razzista, l'attaccante del Milan pubblicò su Instagram una foto di Super Mario con una didascalia che, in realtà, sconfinava nell'antisemitismo: «Non essere razzista! Sii come Mario. Un idraulico italiano creato dai giapponesi che parla inglese e sembra messicano, salta come un nero e afferra monete come un ebreo».

2. Cerci e il passaggio all'Atletico in anticipo

Il 18 agosto 2014, Alessio Cerci annunciò con un tweet il suo passaggio dal Torino all'Atletico Madrid. Peccato che ci fosse ancora qualche dettaglio da limare prima dell'accordo tra i due club. Cerci cancellò quasi subito il post e disse che il suo profilo era stato hackerato. Il trasferimento si concretizzò qualche giorno dopo, negli ultimi istanti della sessione estiva di calciomercato.

3. Gerson e la maglia numero 10 Roma

A Roma la notizia del suo acquisto è stata accolta con entusiasmo. Gerson Santos da Silva, classe 1997, è uno dei centrocampisti più promettenti al mondo, un potenziale fuoriclasse. Ma poco dopo aver firmato il contratto con la Lupa, ha compiuto una leggerezza che per i fedelissimi giallorossi è imperdonabile: ha posato con una maglia numero 10, quella del capitano Francesco Totti. Un atto di lesa maestà reso solo un po' meno grave dalla confessione del direttore sportivo Walter Sabatini: «Sono stato io a regalargliela».

4. Il Forza Roma di Paulo Dybala

Appena arrivato alla Juventus, prima ancora dell'inizio del campionato, Paulo Dybala twittò parole di incoraggiamento alla squadra sbagliata: «Forza Roma». Confusione? No, la soluzione del mistero è molto più semplice: il profilo del giocatore è gestito dal suo agente, lo stesso del giallorosso Juan Manuel Iturbe.

5. Marchisio e il #dopingtime

Scivolone in bianconero anche per Claudio Marchisio, che il 25 ottobre, dopo la vittoria contro l'Atalanta, pubblicò su Instagram una sua foto seguita da un cospicuo numero di hashtag. «Avanti così, dev'essere la prima di tante #juventusstadium #picoftheday #dopingtime».
Una gaffe in buona fede, ovviamente, subito corretta da un nuovo post con l'hashtag #testantidopingtime. Ma l'ilarità dei tifosi rivali si era già scatenata.

6. Felipe Melo e il retweet contro il presidente del Fenerbahçe

È tornato in Italia per vestire la maglia dell'Inter dopo quattro anni al Galatasaray. E proprio in Turchia Felipe Melo riuscì nell'impresa di diventare il primo calciatore in Europa a farsi squalificare per due giornate a causa di un retweet.
Nel settembre del 2014, il centrocampista brasiliano condivise il post pubblicato da un tifoso del Galatasaray, che a una foto del presidente del Fenerbahçe, Azizi Yildrim, accompagnava una serie di frasi offensive. Una comunione d'opinioni che costò due turni di stop e una multa a Melo.

7. Macheda e lo «stupido gay»

«Shhhhhhhh u little stupid gay!»: «Zitto stupido piccolo gay!». Così Federico Macheda rispose a un follower che lo criticava via Twitter. Una frase evidentemente omofoba che non poteva restare impunita da parte del Manchester United (club per cui giocava l'italiano all'epoca dei fatti), che decise di punirlo con una multa da 15 mila sterline.
Macheda tentò di rimediare sostenendo di esser stato vittima di un refuso: «volevo scrivere guy (tizio, ndr) non gay». In pochi ci hanno creduto.

Cannavaro e il tributo a Gerrard con la foto di Lampard

Gira intorno alla Premier anche la figuraccia fatta da Fabio Cannavaro, ex giocatore, capitano della Nazionale italiana campione del Mondo nel 2006, Pallone d'Oro ed ex allenatore del Guanghzou.
Per salutare l'addio al Liverpool di Steven Gerrard, Cannavaro pubblicò su Facebook una foto in cui affrontava il numero 8 dell'Inghilterra. Che però è Frank Lampard.

La moglie Cassano e la lite con Vieri

Dove i giocatori non riescono ad arrivare ci pensano le loro mogli. Quando le mogli di Luca Antonini e Giampaolo Pazzini decisero di prenderne le difese (la prima twittando la sua gioia per il gol segnato dal marito contro la Juventus di Massimiliano Allegri, che all'epoca del Milan non lo vedeva; la seconda con un discorso sulla meritocrazia in cui dimostrava di non apprezzare lo scarso impiego del compagno) il giornalista di Chi Gabriele Parpiglia scrisse la sua opinione su Facebook.
Christian Vieri rispose dicendo che le due avevano sbagliato, Carolina Marcialis, moglie di Antonio Cassano, obiettò che dall'alto del suo passato, Vieri non avrebbe dovuto dare consigli alle mogli degli altri calciatori. «E tu chi sei?», la contro replica di Bobone.

L'ex di Allegri e gli insulti alla Juventus

Una 'carriera' passata a insultare la Juventus. Un lungo curriculum di tweet contro i bianconeri per sostenere il fidanzato Massimiliano Allegri e il suo Milan, privato di uno scudetto dal famoso gol di Muntari. Poi, però, Max è finito ad allenare la Signora, e la sua signora, Gloria Patrizi, ha fatto sparire il suo profilo.
Qualche mese dopo i due si sono lasciati.

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