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INCHIESTA 26 Gennaio Gen 2016 0900 26 gennaio 2016

Calcio, perquisizioni della Finanza: 64 indagati

Evasione fiscale e falsa fatturazione, la procura di Napoli accusa anche Galliani e De Laurentiis.

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Jean-Claude Blanc, Claudio Lotito, Aurelio De Laurentiis e Adriano Galliani.

Juventus, Napoli e Milan. Potrebbe essere un triangolare di lusso e invece i tre club sono accomunati da un nuovo guaio con la finanza. La procura di Napoli ha ordinato perquisizioni e sequestri nelle sedi di club di A e B per i reati di evasione fiscale, emissione e utilizzazione di fatture per prestazioni soggettivamente inesistenti (leggi l'approfondimento sul ruolo dei procuratori).
LAVEZZI TRA GLI INDAGATI. Tra i 64 indagati ci sono anche l'ex presidente della Juventus Jean-Claude Blanc (attuale direttore generale del Paris Saint-Germain), il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis, quello della Lazio Claudio Lotito, l'amministratore delegato del Milan Adriano Galliani, Alessandro Moggi e alcuni calciatori tra i quali spiccano i nomi di Ezequiel Lavezzi (ex Napoli, ora in forza al Paris Saint Germain) ed Hernan Crespo (ora allenatore del Modena, dopo aver vestito le maglie di Parma, Lazio, Milan e Inter).
A condurre le indagini sono il procuratore aggiunto Vincenzo Piscitelli e i pm Stefano Capuano, Vincenzo Ranieri e Danilo De Simone.
VAGLIATE LE POSIZIONI DI 35 CLUB. L'inchiesta era partita nel 2012 dopo l'acquisizione dei contratti di Ezequiel Lavezzi, ceduto dal Napoli al Psg, e del quasi sconosciuto attaccante argentino Cristian Chavez. Gli investigatori parlarono di un «fenomeno generalizzato» nel calcio italiano, vale a dire la «progressiva ed esasperata» lievitazione degli oneri relativi agli ingaggi dei calciatori. E questo, era l'ipotesi investigativa, avrebbe fatto sì che nel tempo si determinasse una situazione di squilibrio gestionale sul piano economico-finanziario che potrebbe aver spinto le società a compiere una serie di illeciti fiscali nell'ambito di operazioni di acquisto e cessione dei diritti alle prestazioni sportive dei calciatori stessi.
A emergere dai risultati dell'operazione 'Fuorigioco', secondo il procuratore aggiunto di Napoli Vincenzo Piscitelli, è l'esistenza di un radicato sistema finalizzato a evadere le imposte, posto in essere da 35 società calcistiche di serie A e B, nonché da oltre un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e loro procuratori. In particolare, il meccanismo fraudolento architettato per sottrarre materia imponibile alle casse dello Stato italiano sarebbe stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori.
IL NODO NELLE PRESTAZIONI DEI PROCURATORI. I procuratori dei calciatori avrebbero provveduto a fatturare in maniera fittizia alle sole società calcistiche le loro prestazioni, simulando che l'opera di intermediazione fosse resa nell'interesse esclusivo dei club, mentre di fatto venivano tutelati gli interessi degli atleti assistiti dagli agenti medesimi.
Le società, da parte loro, avrebbero approfittato dell'indebito vantaggio di potersi completamente dedurre dal reddito imponibile queste spese, beneficiando altresì della detrazione dell'imposta sul valore aggiunto relativa alla pseudo prestazione ricevuta in esclusiva.
In questo modo veniva consentito ai calciatori di non dichiarare quello che sostanzialmente era un fringe benefit riconosciuto agli stessi dalla società calcistica che si accollava, a vantaggio dell'atleta, anche la spesa per l'intermediazione.
RITENUTE FISCALI E PREVIDENZIALI RIDOTTE. In altri termini, l'importo pagato dai club costituiva un reddito da imputare effettivamente al calciatore e, di conseguenza, la società calcistica ometteva il pagamento delle ritenute fiscali e previdenziali sul maggior reddito loro ascrivibile all'atleta.
Alcuni agenti stranieri, di nazionalità argentina, peraltro, mediante il ricorso a documentazione fiscale e commerciale fittizia e attraverso l'interposizione di società 'schermo' con sede anche in 'paradisi fiscali', distraendo i compensi ricevuti dalle legittime pretese erariali del Paese di produzione del reddito (Italia) e di quello di residenza fiscale (Argentina), avrebbero delocalizzato i proventi derivanti dalle attività professionali.
A fronte dei rilevanti importi fraudolentemente evasi (oltre 12 milioni di euro), la misura patrimoniale del sequestro applicata ha lo scopo di tutelare in maniera cautelativa le casse dello Stato, facendovi rientrare le somme che illecitamente erano state sottratte al Fisco dagli indagati.
IL MILAN: «VICENDA MARGINALE E INFONDATA». Il Milan ha affidato la sua replica agli avvocati Niccolò Ghedini e Leandro Cantamessa: «La procura della Repubblica di Napoli ha ritenuto quest'oggi di notificare ad Adriano Galliani avviso di chiusura delle indagini per una vicenda assolutamente marginale e non fondata, che troverà la sua risoluzione sia sotto il profilo tributario, sia sotto il profilo penale, in una doverosa archiviazione».
LA LAZIO: «NESSUN AVVISO DI GARANZIA». Per la Lazio ha commentato invece la vicenda il legale Gian Michele Gentile: «Ho parlato con Lotito, non ha ricevuto nessun atto dal quale risulta che è indagato. Nessun avviso di garanzia, niente. Ha saputo tutto dalle notizie di oggi. Se è indagato? La procura non se lo sarà inventato, ma a oggi Lotito non ha avuto nessuna notifica di alcun atto», ha detto escludendo perquisizioni alla sede della Lazio, «Non abbiamo nessun segnale di alcun tipo, se ci fosse stata una perquisizione Lotito me lo avrebbe detto».
DE LAURENTIIS: «È TUTTA FUFFA». «Sono super tranquillo, è tutta fuffa», ha invece dichiarato Aurelio De Laurentiis. «Èuna notizia non commentabile, è una storia vecchia. Comunque» - ha concluso - «sono anche cose che inventate voi giornalisti».

