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STORIE 9 Marzo Mar 2016 2014 09 marzo 2016

Atleti e lavoro: cosa fanno dopo il ritiro

Finita la carriera, molti si trovano disoccupati. Così Coni e ministero varano un progetto per aiutare gli atleti a trovare impiego. Ecco chi ce l'ha fatta.

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Gianni Rivera.

I più fortunati, a 35 anni, vanno in pensione e non devono preoccuparsi di cercare un nuovo lavoro. Finiranno per fare i tecnici, i dirigenti, gli agenti, resteranno all'interno del corpo militare che li ha ingaggiati per ottenere lustro dalle loro vittorie, o, soprattutto se hanno calcato i campi di Serie A, si godranno i risparmi accumulati in 20 anni di carriera con stipendi milionari.
Ma per tutti gli altri atleti, per la maggior parte, il momento del ritiro è un problema serio. Basti pensare che secondo uno studio fatto dalla Figc nel 2014, il 61% di 3 mila calciatori censiti è disoccupato, e trovare un lavoro entro i cinque anni dall'ultimo calcio al pallone è un'impresa possibile per 1 su 10. Forse anche per questo Michele Pini, ex terzino del Lumezzane, ha lasciato una carriera in Lega Pro preferendole un impiego in fabbrica.
UN PROGETTO DA 5 MILIONI. Il 9 marzo, Coni e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali hanno firmato la convenzione per un progetto triennale da 5 milioni di euro. Scopo: facilitare l'inserimento degli atleti nel mondo del lavoro al termine dell'attività sportiva.
Alcuni ci provano con la politica. Gianni Rivera, il Golden boy del Milan, divenne deputato della Democrazia cristiana e sopravvisse alla fine della Prima Repubblica passando prima al Patto Segni e poi all'Ulivo, infilando quattro legislature consecutive tra il 1987 e il 2001.
Massimo Mauro, ex mezzala di Udinese e Juventus e commentatore tivù per Sky, è stato prima membro della Camera dei deputati con l'Ulivo (tra il 1996 e il 2001), poi consigliere comunale a Torino sempre con la coalizione di centrosinistra.
ROSSI ASSESSORE IN REGIONE. Antonio Rossi, sceso dalla canoa dopo aver vinto tre ori, un argento e un bronzo olimpico, è diventato assessore allo Sport nella giunta leghista della Regione Lombardia. Josefa Idem, sua collega da atleta, ha scelto il centrosinistra ed è arrivata più a largo, fino alla carica di ministro per le Pari opportunità, prima di affondare tra le onde delle accuse di evasione fiscale ed essere costretta alle dimissioni.
Ha fatto le cose più in piccolo Carlo Nervo, ala destra e beniamino dei tifosi del Bologna, sindaco di Solagna per un solo mandato, tra il 2009 e il 2014.

Virdis, Bruscoltti e Flachi: ex campioni con la passione per il cibo

Pietro Paolo Virdis nel suo negozio 'Il gusto di Virdis'.

C'è poi chi, alla politica, preferisce la tavola. Pietro Paolo Virdis, centravanti da oltre 101 gol in Serie A tra Cagliari, Juventus, Udinese, Milan e Lecce, capocannoniere nel 1986-87, ha scelto di stabilirsi a Milano, ma non ha mai dimenticato la sua Sardegna. Così ha aperto 'Il gusto di Virdis', un negozio di specialità enogastronomiche in via Piero della Francesca. Lui, che in carriera qualche gol se l'è mangiato, ha iniziato a far mangiare gli altri.
BRUSCOLOTTI HA CHIUSO. Ci ha provato pure Giuseppe Bruscolotti, terzino destro e capitano del primo scudetto del Napoli. A quello storico giorno aveva dedicato il suo ristorante da 100 coperti affacciato sul mare a Posillipo, '10 maggio 1987', chiuso nel 2014.
Si è accontentato di una paninoteca Francesco Flachi, talento sacrificato alla cocaina. Costretto al ritiro da una squalifica di 12 anni dopo il secondo test antidoping positivo, è tornato a casa a Firenze e ha rilevato il locale Panino di categoria, in via XX settembre.
MATTEO VILLA FA LE SCARPE. Matteo Villa, ex stopper del Cagliari, ha iniziato a occuparsi del calzaturificio di famiglia, ma ha giocato fino a 35 anni. Gianni Comandini ha smesso prima dei 30 e dopo una carriera breve e deludente. Pagato 30 miliardi dal Milan dopo due stagioni consecutive da 20 gol tra Cesena e Vicenza, ha avuto il suo momento più alto in una doppietta segnata all'Inter nel derby di Milano. L'ex gemello del gol di Nicola Ventola nell'under 21 campione d'Europa nel 2000 ha mollato tutto, si è comprato una discoteca e iniziato a mettere su i dischi, trasformandosi in dj.

