Sito Football Leaks 160215160652
CALCIO 18 Febbraio Feb 2016 1448 18 febbraio 2016

Football Leaks, il sito che fa tremare i potenti del calcio

Football Leaks pubblica i contratti. Svelando le cifre e il ruolo degli intermediari. Nonostante le censure. Nel mirino ora c'è il Real. Oltre al potente Jorge Mendes.

  • ...

Il sito di Football Leaks.

I primi documenti sono stati caricati a fine settembre 2015. Riguardavano alcuni affari dello Sporting Clube de Portugal e furono immediatamente ripresi da Record, uno dei tre quotidiani sportivi lusitani, che diede una spinta determinante alla loro divulgazione e da quel momento non ha smesso di svolgere tale funzione.
È così che gli analisti di questioni legate all’economia parallela del calcio globale sono venuti a conoscenza di Football Leaks, la piattaforma online che sta terrorizzando i burattinai del pallone.
I loro autori svelano i patti occulti e le vere cifre con cui gli affari vengono conclusi. E lo fanno nel modo più oggettivo, e dunque più temibile per coloro che vorrebbero tenere nascosti i meccanismi economico-finanziari del calcio: pubblicando i contratti. Quelli di compravendita dei calciatori stipulati fra i club, ma anche quelli che fissano i ruoli degli intermediari e delle terze parti.
FONDI E AGENTI NEL MIRINO. Queste ultime (che possono essere fondi d’investimento o soggetti privati esterni al calcio ma detentori di diritti economici sui calciatori, o gli stessi agenti di calciatori che oltre a esserne rappresentanti ne posseggono in quota i diritti) sono state definitivamente messe al bando dalla Fifa con la Circolare 1464 del 22 dicembre 2014, entrata in vigore il primo maggio 2015.
Avrebbero dunque tutto l’interesse a non fare emergere il loro agire, camuffandolo attraverso una selva di commissioni e intermediazioni.
E invece i documenti pubblicati da Football Leaks smascherano i trucchi.
I PRIMI LEAKS SU SPORTING E PORTO. Sulle prime il raggio d’azione del sito era limitato. Venivano pubblicati documenti relativi al calcio portoghese, e più che i soggetti toccati spiccavano quelli esclusi dai leak.
C’era molto sullo Sporting CP e sul Porto, e pochissimo sul Benfica.
Veniva preso di mira il fondo Doyen Sports Investments, ma non c’era un solo documento su Jorge Mendes, che oltre a essere portoghese è anche l’uomo più potente del calcio mondiale. E dunque in quella fase iniziale era lecito alimentare qualche interrogativo sul cui prodest: sarà mica un’operazione attraverso cui qualcuno dei pupari lancia messaggi a tutti gli altri tenendoli in scacco?
CENSURA E PRESSIONI INUTILI. Interrogativo rafforzato dal fatto che, dopo un’attività iniziale molto spedita, il sito ha interrotto a ottobre e per quasi un mese la pubblicazione di documenti.
Era parso che si fosse trattato di un’operazione da guastatori, effettuata da qualcuno interessato a inviare avvertimenti, e che le prime denunce alla polizia giudiziaria avessero consigliato i gestori a lasciar perdere.
E invece a novembre l’attività è ripresa a pieno regime. Senza pause nemmeno per i giorni festivi, con upload che avvengono fra le tre e le quattro del mattino (ora italiana), e che in qualche occasione sono bissati nel tardo pomeriggio. Un’opera che resiste ai tentativi di censura e alle pressioni avvocatesche provenienti dai soggetti i cui segreti vengono messi in pubblico.

Da Livejournal a Wordpress: le continue migrazioni di Football Leaks

Nelio Lucas, il portoghese a capo del fondo Doyen.