Da Lavezzi a Galliani: tutti gli indagati

CALCIATORI. Gustavo German Denis, Juan Fernando Quintero, Adrian Mutu, Ciro Immobile, Matteo Paro, Hernan Crespo, Pasquale Foggia, Antonio Nocerino, Marek Jankulovski, Cristian Gabriel Chavez, Ignacio David Fideleff, Ivan Ezequiel Lavezzi, Gabriel Paletta, Emanuele Calaiò, Cristian Molinaro, Rios Pabon, Diego Alberto Milito.
DIRIGENTI. Antonio e Luca Percassi, Claudio Garzelli, Giorgio Perinetti, Luigi Corioni, Gianluca Nani, Sergio Gasparin, Pietro Lomonaco, Igor Campedelli, Maurizio Zamparini, Rino Foschi, Daniele Sebastiani, Andrea Della Valle, Pantaleo Corvino, Alessandro Zarbano, Enrico Preziosi, Luciano Cafaro, Jean Claude Blanc, Alessio Secco, Claudio Lotito, Marco Moschini, Renato Cipollini, Aldo Spinelli, Adriano Galliani, Aurelio De Laurentiis, Tommaso Ghirardi, Pietro Leonardi, Pasquale Foti, Edoardo Garrone, Umberto Marino, Massimo Mezzaroma, Roberto Zanzi, Giovanni Lombardi Stronati, Francesco Zadotti, Sergio Cassingena, Massimo Masolo e Dario Cassingena.
PROCURATORI. Alessandro Moggi, Marco Sommella, Vincenzo Leonardi, Riccardo Calleri, Umberto Calaiò, Leonardo Adrian Rodriguez, Fernando Osvaldo Hidalgo, Ives Alejandro Mazzoni, Edoardo Luis Rossetto.

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