Jury Chechi fa il vino

E oltre il calcio? Jury Chechi, campione olimpico ad Atlanta 1996 e bronzo ad Atene 2004, è sceso dagli anelli, si è lavato il magnesio dalle mani, e ha iniziato una nuova vita tra le viti. Si è ritirato nelle Marche e ha aperto l'Agriturismo Colle del Giglio, producendo vini propri.
CASSINA FALEGNAME. Ad Atene 2004, più ancora del bronzo di Chechi, brillò l'oro alla sbarra di Igor Cassina. Il «punto esclamativo pervaso di energia venuto dallo spazio» raccontato dal telecronista Rai Andrea Fusco, uno dei pochissimi ginnasti italiani capace di dare il suo nome a un movimento (il Kovacs teso con avvitamento a 360° sull'asse longitudinale), è diventato falegname nella bottega di famiglia e fa l'insegnante di ginnastica artistica per i giovani, accontentandosi di vivere una vita semplice e modesta.

  • L'esercizio di Igor Cassina che valse l'oro ad Atene 2004.

Chi non ha smesso di volare è Gianni Bugno. Prima lo faceva sui pedali, vincendo due Mondiali su strada e un Giro d'Italia, poi ha iniziato a farlo su un elicottero. Nel 2001 è stato assunto dalla FreeAir per pilotare i velivoli dell'elisoccorso. E salvare vite.
GOTTI VENDE MERENDINE E OVETTI. Ivan Gotti di Giri d'Italia ne ha vinti due: uno nel 1997, contro Pavel Tonkov, l'altro nel 1999, dopo lo stop imposto a Marco Pantani per i livelli d'ematocrito troppo alti riscontrati alla fine della tappa di Madonna di Campiglio. Per due giorni, nel 1995, ha persino indossato la maglia gialla al Tour de France, ma nel 2001, a 32 anni, fu squalificato per doping e si ritirò.
Scesa da una bici per salire su un'altra, quella che tutte le mattine, dalle 6, lo porta in giro per vendere merendine e ovetti Kinder. A dargli quel lavoro, nel momento più difficile della sua vita, è stato l'amico e tifoso Pietro Ferrero, imprenditore italiano morto nel 2011, grande appassionato di ciclismo.
GLI ABBAGNALE IMPIEGATI. Si sono trasformati in impiegati che timbrano il cartellino tutti i giorni anche i fratelli Abbagnale, due ori e un argento olimpici nel canottaggio. Giuseppe lavora alla Banca nazionale del lavoro, Carmine in Regione. Peppiniello Di Capua, il loro timoniere, lavora alla Telecom e continua a condurre il biscottificio di famiglia. Nel 1994, Giuseppe si candidò in politica con Silvio Berlusconi, ma non vinse per mille voti. Così si ritirò, non tanto per la sconfitta, quanto per la delusione di scoprire che niente era cambiato, che la politica era rimasta la stessa di prima, anche dopo Tangentopoli. Meglio un onesto impiego in banca.

Twitter @GabrieleLippi1

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