José Mourinho 151217162552
CALCIO 17 Dicembre Dic 2015 1613 17 dicembre 2015

Chelsea, Mourinho esonerato

Risoluzione consensuale sette mesi dopo la conquista del titolo. Hiddink in pole per la successione.

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Ha atteso tre giorni Roman Abramovich, ma dopo l'ennesimo ko del suo Chelsea contro il Leicester capolista, non ha potuto fare a meno di prendere una decisione che ha del clamoroso.
La cacciata di José Mourinho, la seconda nella pluridecorata carriera dello Special One, arriva in un anonimo pomeriggio dicembrino, coi Blues alle prese con la preparazione del match col Sunderland. Anche se, almeno formalmente, il divorzio è maturato in maniera consensuale, proprio come nel settembre 2007.
SETTE MESI DOPO IL TRIONFO. Nessun appello per il portoghese, dunque, indietro non si torna: il magnate russo rompe gli indugi e spezza il legame tra il tecnico e il club inglese che appena sette mesi fa aveva conquisto il titolo.
CHELSEA QUINT'ULTIMO. Un stagione drammatica quella dei londinesi, inchiodati a un quint'ultimo posto in Premier League che nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare a inizio stagione.
Quattro vittorie, tre pareggi e nove sconfitte costati caro a Mourinho, che solo poche settimane fa sembrava comunque blindato dal contratto che lo legava al Chelsea fino al 2019.
CONDANNATO DA RANIERI. Ironia della sorte, a infliggergli il colpo di grazia quel Claudio Ranieri che lui stesso aveva avvincendato nella sua prima esperienza in terra d'Albione. Anche allora, al termine di tre anni e mezzo trascorsi in calando, il divorzio arrivò in maniera consensuale al termine di uno scialbo pareggio col Rosenborg in Champions League.

Secondo i media britannici, l'inaspettato addio costerà ad Abramovich la bellezza di 40 milioni di sterline: a tanto ammonterebbe la buonuscita che Mourinho dovrebbe portarsi a casa aper il più colossale fallimento della sua carriera.
HIDDINK PER IL DOPO MOU? Le prime indiscrezioni parlano già di Guus Hiddink come traghettatore fino al termine della stagione.
Per l'olandese sarebbe la seconda esperienza al Chelsea: già nel febbraio del 2009 arrivò da subentrante (al posto di Grant) e portò la squadra alla vittoria in Fa Cup e alle semifinali di Champions, dove perse con il Barcellona, poi vincitore della coppa.

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