Tali pressioni hanno costretto più di una volta i gestori di Football Leaks a cambiare piattaforma.
Dopo aver registrato il sito su un server russo (cioè in un Paese che garantisce l’anonimato agli internauti), hanno dapprima preso a pubblicare sulla piattaforma Livejournal, dove hanno subito un’azione di censura, quindi sono stati costretti a migrare su Wordpress.
Nemmeno lì la vita è stata facile, ma ormai da un paio di mesi le pubblicazioni avvengono senza interruzioni. E nonostante le minacce e i tentativi di discredito.
LA BATTAGLIA CONTRO DOYEN. A proiettare ombre su Football Leaks è stato soprattutto il fondo Doyen, che dalla pubblicazione di documenti è stato massacrato.
Il Ceo del fondo d’investimento con sede a Malta, Nelio Lucas, ha denunciato un tentativo di estorsione da parte dei gestori di Football Leaks, i quali avrebbero poi proceduto a pubblicare i documenti soltanto perché non hanno ottenuto ciò che volevano.
Su questa denuncia è in corso un’indagine della polizia portoghese, e si vedrà chi ha ragione. Di sicuro c’è che Football Leaks ha pubblicato documenti su molti altri soggetti; e che nessuno di questi, oltre l’ovvio fastidio per essersi visto smascherare, ha denunciato analoghi tentativi di estorsione.
TWENTE NELLA BUFERA. Inoltre Doyen, che certamente nella vicenda ha mostrato un nervosismo fuori misura, ha emesso un comunicato nel quale sostiene che il suo sistema informatico sarebbe stato violato, aggiungendo che qualunque fonte informativa contribuisca a divulgare il materiale “sottratto” possa essere oggetto d’indagine.
Uno spauracchio agitato per evidente stato di disperazione.
Il fondo è stato già parecchio danneggiato da Football Leaks, e in questo senso l’episodio più clamoroso riguarda l’esposizione dei rapporti con la società olandese del Twente Enschede.
Cosa che ha provocato le dimissioni del presidente del club, Aldo van der Laan, e probabilmente ha accelerato il provvedimento di sanzione da parte della federcalcio olandese (Knvb), che già indagava sulla posizione contrattuale di sette calciatori del Twente Enschede e per questo lo ha escluso per tre anni dalle competizioni Uefa.

Ora tremano Real Madrid e il potente Jorge Mendes

Gareth Bale e Cristiano Ronaldo.

Quanto ai componenti del collettivo Football Leaks poco si sa.
L’unica certezza è che sono portoghesi. Mantengono l’anonimato per ovvie ragioni e accettano d’essere contattati soltanto via mail, come ho avuto modo di fare assieme a colleghi francesi e portoghesi per realizzare un’intervista collettiva.
Si definiscono whistleblowers e hanno come missione la denuncia dei meccanismi oscuri che dominano il mondo del calcio.
Quale sia il modo con cui si approvvigionano dei documenti non è dato sapere. Ma seguendo l’evoluzione degli upload si scopre che il raggio d’azione si allarga.
L'ACCORDO SEGUNDA-LEDMAN. Dal caso portoghese si passa alla pubblicazione di contratti che riguardano il calcio di Spagna, Inghilterra, Francia, Grecia, e persino il Sud America.
Come se la platea dei fornitori di contenuti si ampliasse da un giorno all’altro.
Inoltre, in alcuni casi si tratta di documenti freschissimi. Come per esempio quello uscito a dicembre, poche ore dopo la stesura, da un cassetto della Lega professionistica portoghese, in cui venivano riportati i contenuti della proposta al futuro sponsor cinese (Ledman) del campionato di Segunda Liga.
In quel foglio diviso in colonne erano presenti le condizioni d’estrema arrendevolezza che nelle settimane successive avrebbero alimentato polemiche nell’ambiente calcistico portoghese: per esempio, l’impegno a garantire tesseramento e impiego di calciatori e tecnici cinesi nelle squadre di Segunda.
L'AFFARE BALE SVELATO. Ma la pubblicazioni hanno riguardato anche casi di particolare clamore. Come per esempio i contratti relativi al trasferimento di Gareth Bale dal Tottenham Hotspurs al Real Madrid, avvenuto a 101 milioni di euro, e non ai 91 dichiarati in via ufficiale. Cosa che nel club merengue ha seminato il panico, sia per quanto svelato sia per quanto ancora potrà essere riportato.
Sono giorni di tensione per i potenti del calcio globale. Compreso Jorge Mendes, che per tutta una prima fase non era stato toccato dalle rivelazioni di Football Leaks e invece nelle ultime settimane è finito pure lui sotto torchio.
Il boss di Gestifute adesso ha paura e sembra abbia mobilitato dei servizi d’investigazione privata per parare il colpo.
La verità è la cosa più rivoluzionaria che esista. Lo sta scoprendo anche lui.

Twitter @Pippoevai

Correlati

Potresti esserti perso