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CALCIO 4 Gennaio Gen 2016 1700 04 gennaio 2016

Benitez esonerato dal Real Madrid, storia di un declino

L'allenatore perde la panchina dei blancos. Fatali i 2 punti di distacco dal Barça e lo strappo con la squadra.

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Rafa Benitez, ex allenatore del Real Madrid.

Valencia dà, Valencia toglie. La parabola di Rafa Benitez ha un punto di partenza e uno di approdo. Il Mestalla, lo stadio in cui l'allenatore spagnolo si era affermato a livello nazionale e internazionale, è stata la tomba del suo sogno merengue. Lui, tifoso del Real Madrid da una vita, formato nella cantera blanca da giocatore prima e da allenatore poi, ha fallito l'appuntamento della vita, quella missione in prima squadra che con le scarpette ai piedi non era mai riuscito nemmeno a sfiorare.
UN MITO A VALENCIA. Florentino Perez ha perso la pazienza dopo appena sei mesi, esonerando l'allenatore che aveva scelto personalmente dopo il benservito a Carlo Ancelotti.
Ai madridisti non mancherà, c'è da scommetterci. Ma a Valencia pensano ancora a lui. «Grazie Rafa, ci hai donato gli anni migliori della notra vita». Così l'avevano salutato i suoi ex tifosi il 3 gennaio, prima di una partita che si sarebbe poi rivelata la sua ultima sulla panchina del Real. Perché a Valencia, all'inizio del millennio, Benitez ha compiuto un capolavoro, vincendo due volte la Liga e una volta l'Europa League in tre anni, con una squadra che aveva le sue stelle in Ruben Baraja, Kily Gonzalez, John Carew e Miguel Angel Angulo.
A rendere speciale quella squadra non era i singoli, ma una difesa da record, che chiuse a 27 reti subite entrambi i campionati vinti nel 2002 e nel 2004, e a 35 (comunque la miglior difesa) quello di mezzo, concluso al quinto posto. Esattamente ciò che è mancato al suo Napoli: spettacolare davanti ma troppo spesso disattento dietro.
DIFENSIVISTA IN SPAGNA, OFFENSIVISTA IN ITALIA. Difensivista in Spagna, fin troppo offensivista in Italia, Benitez ha trovato il tanto agognato equilibrio solo a Liverpool.
Per quattro stagioni sulle sei di Rafa, la retroguardia dei Reds è stata tra le migliori d'Inghilterra, ma mai la numero 1. Il Liverpool non vinse mai un campionato, ma con Fernando Torres e Steven Gerrard riuscì a conquistare una Champions League nel 2005, diventando, dopo la finale di Istanbul, un incubo che i tifosi del Milan non sono riusciti a esorcizzare nemmeno con la rivincita disputata due anni dopo ad Atene.
Due finali di Coppa dei Campioni in tre stagioni, ad Anfield Road, non le vedevano dal back-to-back 1976-77 e 1977-78.

All'Inter un flop all'ombra di Mou

Rafa Benitez e Cristiano Ronaldo durante un allenamento del Real Madrid.

Con un curriculum così non c'era da stupirsi che Massimo Moratti lo vedesse come l'ideale erede di José Mourinho. Rafa aveva tutto per tenere l'Inter in alto, tutto tranne una squadra che stesse dalla sua parte. Schiacciato dal fantasma dello special One e dai fedelissimi del tecnico portoghese, Rafa implose in se stesso, e nonostante la conquista della Supercoppa italiana e del Mondiale per Club fu costretto a dimettersi.
VINCENTE E ODIATO AL CHELSEA. Fu l'inizio di un declino inesorabile. Nel 2012 Benitez firmò col Chelsea per sostituire Roberto Di Matteo, ma più della Champions League conquistata pochi mesi prima dal tecnico italiano (la prima e tuttora unica nella storia dei Blues), a pesare fu ancora una volta il cattivo rapporto con Mourinho. Stamford Bridge si schierò subito contro Rafa, che divenne 'The fat spanish waiter', il grasso cameriere spagnolo.
A poco servirono la vittoria dell'Europa League e un campionato raddrizzato con il terzo posto che valse la qualificazione diretta all'edizione successiva della Champions League. Benitez lasciò a fine stagione, 'esonerato' dal suo pubblico, si accasò al Napoli con ambizioni da scudetto ma vinse una Coppa Italia e una Supercoppa italiana in tre stagioni, lasciando più perplessità che certezze.
UN RAPPORTO TORMENTATO CON CR7. Al Real avrebbe dovuto vincere, prima di tutto, poi convincere. Ma ancora una volta si è trovato a fare i conti col fantasma di Mourinho. «Mio marito è costretto a riparare i casini lasciati dal portoghese», ironizzò la moglie a luglio. E lo Special One replicò a suo modo, reinterpretando gli sfottò dei tifosi del Chelsea: «Pensi alla dieta di Rafa».
A costargli l'esonero, più dei due punti (con una partita in più) di ritardo dal Barcellona, sono stati i continui dissapori con Cristiano Ronaldo, e un Clasico buttato via per l'incapacità di imporre la sua formazione su quella desiderata dal presidente. Via Casemiro dal centrocampo, dentro tutti i galacticos: Kroos, James Rodriguez, Modric, Cristiano Ronald, Bale, Benzema. Risultato: 0-4 per il Barça e fazzoletti bianchi al Santiago Bernabeu, il massimo della contestazione in Spagna. Destinatario? Florentino Perez, il presidente del fallimento. Quello che aveva cacciato Ancelotti per Benitez, e che ora caccia quest'ultimo e al suo posto ci mette Zidane. Uno che galactico lo è stato, da giocatore, e che ora dovrà dimostrare di poterlo essere dalla panchina. Colpi di testa permettendo.

Zizou Vs Rafa

Perdonatemi questa uscita, ma non ce l'ho fatta.

Posted by Serie A - Operazione Nostalgia on Lunedì 4 gennaio 2016

  • Zidane e la testata a Benitez. Video di Serie A - Operazione nostalgia.

Twitter: @GabrieleLippi1

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