Wimbledon Campo Centrali 160118163142
INTERVISTA 18 Gennaio Gen 2016 1600 18 gennaio 2016

Tennis scommesse, Pietrangeli: «Squalificateli a vita»

Match truccati. Sospetti su 16 top 50. Pietrangeli a Lettera43.it: «Ci vuole giustizia vera. Come in Cina e da Kim».

  • ...

Partite truccate anche allo Slam. Persino a Wimbledon.
Sedici giocatori che negli ultimi 10 anni hanno occupato la top 50 del ranking Atp e che avrebbero combinato il risultato dei loro match.
E tra loro ci sarebbe persino qualche vincitore degli Slam.
Il blue monday del 18 gennaio 2016 potrebbe passare alla storia come il lunedì nero del tennis.
Il giorno più triste dell'anno, e forse anche qualcosa di più per gli appassionati della racchetta.
IN OTTO AGLI AUSTRALIAN OPEN. Quella che si muove sopra i cieli di Melbourne, dove sono cominciati gli incontri del tabellone principale dell'Australian Open, è una nube densa e scurissima, che rischia di gettare discredito su uno sport che negli ultimi tempi ha già dovuto fare i conti con scommesse clandestine e sospetti di doping.
Anche perché otto dei 16 sospetti sarebbero iscritti al torneo.
Non bastavano le voci su Challenger e Futures, le indagini della procura di Cremona, le radiazioni di Potito Starace e Daniele Bracciali. Non era finita lì.
Ora a finire nella bufera sono i templi del tennis, i tornei più importanti e prestigiosi.
PIETRANGELI: «CASCO DALLE NUVOLE». Nicola Pietrangeli, ex tennista due volte vincitore del Roland Garros, commenta così con Lettera43.it:«Non ho parole. Casco dalle nuvole».
Una notizia del genere non se l'aspettava proprio. «Questi sputano sul piatto in cui mangiano, e mangiano bene».
Mentre Novak Djokovic conferma di esser stato contattato per una combine e di aver declinato l'offerta, l'unica cosa da sperare è che il Tiu (Tennis integrity unit, un'organizzazione investigativa che vigila sul settore) dell'Atp faccia chiarezza e trovi i colpevoli: «Serve certezza, e chi ha fatto questo deve essere squalificato a vita».

Nicola Pietrangeli, ex tennista due volte vincitore del Roland Garros (©Getty Images).


DOMANDA. Partite degli Slam truccate da vincitori di Slam. Uno scandalo di queste proporzioni non si era mai visto.
RISPOSTA.
Non so davvero cosa dire. Questi sono diventati talmente ricchi, che non capisco... Va bene che i soldi non bastano mai, uno non si accontenta mai, però...
D. Addirittura si parla di match falsati a Wimbledon, il tempio del tennis.
R.
Mi dispiace anche solo che questi tornei siano toccati da certe voci. Ormai alla mia età non mi stupisco più di niente, ma qui parliamo di gente che guadagna milioni e milioni. Sputano sul piatto in cui mangiano. E mangiano bene.
D. È un problema culturale?
R.
Io mi sono fatto un'idea, ma penso che tutti i problemi del mondo siano colpa della giustizia, che non è mai abbastanza severa. È inutile acchiappare un ladro e poi lasciarlo andare dopo due giorni. Un poveraccio viene rapinato, picchiato. E se per caso spara in galera ci va lui.
D. Il sistema è troppo permissivo?
R.
Per me ci sono pochi Paesi civili al mondo: uno è la Cina, un altro la Corea del Nord. Gli altri sono quelli dove li acchiappano e gli tagliano le mani. Noi stiamo ancora a fare i buonisti. Si immagini quanti moncherini ci sarebbero in Italia...
D. Si dice che otto di questi 16 giocatori sarebbero ora impegnati agli Australian Open.
R.
Addirittura? Stanno giocando ora.
D. Sì, perché per ora sono sospetti, nessuno è stato squalificato, nessuno è indagato. Non ci sono prove.
R.
Allora se ne accertino. Ma se li prendono li devono squalificare a vita. Non devono più giocare a tennis. Noi italiani abbiamo già pagato il tributo con le radiazioni di Starace e Bracciali.
D. Pare ci sia anche qualcuno che ha vinto uno Slam?
R.
Pure... Prendiamoli e facciamogliela pagare. Ora però. Non è possibile che dopo 20 anni apro il libro di Agassi e leggo che si dopava. Poi chissà come potranno dimostrarlo, specialmente su match di 10 anni fa.
D. Magari i giocatori potrebbero dare una mano. Djokovic ha detto di aver ricevuto una proposta per una combine. Magari poteva dirlo prima, facendo dei nomi.
R.
Certo, esattamente come nel calcio. Chi sa deve parlare, deve denunciare chi gliel'ha chiesto, che partita volevano truccare. Probabilmente era una sua partita e volevano che perdesse.
D. Chissà quanti avrebbero perso la scommessa.
R.
Sarebbero stati decine e decine di milioni. Scommettono da tutto il mondo. Immaginatevi Djokovic che gioca contro di me e vinco io.
D. L'Atp ha creato un organismo per far luce su questi casi, si chiama Tennis integrity unit. Pensa possa funzionare?
R.
Spero di sì. L'Atp è un ente molto ricco e potente, ha i mezzi per indagare e lo farà. Ed è giusto che sia così perché se no è uno sputtanamente completo. Poi però bisogna dire che gli Slam non sono Atp, sono organizzati dall'Itf, la federazione internazionali...
D. Il problema è trasversale?
R.
Sì, ma non è che chi organizza Wimbledon o la Coppa Davis abbia colpe. Nemmeno l'Atp ha colpe. La colpa è dei giocatori disonesti.
D. Lei ha mai avuto sospetti guardando una partita?
R.
No, devo dire di no. Anche perché è difficile che io veda una partita intera e non sono un giocatore. Ne avevo sentito parlare, mi hanno spiegato che ora si scommette su tutto, anche sulla pulce che arriva prima a Hong Kong.
D. Ai suoi tempi esisteva il problema?
R.
E che scommettevamo noi, un panino? Anzi, ricordo che le nostre scommesse erano una Coca Cola in due. Fin lì sono scommesse sane. Ma oggi c'è chi si rovina la vita, perché alla fine è come al Casinò: vince sempre il banco.

Twitter @GabrieleLippi1

Correlati

Potresti esserti perso